Larghe intese, così fan tutti? La disinformatia all’opera contro la forza di Syriza

Larghe intese, così fan tutti? La disinformatia all’opera contro la forza di Syriza

di Roberta Fantozzi -

Persino Maurizio Crozza ieri sera non ha fatto altro che ripetere il leit motiv andato in onda a reti unificate in tv per tutto il giorno: nulla di nuovo sotto il sole con il giovane leader della sinistra radicale Tsipras che al suo primo atto non fa che ripercorrere i sentieri delle laghe intese, imbarcando un partito di centrodestra.

Un leit motiv che serve da un lato all’operazione di falsificazione in atto, quella per cui tutti saltano sul carro del vincitore ed il giovane Alexis alla fin fine non sarebbe altro che una variante del giovane Matteo, mentre per altro verso riflette semplicemente la non comprensione di quello che sta accadendo in Grecia.

All’opposto della disinformatia all’opera infatti la formazione del governo greco rovescia seccamente la logica delle larghe intese.

Le larghe intese, saldamente alla guida dell’Unione Europea da decenni e sorte poi non solo in Italia, ma in una decina di altri paesi hanno avuto ed hanno infatti uno scopo inequivoco: riaffermare che non c’è alternativa possibile alle politiche neoliberiste e all’austerità, blindare quella scelta di fondo costruendo coalizioni, con dentro le varianti nazionali del partito socialista e del partito popolare europeo, che supplissero con la loro alleanza al deficit di consenso su quelle politiche.

La scelta di Tsipras ribalta quella logica: l’obiettivo di fondo è quello di rimettere radicalmente in discussione le politiche di austerità, a partire dal nodo del debito, e per farlo ci si allea con chi su quel punto, su quell’unico punto decisivo e dirimente, ha mostrato una determinazione analoga a quella di Syriza.  Tsipras non fa altro che mettere in atto quanto aveva già dichiarato all’epoca del precedente incarico, quanto deliberato dagli organismi di Syriza, quanto soprattutto ha determinato la staordinaria crescita di consenso attorno a Syriza: nessuna alleanza possibile con chi ha firmato il memorandum e non si oppone chiaramente ai diktat della troika.

In assenza della maggioranza assoluta, un’alleanza con To Potami, la formazione di centro sinistra del presentatore Tv Theodorakis ,avrebbe invece messo in discussione la nettezza di quell’impostazione, il profilo di fondo su quel punto decisivo. Mentre per altro verso era preclusa dalla grottesca “ortodossia” fuori tempo massimo del KKE un’alleanza su quel versante, con un KKE dichiaratosi disponibile esclusivamente all’appoggio volta volta di singoli provvedimenti. Né si poteva rischiare davvero un nuovo ricorso alle urne che avrebbe prima di tutto contrastato con la necessità di dare segnali immediati di cambiamento ad una società stremata dalla politiche di austerità.

L’alleanza con Anel, la formazione nata nel 2012 dalla scissione da Nuova Democrazia, composta  da coloro che avevano votato contro le misure imposte dalla Troika ed erano stati per questo espulsi, è dunque certamente la scelta migliore nelle condizioni date.

Con i suoi primi atti per altro Tsipras ha riaffermato con forza il proprio profilo complessivo : i ministri di Syriza non giurano, primi nella storia del paese sulla Bibbia ma sulla Costituzione, il primo atto è la deposizione di fiori al memoriale che ricorda i duecento combattenti greci uccisi dai nazisti come rappresaglia per un attacco dei partigiani, il primo provvedimento del governo è il blocco della privatizzazione delle infrastrutture mentre si annuncia l’innalzamento del salario minimo ed il ripristino della contrattazione collettiva.

Non siamo alla ricerca di nuovi modelli, non saremo i difensori “a prescindere” perché il nostro sguardo ha imparato ad essere laico, sempre, e non ci piace ad esempio un governo quasi tutto al maschile.  Ma non saremo neppure quelli che si mettono a dare voti ogni giorno sulle difficoltà e anche le contraddizioni di una sfida durissima come quella che si è aperta con la vittoria di Syriza.

Dovremo essere invece quelli che hanno presente sempre l’intelligenza della costruzione politica di Syriza, fatta della composizione delle proprie diverse articolazione, dell’individuazione di programmi ed obiettivi, della costruzione del conflitto sociale e delle pratiche di solidarietà e autorganizzazione che abbiamo visto all’opera andando in Grecia in questi giorni.

Dovremo essere quelle e quelli, soprattutto, che studiano ogni giorno il modo per sostenere quella sfida, che hanno presente che la partita che si gioca è decisiva, per la Grecia e per l’Europa, ed è la sfida tra chi prova a rimettere in discussione il governo delle elitès economiche e finanziarie, la mercificazione integrale della società, la distruzione di ogni diritto e della democrazia, e la possibilità di un’alternativa.

Ed è molto importante essere capaci davvero di “fare i compiti a casa nostra”: non quelli della Merkel, ma quelli per scardinare le politiche della Merkel, facendo crescere anche in Italia la sinistra antiliberista e di alternativa. Il tempo correrà velocissimo e noi dobbiamo essere pronti. Ora.

13 Commenti

  1. Circolo Prc56041

    L’affermazione elettorale di Syriza è, probabilmente, il frutto di un lavoro politico enorme che i compagni greci sono stati capaci di portare avanti. È fatto obbligo a ciascuno di noi di cercare di imitarli (se siamo boni).

  2. Se pur è un bene la straordinaria vittoria, una cambio di rotta nella storia greca ed europea, un minimo di dubbi ed attenzione sono legittimi e doveroso! Tsipras, a mio avviso, intervenne pesantemente ed a sproposito nelle vicende del “caso Spinelli-Furfaro”, pur essendo nei fatti l’elemento unificatore e di riferimento in termini di ispirazione del progetto politico. Altrettanto dubbia è questa alleanza postuma che lascia parte della base sorpresa. Certo, la storia greca non va dimenticata! I Colonnelli sono stati una realtà pesantissima! E’ perciò importante una gestione dei rapporti con i settori militari, delle forze dell’ordine e dei poteri economici locali, oltre che internazionali, ed in tal senso Anel potrebbe “coprire le spalle”. Però in una politica di lungo corso, necessaria per la Grecia, questa alleanza potrebbe voler dire sacrificare numerosi temi di stampo progressista, per quanto concerne la laicità, l’intenazionalismo, i diritti dei migranti q quelli civili. In Italia una simile sperimentazione sarebbe preclusa a prescindere! Anel su molti aspetti sembra Fratelli d’Italia… E’ quindi il caso secondo me di gioire sì, ma continuare a far pressione su determinati temi in un rapporto dialettico e costruttivo non di sudditanza o di mitizzazione con Syriza come in troppi casi avviene.

  3. in estrema sintesi,ammazza quanta ipocrisia e quanto opportunismo. Si dimentica troppo facilmente quante volte e da quanto tempo P. Ferrero ha invitato Vendola a costruire la Sinistra Unita senza mai ricevere risposta. Vendola ha firmato, col cappello in mano di fronte al PD, la cosiddetta Carta d’Intenti per “Italia bene comune” e soprattutto, ancor più abilmente si dimentica, che al congresso di SEL avanzò la proposta di appoggiare Schulz per poi ripiegare su Tsipras. Adesso invece… Saluti comunisti.Gianni

  4. La Fantozzi può dissertare e nessuno glielo impedisce. Dissertare, parlare, dire ma FARE è argomento che si è incapaci di manipolare. Farsi belli con Syriza non “scema la pena” che tocca al PRC. Il PRC o suoi (tra cui la Fantozzi) rappresentanti hanno ben altre grane da pelare. Il tempo dei teoremi è finito da un pezzo e le lezioncine come questa della Fantozzi possono dire pure qualche verità (della serie: scoperta dell’acqua calda..) ma non smuovono di un millimetro le INADEMPIENZE di questa compagine pollitica.

  5. GKINIS ANTONIOS

    SONO PIENAMENTE DACORDO CON ROBERTA FANTOZZI.

  6. Tsipras+Kammenos/Anel sono esattamente la variante greca dell’M5S, non tanto del modello Renzie/Alfano….
    Syriza e Anel assieme (non sto parlando di Syriza da sola che non esiste più’ adesso) rappresentano un modello di anti-politica governativa mirata soprattutto a distruggere la sinistra in tutte le sue forme, prima di qualsiasi altra cosa, esattamente come l’M5S.
    Se Tsipras con le sue popolarissime iniziative e proposte avrà’ successo (mission impossibile), allora sarà’ merito della nuova grosse-coalition greca,
    se invece Tsipras fallirà’ (molto più’ probabile) allora sarà’ colpa solo della sinistra, visto che di Anel non se ne sentirà’ parlare mai più’.
    In ogni caso la sinistra, intesa come vera opposizione oppure come vera alternativa di governo, scomparirà’ e verrano riproposti infiniti modelli e varianti di grosse-coalition, in tutta europa. E intanto dall’alto Goldman Sachs continuerà’ a dominare cieli e terra, visto che la bibbia ormai e’ superata….

    • La logica bipolare, ma anche quella da guerra fredda sono molto spicce.
      E te lo dice uno che non crede in tsipras

    • Fortemente impressionato!

    • Non conviene augurarsi che Syriza e Tsipras si corrompano anche loro, anche perchè questa rischia di essere l’ultima occasione per fermare civilmente il dominio neoliberista.

      Syriza è forte in grecia, ma sappiamo che la Grecia è debole nel contesto europeo.
      Finchè Podemos e qualche altra formazione della sinistra radicale non ottengono simili risultati in altri paesi europei, formando un serio fronte antiliberista, è ovvio che Tsipras dovrà andare avanti anche con astuzie.

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