Precisazioni sui fatti che riguardano il presidente  Lula

Precisazioni sui fatti che riguardano il presidente Lula

Il dipartimento relazioni internazionali del Partito  dei Lavoratori (PT), Brasile ha diffuso lo scorso 14 marzo un’accurato dossier sulle accuse al centro della campagna dei media contro Lula. Ci è sembrato doveroso tradurlo e metterlo a disposizione dell’opinione pubblica italiana.

Precisazioni sui fatti: le risposte alle accuse raccolte dall’Operazione “Car Wash” riguardanti  il Presidente Lula

L’operazione “Car Wash” ha cercato (senza alcuna base giuridica o prove) di collegare il Presidente Lula alle indagini sul sistema di corruzione nella Petrobrás.

Qui sotto segue una sistematizzazione delle accuse, seguita da risposte e spiegazioni.

Anche se queste accuse sono state costantemente ripetute dai grandi  media, vale la pena ricordare che non si tratta di accuse formali; in altre parole, nessuna inchiesta è stata avviata per quanto riguarda le presunte malefatte, proprio perché non ci sono prove di connessione ai fatti imputati.

Finanziamento dell’Istituto Lula

Accusa: L’Istituto di Lula avrebbe ricevuto denaro da imprese di costruzione, secondo le risultanze dell’operazione Car Wash, presumibilmente dall’intreccio di tangenti Petrobras.

Risposta:  Il finanziamento dell’Istituto Lula è simile a quello di istituzioni collegate ad altri ex presidenti in Brasile e in altri paesi. L’Istituto non ha mai ricevuto donazioni da aziende statali, al contrario di quello che è successo con, ad esempio, la FHC Foundation dell’ex presidente Fernando Henrique Cardoso.

Gli individui e le aziende hanno fatto donazioni legali registrate che sono state dichiarate alle autorità sin da quando l’Istituto fu fondato nell’agosto 2011 e non prima, come è avvenuto, ad esempio, con l’istituzione gestita dall’ ex presidente Fernando Henrique Cardoso, che ha raccolto fondi mentre era ancora in carica.

Uso del denaro da parte dell’Istituto Lula

Accusa: L’Istituto di Lula avrebbe effettuato pagamenti a compagnie possedute dai figli di Lula (società G4 e Flexbr) per servizi che, secondo l’accusa, in realtà non sono stati effettuati.

Risposta: I fondi detenuti dall’Istituto Lula sono utilizzati per la gestione e per promuovere gli obiettivi dell’Istituto (progetti e azioni per promuovere l’integrazione latino-americana, la cooperazione con i paesi africani e la lotta contro la fame nel mondo, oltre che per organizzare seminari, dibattiti, conferenze, ricerche e documentazione sulla democrazia e le realizzazioni sociali del Brasile) oltre ad archiviare e conservare gli atti personali dell’ufficio presidenziale dell’ex Presidente Lula, conformemente alla legge.

Individui e aziende le più diverse hanno fornito servizi all’Istituto di Lula con regolari contratti.

La ditta G4, citata dal pubblico ministero (procuratore della repubbblica) che segue l’operazione Car Wash, è responsabile del mantenimento del sito web dell’Istituto, ha lavorato nei progetti Brasil da Mudança e Memorial da Democracia, effettuando i suoi compiti dal 2011, vale a dire per cinque anni sempre rigorosamente entro la sua competenza tecnica.

Non c’è nessun indebito trasferimento di fondi. In realtà ci sono solo speculazioni irresponsabilmente divulgate dalla pubblica accusa prima di eventuali procedure investigative credibili.

L’Istituto ha pubblicato un rapporto (disponibile presso http://www.institutolula.org/conheca-o-trabalho-da-g4-brasil-com-o-instituto-lula) con tutti i progetti svolti da G4 e i relativi costi.

Discorsi

Accusa: A titolo di rimborso spese per il pagamento dei testi dei discorsi, imprese di costruzione avrebbero trasferito denaro al Presidente Lula, denaro che proverrebbe presumibilmente dall’intreccio di tangenti Petrobrás.

Risposta: L’azienda LILS Palestras e Eventos LTDA (una partnership tra l’ex Presidente Lula e Paulo Okamotto ) nasce nel 2011 per gestire, ai sensi della legge, le attività dell’ex Presidente Lula come oratore principale. Ancora una volta, questa è esattamente la stessa cosa che altri ex presidenti fanno in Brasile e altri paesi, come pure personalità pubblicamente riconosciute: artisti, scienziati, sportivi, scrittori, giornalisti e così via.

Da quando ha lasciato l’ufficio, Lula ha svolto di 72 discorsi (keynote speeches) per 40 aziende in Brasile e all’estero, nei più svariati settori, quali Microsoft, Bank of America, Nestlé, Iberdrola, INFOGLOBO (che pubblica i giornali della famiglia Marinho) e grandi aziende brasiliane, alcune di loro indagate nell’ambito dell’operazione Car Wash.

Di recente, nell’agosto dello scorso anno, l’Istituto di Lula ha rilasciato una lista di tutte le società che hanno firmato contratti dove l’oratore principale era Lula (l’elenco completo è disponibile presso http://www.institutolula.org/as-palestras-de-lula-a-violacao-de-sigilo-bancario-do-ex-presidente-foi-um-ato-criminoso).

Tutti i pagamenti ricevuti sono stati debitamente registrati e le tasse pagate.

Alcune delle aziende sotto inchiesta hanno pagato per i discorsi di altri ex presidenti del Brasile. Tutte loro sono grandi inserzionisti nei media e finanziano programmi di qualificazione formazione per i giornalisti. Ancora una volta, l’ex Presidente Lula è stato il bersaglio di speculazioni irresponsabili prima di qualsiasi lavoro investigativo serio.

Per lo stesso motivo, non sarebbe corretto ritenere che, solo su questa giustificazione, altri ex presidenti o aziende di grandi media del paese hanno ricevuto soldi rubati dalla Petrobrás allo stesso modo.

Proprietà a Guarujá e a Atibaia

Accusa: Lula sarebbe il proprietario effettivo di una casa di campagna a Atibaia che è stata registrata a dei prestanome. I lavori di restauro su questa proprietà sarebbero stati pagati dalle imprese edili OAS e Odebrecht, sotto inchiesta nell’operazione Car Wash.

Proprietà a Guarujá e a Atibaia

Accusa: Lula sarebbe il proprietario effettivo di una casa di campagna a Atibaia che è stata registrata a dei prestanome. I lavori di restauro su questa proprietà sarebbero stati pagati dalle imprese edili OAS e Odebrecht, sotto inchiesta nell’operazione Car Wash.

Risposta: La proprietà rurale è stata acquisita nel 2010 da Jacó Bittar, un amico di Lula e membro fondatore del PT. Bittar ha trasferito soldi che aveva risparmiato per suo figlio Fernando Bittar, che ha acquistato parte della proprietà, mentre l’altra parte è stata acquisita da un socio e un amico di Fernando, Jonas Suassuna. Tutti i fondi utilizzati per acquistare la proprietà appartenevano alla famiglia Bittar e Jonas Suassuna, e il pagamento è stato effettuato mediante controlli certificati.

L’idea degli amici di Lula era che la casa di campagna poteva essere usata occasionalmente dall’ex presidente per riposare. È ampiamente noto che la proprietà non appartiene al Presidente Lula, che ha comunque ricevuto dalla famiglia Bittar, come amico conosciuto da 40 anni, l’autorizzazione e la chiave per usarlo liberamente.

Accusa: La ditta OAS avrebbe pagato le spese di trasferimento e di deposito del Presidente Lula e di parte dei suoi beni.

Risposta: Assolutamente falsa la notizia, attribuita alla polizia federale dello stato di Paraná da GloboNews, secondo cui le spese di trasferimento del Presidente Lula e delle sue cose da Brasilia a San Paolo sono state pagate da un’azienda e che parte di quegli oggetti sono stati presi in un appartamento a Guarujá che non appartiene e non è mai appartenuto, all’ ex Presidente Lula. Lo spostamento, come si verifica con tutti gli altri ex presidenti, era sotto la responsabilità della presidenza della Repubblica. Gli oggetti non sono oggetti personali, ma i cosiddetti “averi privati della presidenza della Repubblica” e ammontano a 11 camion di documenti, lettere e doni che spetta a un ex-presidente di conservare. Il deposito di tutto questo materiale, a costo di R$ 21.000, è stato registrato e legalmente effettuato da OAS, per supportare la sua conservazione, una delle missioni dell’Istituto Lula.

La maggior parte del materiale è stata data ad una società di archiviazione, un’altra parte per un  appartmento di Lula in São Bernardo e una piccola parte, che comprendeva i prodotti alimentari destinati all’autoconsumo, alla proprietà rurale Sítio Santa Bárbara, con il consenso dei proprietari.

Accusa: L’inchiesta sostiene che il Presidente Lula sarebbe il proprietario di un appartamento nella città costiera di Guarujá, che in realtà è di proprietà di società di costruzioni OAS, indagata nell’operazione Car Wash. OAS avrebbe presumibilmente finanziato la ristrutturazione dell’appartamento di proprietà presunto di Lula.

Risposta: L’Istituto Lula rilascia una relazione dettagliata e documentata che demolisce l’accusa. In breve, i fatti sono:

-nel 2005, l’ex First Lady Marisa Letícia acquistò una quota in un progetto di sviluppo immobiliare tramite Bank Workers Housing Cooperative  (Bancoop) a Guarujá.

- dal 2005 al 2009, Marisa Letícia versò un acconto di R$ 20.000 e pagato le rate mensili e intermedie con il libretto dei bollettini predisposti dalla Bancoop per il pagamento delle rate.

A quel tempo, Bancoop stava attraversando una crisi finanziaria e molti dei suoi progetti sono stati trasferiti ad altre società di sviluppo immobiliare,tra le quali OAS.

-          Quando il progetto fu trasferito a OAS, Marisa Letícia non ricevette più libretti predisposti per il pagamento delle rate da Bancoop e non accettò e firmò alcun contratto con il nuovo proprietari.

 

–anche se la famiglia non ha aderito al nuovo contratto con il costruttore OAS, mantenne il diritto di effettuare, in qualsiasi momento, il diritto di riscattoare la quota di partecipazione in Bancoop e nella costruzione.

 

- nella condizione di coniuge in comunione dei beni, l’ex Presidente Luiz Inácio Lula da Silva regolarmente dichiarò per l’Internal Revenue Service la quota acquistata da sua moglie Marisa Letícia e i pagamenti maturati su base annua. La percentuale è anche parte della dichiarazione di patrimonio di Lula come candidato alla rielezione, archiviato dalla Corte Elettorale (TSE) nel 2006, che è un documento pubblico ed è già stato rilasciato dalla stampa.

 

-  tra il 2014 e 2015, l’ex Presidente Lula e Marisa Letícia visitarono, insieme con l’allora CEO di società di costruzioni OAS, Léo Pinheiro, un’unità in vendita nel condominio. Poichèé questa unità non è stata venduta, l’appartamento era (ed è) registrato a nome di OAS Empreendimentos S.A.

 

- Questa è stata l’unica volta che l’ex Presidente Lula fu in quel posto. Marisa Letícia e suo figlio Fábio Luís Lula da Silva vi tornarono  mentre l’appartamento era in corso di completamento. Mai Lula e la  sua famiglia usarono quest’appartamento per un qualsiasi scopo.

 

- in questo periodo, mentre precisiamo che Marisa Letícia deteneva appena una quota in Bancoop, l’Istituto Media Relations Lula ha sempre informato i giornalisti che la famiglia stava valutando se comprare l’appartamento o no.

 - nel 2015, Presidente Lula ha presentato una querela contro il giornale O Globo per sue false accuse (disponibile presso http://www.institutolula.org/lula-entra-com-acao-contra-o-globo-por-conta-de-mentiras-sobre-triplex-no-guaruja).

 -nel novembre dello scorso anno, la famiglia dell’ex Presidente Lula ha deciso di non comprare alcun appartamento nell’edificio e richiese che Bancoop rimborsasse il denaro investito per acquistare la quota nello sviluppo, nelle stesse condizioni applicabili a tutti gli altri azionisti che non aderirono al contratto con OAS nel 2009 (la storia completa è disponibile presso http://www.institutolula.org/documentos-do-guaruja-desmontando-a-farsa).

 

Testo in inglese sul sito del PT: http://www.pt.org.br/blog-secretarias/statement-of-facts-about-lula/

[traduzione di Michele Costagliola e Paola Boffo. Per aderire alla Brigata traduttori mandare una mail a traduttori@rifondazione.it]lulaop

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