Il sacro suolo

Il sacro suolo

di Annamaria Rivera -

La sparata di Beppe Grillo contro la pur vaga prospettiva di riforma delle norme sulla cittadinanza era del tutto prevedibile: da lungo tempo la xenofobia è una delle impronte distintive del suo discorso. È da almeno sette anni, infatti, che va sproloquiando di «sacri confini della Patria», di rom romeni come «bomba a tempo» e altre sciocchezze simili.
La sortita del meta-comico va ad aggiungersi al coro stonato degli ostili allo jus soli (come si dice con formula approssimativa), spesso accompagnato dall’orchestra d’insulti razzisti contro Cécile Kyenge. È bastato, infatti, che la ministra dell’Integrazione indicasse questo tema fra le priorità del suo dicastero perché si scatenassero di nuovo gli schiamazzi alla Ku Klux Klan che già avevano accolto l’annuncio del suo incarico.
Tutto questo la dice lunga sulla ciclicità e ripetitività che caratterizzano il dibattito pubblico italiano sulla questione dei diritti dei migranti e delle minoranze: privo di sviluppo e processualità, tendente a riproporre sempre gli stessi schemi, ogni volta immemore di ciò che lo ha preceduto e perciò destinato a un’eterna regressione.
E a proposito di memoria: era il lontano 1997 quando la Rete Nazionale Antirazzista, cartello di associazioni di volontariato, organizzazioni sindacali e gruppi locali, lanciava tre proposte di legge d’iniziativa popolare sui diritti dei migranti, due delle quali sulla riforma delle norme sulla nazionalità (come sarebbe più corretto dire) e sul diritto di voto amministrativo agli immigrati da paesi terzi.
Per ragioni che sarebbe troppo lungo illustrare, quella campagna non andò a buon fine. Nondimeno a quel tempo il dibattito era ben più avanzato di oggi, quando ci tocca ascoltare un ex magistrato, il presidente del Senato Piero Grasso, che evoca, alla maniera leghista, il rischio che frotte di gestanti straniere sbarchino nel Belpaese per garantire ai figli la nazionalità italiana. E discetta di jus culturae, un «concetto» inventato dall’ex ministro Riccardi che non troverete in alcun testo giuridico, in alcun documento di istituzioni internazionali. Come ricordava Carlo Galli in un articolo sulla «Repubblica» del 2 febbraio 2012, la Costituzione non fa alcun cenno a necessarie basi naturali o culturali della nostra repubblica, la quale, come dovrebbero sapere anche i bambini, «è fondata solo sul lavoro e sui principi della democrazia» e definisce una cittadinanza che non esige uniformità od omogeneità, bensì «uguaglianza e pari dignità». Galli rimarcava anche l’assurdità di «un’uscita a ritroso dalla modernità» qual è «una cittadinanza non universale ma selettiva e diseguale». La quale ha per corollario una società sempre più costituita, come abbiamo scritto varie volte, da nuovi metecci: residenti non-cittadini, molti dei quali nati in Italia, che, al pari dei metecci dell’antica Grecia, contribuiscono alla nostra economia, condividono il nostro quotidiano, ma sono privi di diritti civili e politici.
Da quel lontano 1997 altre iniziative hanno tentato di spezzare il nesso, illogico e antimoderno, fra sangue, discendenza, origini e diritti di cittadinanza: numerose proposte di legge, mai discusse, nonché la già citata campagna «L’Italia sono anch’io» che, lanciata nel 2011, ha raccolto più 200mila firme in calce alle due proposte di legge di iniziativa popolare sulla cittadinanza e il diritto di voto.
Secondo l’ultimo Rapporto Caritas-Migrantes, sono almeno 763mila i minorenni nati in Italia e privi di nazionalità italiana, sicché circa un residente «straniero» su sette non è affatto un immigrato, essendo nato e cresciuto sul territorio dello Stato italiano. Ma che bambini e ragazzi siano costretti in un limbo che li espone a umiliazioni e discriminazioni, quindi a sofferenze e lacerazioni, non commuove affatto i neo-italiani di sangue alla Magdi Allam, per non dire di leghisti e pidiellini, neonazisti e grillini. Ma neppure la parte politica cui Cécile Kyenge appartiene sembra aver a cuore il tema, come mostrano la presa di posizione del presidente del Senato, i balbettii o il silenzio imbarazzato di esponenti del Pd, l’invito alla cautela del capo del governo di salvezza nazionale: che finora ha salvato solo Berlusconi, facendolo rinascere a nuova vita politica, malgrado le condanne e i processi in corso. Né da quest’ultimo ci si può aspettare qualche sia pur debole sensibilità antirazzista: ricordate le barzellette sui lager nazisti, l’elogio dell’apartheid scolastico per i figli di genitori stranieri, gli insulti contro rom, musulmani e altri «alieni» nel corso della campagna elettorale milanese del 2011?
Insomma, la pedagogia di massa che ha de-tabuizzato e legittimato il discorso razzista-sessista, e che fa apparire banali i volgarissimi attacchi contro Cécile Kyenge e Laura Boldrini, non è opera esclusiva della Lega Nord, ma anche dei suoi alleati, talvolta con la complicità, silenziosa o attiva, del centrosinistra.
Mentre è bersaglio d’ingiurie intollerabili, di ostilità e pregiudizi, la ministra Kyenge manifesta pacatezza e moderato ottimismo. Temiamo sia infondato ed è anche per questo che le abbiamo espresso solidarietà in un appello che v’invitiamo a sottoscrivere:
www.cronachediordinariorazzism.org/2013/05/dalla-parte-di-cecile-kyenge/
il manifesto 11 maggio 2013

73 Commenti

  1. Diego Andreotti

    chiedo altresì gentilmente di cancellare la possibilità di utilizzo del mio nome -Diego Andreotti- in quanto ho deciso di cambiarlo.
    Saluti

  2. Diego Andreotti

    Chiedo gentilmente alla redazione di rimuovere il post firmato “Diego Andreotti” del 12 maggio ore 16:28.
    Quel post non l’ho scritto io.
    Grazie

  3. ogni paese civile ha consentito e consente ai migranti di entrare fin quando li può integrare.
    Per integrare intendo: lavoro, casa, scuola salute.
    Quindi è giusto che quando questi migranti già integrati fanno dei figli, i quali nascono e crescono nel nostro paese siano considerati Italiani a tutti gli effetti.
    Ovviamente ciò non deve valere per chi illegalmente entra nel nostro Paese e magari partorisce casualmente in Italia.
    Lo ius soli deve valere per chi nasce da genitori regolari ed integrati.
    E gli stranieri integrati (che lavorano regolarmente) parlo ai leghisti, commette meno reati degli italiani.

    Il problema è solo uno: consentire a stranieri di entrare se hanno lavoro o se vengono richiesti da aziende (agricole, edilizie, tessili, oppure anziani che abbisognano di badanti, famiglie di colf9 mentre sono ancora nel loro paese

  4. Martin Luther King

    ” Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli “

  5. Diego Andreotti

    Possibile ? Si è possibilissimo.

    Visto che i nostri amici del partito unico Pd-Pdl hanno deciso di importare dal Congo il ministro dell’integrazione, avranno notizie che in quel paese deve esserci una situazione di armonia tra le etnie, e quindi si saranno detti: “chiamiamo subito uno di loro, per applicarne il modello in Italia!”.

    Quello che vi presentiamo è il modello di integrazione congolese:

    Minority Rights Group International – un gruppo che difende veramente le minoranze perseguitate, non come quelli da noi che difendono le minoranze privilegiate – raccolse nel 2004 prove di uccisioni di massa, cannibalismo e stupri che avvengono nel paese del “nostro” ministro della “integrazione”.

    Più di 600.000 pigmei – gli ultimi cacciatori raccoglitori sopravvissuti allo sterminio attuato nei secoli dalla razza bantù (negri), che è la razza maggioritaria nell’Africa sub-sahariana – vivono nelle enormi foreste della Repubblica Democratica del Congo, dove sopravvivono cacciando animali selvatici e raccogliendo frutta.

    Tuttavia, i congolesi bantù li considerano come “subumani” e molti credono che la loro carne conferisca poteri magici.

    “Ci sono stati stupri sistematici e uccisioni su larga scala”, riferì il direttore del gruppo, Mark Latimer, alla BBC Africa.

    “La violenza che è stata perpetrata contro i pigmei è parte, o era parte, di una campagna volta a sterminarli,”.

    Secondo il Guardian i pigmei vengono cacciati e massacrati come animali, perché considerati scimmie – e in Congo le scimmie si mangiano – e nelle foreste del nord-est del Congo, funzionari ONU indagano le accuse di cannibalismo nella provincia dell’Ituri, dove la lotta tra diversi gruppi di ribelli nel 2003 sfollò circa 150.000 persone.

    Molti degli sfollati parlano di veri e propri macelli dove i pigmei vengono macellati, secondo la testimonianza di Manoddje Mounoubai, portavoce per la missione di monitoraggio dell’ONU in Congo.

    Non basta. I vari gruppi etnici che si scontrano nella zona schiavizzano ordinariamente i pigmei perché procurino il foraggio e l’alimentazione e li utilizzano nello sfruttamento dei minerali, riferì un funzionario delle Nazioni Unite.

    Quando i cacciatori pigmei tornano a mani vuote vengono uccisi e mangiati.
    Sudi Alimasi, un funzionario filogovernativo, testimoniò di rapporti nei quali si parla di cannibalismo da parte di persone sfollate.
    “Sentiamo i rapporti dei comandanti sull’alimentazione di organi sessuali dei pigmei, credendo a quanto pare che questo darebbe loro forza,” disse.

    “Abbiamo anche rapporti di pigmei costretti a nutrirsi di resti cotti di altri pigmei”.
    Il cannibalismo è riemerso nel Congo orientale non appena le ultime vestigia di influenza coloniale sono state erose. Gran parte della vasta area boschiva era controllata nel 2003-2004 dai Mayi-Mayi, un raggruppamento sciolto delle milizie tribali le cui credenze magiche e il gusto per la carne umana sono note.
    Molti combattenti Mayi-Mayi indossando parti dei corpi dei loro nemici, nella convinzione che ciò li renderebbe invincibili.
    “Ci sono rapporti di orrori indicibili nell’Ituri,” disse Wyger Wentholt, di Médecins sans Frontières.

    Ecco, noi ora, quegli orrori li importiamo e li mettiamo al governo.

    Voi capite che chi dovrebbe “insegnare” l’integrazione a noi, viene da un paese dove le etnie si massacrano un giorno si e l’altro pure. Dove le minoranze vengono letteralmente – e non in senso figurato – “mangiate”.

    Noi che amiamo le differenze – e quindi vogliamo proteggerle dal nuovo razzismo degli assimilazionisti – vorremmo che anche i Pigmei potessero vivere nelle loro foreste senza che i connazionali del ministro li mangiassero. E magari, vorremmo anche che non venisse a darci lezioni di “integrazione” chi proviene da ambienti simili.

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      • Diego Andreotti

        Questo soggetto che si firma con il mio nome non sono io.
        E, aggiungo, è incomprensibile come il sito sia programmato per far sì che queste cose accadano.
        Saluti

        • Diego Andeotti

          o meglio anzi no, ero io ma adesso ho cambiato idea.

          • Diego Andreotti

            Questo Soggetto che si firma con il mio nome non sono io.

          • Diego Andreotti

            Persona che usi il mio nome per scrivere post, fai pure.
            Io sono contro la proprietà privata; figurati te se io mi voglio arrogare il diritto o magari peggio l’esclusiva dell’utilizzo di un nome e di un cognome.
            Se questo è il tuo passatempo fai pure.
            Tanto quando uno scrive una fesseria, non importa se è firmata tizio, caio, o sempronio; tanto sempre una fesseria rimane.
            Saluti e buon divertimento

          • gallovich edoardo

            Caro compagno Andreotti/Modem/Salvatore/Martino
            c’hai spappolato le ragadi con son io non son io perchè eri tu.

  6. Desertificazione & Sostenibilità

    La desertificazione indica un processo, per lo più causato dalle attività umane, che indica la degradazione dei suoli portando alla scomparsa della biosfera (flora e fauna), di solito è un processo irreversibile che interessa tutti i continenti con intensità ed effetti diversi.
    La UNCCD (1994) definisce la desertificazione come “[…] il degrado del territorio nelle zone aride, semi aride e sub umide secche attribuibile a varie cause fra le quali variazioni climatiche e le attività umane”
    La desertificazione spesso ha origine dallo sfruttamento intensivo della popolazione che si stabilisce nel territorio per coltivarlo oppure dalle necessità industriali e di utilizzo per il pascolo.
    La desertificazione costituisce un pericolo per le regioni aride e secche del pianeta, che costituiscono quasi il 50% delle terre emerse, quindi costituisce un rischio per più di 100 paesi contanti un miliardo di abitanti. Il continente più colpito è l’Africa dove oltre i due terzi delle terre coltivate sono a rischio, ma ciò non toglie che esistano larghe aree degradate anche in Asia, Oceania e America meridionale, e in misura minore in Europa e America settentrionale.

    Tra le varie attività che contribuiscono ai cambiamenti del pianeta, grande responsabilità è da attribuire anche a come l’uomo produce e consuma il cibo.
    Per questo è possibile parlare, oggi, anche di sostenibilità alimentare, ossia di quelle scelte che cercano di individuare le strade migliori per limitare gli impatti sull’ambiente e per tutelare i diritti degli esseri umani che da queste risorse naturali dipendono strettamente.
    Non va, infatti, dimenticato che un cibo non può essere considerato “sostenibile” se durante qualche passaggio dalla produzione al consumo vengono violati i diritti dell’uomo, con lo sfruttamento dei bambini, con il lavoro nero, o con la lesione della salute dei lavoratori e dei consumatori.
    Per mantenere gli elevati livelli di produzione e consumo di cibo che oggi caratterizzano i paesi industrializzati, come l’Europa e gli Stati Uniti, e che a breve caratterizzeranno anche paesi emergenti come l’India e la Cina, occorrono molta acqua e suolo per allevare gli animali e per coltivare i cereali con cui nutrire gli animali stessi.
    Servono anche tante sostanze chimiche di sintesi per accelerare i ritmi di produzione sia animale che vegetale, ma altrettante sostanze chimiche di scarto vengono introdotte nei mari, nei fiumi e nel terreno, alterando l’equilibrio degli ecosistemi e uccidendo molti organismi viventi.
    In particolare, il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura, i cui prodotti servono per la maggior parte a nutrire gli animali d’allevamento.
    Quasi la metà dell’impatto ambientale complessivo legato ai processi di lavorazione, produzione e trasporto di cibo è dovuta al consumo di energia, soprattutto di combustibili fossili (come il petrolio), che emette sostanze inquinanti nell’ambiente, in particolare in atmosfera.
    Ogni anno scompaiono 17 milioni di ettari di foreste tropicali per fare spazio a coltivazioni e a pascoli.Inoltre, la crescita demografica rende sempre più necessari nuovi suoli su cui coltivare per nutrire l’uomo, ma l’uso dei terreni per coltivazioni destinate all’alimentazione animale riduce ulteriormente la possibilità che tutti gli uomini sul pianeta abbiano cibo per sopravvivere e per vivere.
    A questo occorre aggiungere lo sfruttamento eccessivo di risorse naturali, come quei pesci (il tonno, il merluzzo, l’acciuga) che, in quanto specie commerciabili, sono stati pescati in grandi quantità per molti anni, come se fossero una risorsa infinita, e che oggi sono a rischio di estinzione.
    Infine, vi sono aspetti che influiscono negativamente sulle persone che lavorano per produrre, trasformare e confezionare cibo, sulla loro salute e sul loro diritto alla vita.
    Generalmente sono i prodotti alimentari che noi paesi occidentali importiamo da lontano a portare con sé storie di sfruttamento e di povertà, come, ad esempio, accade per i gamberetti allevati lungo le coste tropicali del Sud America o dell’Asia, o per le banane coltivate nelle piantagioni del Sud e Centro America.
    Talvolta anche i cibi nostrani nascondono, però, fatti di immigrazione clandestina e di lavoro in nero, come scoperto per la raccolta dei pomodori nelle coltivazioni del Sud Italia.
    Quindi, scegliere consapevolmente un prodotto al supermercato significa anche ricordarsi che quel prodotto è il frutto del sudore di molte persone che lavorano troppo spesso in condizioni disumane.

    • Giulio Tiradritti

      Io propongo alcune questioni: dato che io sono comunista, e la Costituzione italiana, fatta in modo determinante dai comunisti, sia nella fase prevalentemente ideologica e bellica, cioè la Resistenza, sia in seno all’Assemblea Costituente, con presidente il grande comunista Umberto Terracini. Quelli sì che erano politici, come i vari Togliatti, Pajetta, Amendola, …Questi di adesso sono nani politici. Ma i peggiori sono quelli nostri, come Ferrero, Diliberto, Giordano, Bertinotti, che invece di parlare di cose serie, parlano di bufale colossali, che hanno fatto perdere i voti alla sinistra e ai comunisti, ma che evidentemente non sono servite a niente da lezione. L’Italia è un paese piccolo, povero di risorse naturali, non può permettersi tutti questi immigrati. Chi è contro il capitalismo e la globalizzazione, deve per forza di cosa essere anche contro l’immigrazione. Quindi alla domanda, di chi ha paura della contaminazione, rispondo che sono i veri comunisti, quelli che non amano il caos capitalista, dato anche dalla immigrazione e dalla promiscuità, e di conseguenza non vogliono non solo lo jus soli, ma non vogliono nemmeno che entrino più immigrati. Con l’accusa di razzismo, come fate voi, si liquida ogni tema sull’immigrazione.Troppo facile, così si rischia di fare discriminazioni a rovescio. In tutti i paesi dove c’erano o ci sono i comunisti, le cose funzionano, si hanno certe mentalità, sull’ordine, sulla disciplina. Qui in Italia, invece, la sinistra comunista deve essere sempre il contrario di tutte le altre sinistre comuniste mondiali. Perché? Se un immigrato, o un clandestino, prende il piccone e ammazza a Cuba da Fidel Castro, o in Bielorussia da Lukashenko, sparisce in galera, cioè fa la fine che si merita.Se uno entra in Italia, magari un romeno, che adesso sono anche comunitari, entra in casa, uccide le vecchiette per dieci euro, vi sembra giusto che lo Stato italiano si deve prendere carico di lui, dandogli da mangiare in galera. Andate a fare in Bielorussia, da Lukashenko, quello sì comunista e statista, quello che si possono permettere tutti questi criminali, spacciatori, che la sinistra folcloristica italiana difende, e vedrete che fine che farete. Ciò vuol dire che sono tutti uguali e che sono razzista? No assolutamente, anzi ho molti amici stranieri che sono molto bravi. Ma a chi dice che che devono entrare sempre di più, auguro di avere dei contenziosi con loro per vedere come andranno a finire. Faccio una proposta per l’immigrazione:
      IN ITALIA DEVONO ENTRARE SOLO DONNE, DAI 15 AI SETTANTA ANNI; ANZI, DEVE ESSERE LO STATO ITALIANO A ORGANIZZARE DELLE NAVETTE PER ANDARE SULLE COSTE LIBICHE O ALBANESI, A RECLUTARE NUOVE DONNE, DI TUTTE LE ETNIE, DA PORTARE IN ITALIA.POSSIBILMENTE BELLE E ATTRAENTI, MA ANCHE SE NON LO SONO, VA BENE LO STESSO.I MASCHI INVECE DEVONO ESSERE TUTTI ESPULSI. NON AVREMO PIU’ SPACCIATORI, LADRI, DELINQUENTI, SFRUTTATI E DECEDUTI SUL LAVORO. SAREBBE VERAMENTE UNA ITALIA MIGLIORE. LA MIA SOLUZIONE SULLA IMMIGRAZIONE QUINDI E’ DI SOLO DONNE, APRIRE LE PORTE SOLO A LORO. GRAZIE.

      • Purtroppo una donna ti ha fregato l’idea

        Gli uomini dovrebbero avere delle schiave del sesso: prendiamo le russe in Cecenia

        Lo afferma una politica del Kuwait. Sì, una donna.

        E’ vero che gli stati a prevalente cultura islamica devono fare parecchi passi avanti nel campo dei diritti accordati alle donne. Ma allo stesso modo è vero che le prime a dover prendere coscienza della loro uguaglianza sono proprio le donne: e se si pensasse che questa è solo una teoria, tornerebbe di certo utile la storia che ci apprestiamo a raccontare e che il Daily Mail recupera dalle cronache del Kuwait. Una donna, già in corsa come parlamentare nel consesso legislativo di Kuwait City, ha affermato che gli uomini dovrebbero avere delle schiave sessuali, e che le prigioniere di ogni tipo detenute nelle carceri (di paesi stranieri, perdipiù), con l’unica limitazione della religione mussulmana, andrebbero più che bene per assolvere alla bisogna.

        SCHIAVE DEL SESSO – Tutto vero, e scioccante non poco.

        Salwa al Mutairi ha affermato che comprare una schiava del sesso sarebbe di protezione per gli uomini virili, devoti e giusti del Kuwait, che sarebbero così scoraggiati dall’adulterio perchè comprare una compagna di sesso straniera sarebbe un rinforzo per il matrimonio. E ha addirittura avuto un’idea rispetto al dove comprare queste schiave del sesso – scorrendo fra le prigioniere di guerra negli altri paesi.

        Ci ha anche messo il carico, Salwa, sostenendo che per le donne oggetto di un tale traffico sarebbe in fondo molto meglio passare la vita da concubine nelle ricche case del Kuwait che passare i loro giorni a morire di fame in paesi non sviluppati e che non potrebbero dargli le opportunità del piccolo emirato del golfo.

        TUTTO A POSTO – L’opportunità, appunto, di diventare schiave del sesso.

        “Non è vergognoso e non è proibito dalla Shari’a”, la legge islamica. (…) Mutairi ha inoltre raccomandato che gli uffici aprano i battenti al traffico del sesso proprio come le agenzie reclutano il personale domestico.

        Prostituzione domestica e legale, tratta delle donne legalizzata, sfruttamento permesso dalle leggi: lo si chiami come si vuole; il fatto che la proposta arrivi da una donna è un buon termometro della situazione in Kuwait. Anche se, c’è da dirlo, il personaggio in questione ha più volte dato prova di essere controverso, e queste ultime dichiarazioni lo confermano senza dubbio. Ad esempio, perché non si potrebbe fare un bel viaggetto in Cecenia, dove la guerra ha di certo “causato delle prigioniere russe”? Compriamole e diamole, legalmente, agli uomini del Kuwait, così da scoraggiare l’adulterio illegale promuovendo quello legale. [...]

  7. Forse sarebbe bene ricordare che gli antropologi hanno stabilito senza ombra di dubbio che gli esseri umani sono nati in Africa, dal che ne consegue che siamo TUTTI africani, qualcuno con la pelle più scura per via del sole e qualcuno con la pelle più chiara.

    E piantiamola con la guerra tra poveri, non possiamo continuare a difendere la ns seconda casa e la ns seconda macchina e dare addosso a quelli che scappano dalla fame e dalla guerra, se qualcuno di noi ha dimenticato il famoso “internazionalismo proletario” che almeno si ricordi di quella cosa chiamata pietà umana!

    • Non ne sarei così sicuro a meno di non accettare che noi siamo i figli poveri di qualcosa di ben più grande.
      ….
      Nel 1895 Mr. Dyer nel corso di attività minerarie nella contea di Antrim, in Irlanda, scoprì un gigante fossilizzato. L’altezza che presentava era di 3,70 metri, e in più il piede destro presentava sei dita. (Io ne ho la foto come prova).

      Nel MT. Blanco Fossil Museum (USA) è conservato un femore umano lungo “quasi” quanto la statura di un uomo medio, ritrovato in Mesopotamia. L’uomo sarà stato alto almeno circa 5 metri. (Io ne ho la foto come prova).

      Gargayan: scheletro umano alto 5,18 metri.

      Ceylon: resti umani di individui alti certamente circa 4 metri.

      Zone sud-orientali della Cina: ossa umane di individui alti certamente più di 3 metri. Furono anche trovati attrezzi dalle dimensioni sconcertanti che per essere maneggiati bisognava avere una forza impressionante e si deve essere alti non meno di 4 metri: 500 asce bipenni del peso singolo di 8 Kg.

      Tura, nell’Assam (Pakistan occidentale): scheletro umano dell’altezza di circa 3,35 metri.

      Cina meridionale: denti grossi circa sei volte di più dei nostri e sono denti appartenuti ad un uomo gigante.

      Isole di Giava 1940: una mascella inferiore appartenente ad un uomo alto certamente circa 3,50 metri per le sue proporzioni.

      Nel Tibet: Sven Hedin affermò di avere visto mummie gigantesche nascoste in luoghi molto profondi.

      Nei sedimenti lacustri di Ol Dway (in Africa del sud): impronte fossili umane su antichi fanghi pietrificati e che hanno dimensioni esorbitanti.

      Australia sud-orientale: impronte su fango pietrificato, scoperte dal paleontologo Rex Gibroy riguardante fossili di giganti: si trattava infatti di mani e di piedi abnormi. Le dita dei piedi misuravano 18,5 cm, mentre la mano dal polso all’estremità del medio misurava 28 cm.

      Caucaso: trovati recentemente scheletri di circa 3 metri da antropologi sovietici.

      Glozel (Francia): si possono vedere impronte di mani gigantesche di migliaia di anni fa. Nel 1925 furono rinvenuti ossa giganti, utensili e monili di forma enorme.

      Nel 1577, Willisau Lucerna: vennero alla luce resti di uno scheletro dalle ossa enormi, che appartenevano ad un uomo alto circa 5,80 metri

      Hernan Cortes e quando gli spagnoli con lui sbarcarono in America: furono mostrati dagli indigeni del posto, a Hernan Cortes, ossa gigantesche fra cui un femore lungo quanto un uomo di normale statura, che Cortes spedì al suo re.

      California 1810: fu rinvenuto uno scheletro di un gigante, con la stranezza che aveva sei dita ai piedi, ed un cranio di proporzioni davvero abnormi.

      Nel Continente Americano, nel 1870: indiani della tribù Omaha dissotterrarono giganti i cui teschi misuravano la bellezza di 60 cm.

      A Shemya (Isole Aleutine): vennero ritrovate nel 1943, ossa di proporzioni incredibili, e, crani, anche in questo caso di 50-60 cm.

      Agadir (in Marocco): è stato ritrovato un insieme di utensili antichi, utilizzabili stando alle proporzioni, solo da uomini di almeno 4,50 metri di altezza.

      Perù, Cina, Italia: denti umani grandissimi sono stati ritrovati in questi paesi. In Cina vengono chiamati “denti di drago”.

      Chiesetta del Bresciano, San Salvatore: pare che delle ossa gigantesche possano essere osservate attraverso la grata di una cripta.

      Nel 1663 nella cittadina di Tiriolo (PR. Catanzaro): nel corso di alcuni scavi emerse una tomba di dimensioni gigantesche e al suo interno uno scheletro enorme di un gigante.

      Fernando da Alba, uno storico del periodo della conquista spagnola del nuovo mondo: narrava che i resti di uomini giganti in Messico (nella nuova Spagna) si potevano trovare facilmente.

      In Inghilterra: riesumato uno scheletro di un guerriero, il quale misurava un altezza di 2,80 metri.

      Giovan Battista, canonico e studioso vercellese, vissuto fra il XVI ed il XVII secolo: trovò nella Chiesa di San Cristoforo, in Vercelli, un dente gigantesco, conosciuto come “dente di San Cristoforo”. A Giovan Battista si devono anche gli studi sui giganti di Saletta.

      Intorno al 1810, a Braystown (Tennesse): vennero rinvenute orme di piedi umani da sei dita di circa 32 cm di larghezza.

      Sull’Isola di Santa Rosa, nel canale di santa Barbara (California): fu ritrovato un teschio appartenente ad un gigante umano.

      A Lampock Ranch (California): alcuni soldati rinvennero lo scheletro di un gigante, ma lo sotterrarono nuovamente per ordine di un frate cattolico, poiché i nativi locali erano adirati da tale profanazione, credendo che tali resti appartenevano ad un antico dio.

      Negli anni 70 un proprietario terriero, Martinez, in Messico: rinvenne le ossa di due uomini d’indicibile altezza.

      Scoperte di ossa di giganti: sono state fatte pure in Marocco, Moravia e Siria.

      Nel 1970 in mare a 270 Km da Santiago del Cile: fu rivenuto uno scheletro umano di 2,38 metri.

      Punta Santa Elena (in Perù): rivenuti denti umani del peso di 430 grammi.

      Lo Storico Erodoto (storie 1-68): narra di un ritrovamento di un gigante di circa 3,10 metri di altezza.

      • E uomini con le radici, ne hanno trovati?

        • si una …una sola (da leggersi in italiano o romano as you prefer)..Tu !

          Non penserai realmente che i nanetti che oggi vedi aggirarsi sulla terra
          abbiano eretto strutture cosi mastodontiche senza l’ausilio del ferro ?!

          Stonehenge, Ollantaytambo, Palenque, Isola di Pasqua: noi di Sator ws abbiamo spesso parlato di antiche strutture megalitiche nel mondo. Posti misteriosi come le pietre ciclopiche delle piramidi di Giza in Egitto, le mura gigantesche in Francia, Giappone, Perù, Messico e così via. Strutture peraltro architettonicamente tutte simili, anche se distanti tra loro migliaia di km… Molto probabilmente questi enormi monumenti furono eretti da un’unica razza che abitò sulla Terra in epoche remotissime, prima ancora che i popoli antichi da noi conosciuti vi abitassero. Ma quale poteva essere questa razza così avanzata tecnologicamente e in grado di edificare monumenti colossali strutturati da blocchi di pietra dal peso di centinaia di tonnellate?

          • Sissí, interessante e allora? Che nesso c’é con le migrazioni?

          • Certo che esiste, dato che nulla è definitivo se non lo sciacallaggio della terra, chi sei tu per far abbreviare le risorse di un territorio come un predone qualsiasi ?

          • Giustissimo. E quindi chi siamo noi per fregarci tutto il petrolio, inquinare i fiumi africani, sfruttarne i terreni per coltivare mangimi animali per le nostre bistecche e abbreviare le risorse del loro territorio come qualsiasi predone?

      • I greci antichi parlavano dei Titani e dei Ciclopi. I sumeri e poi gli ebrei citarono i Nephilim. Nella mitologia irlandese si parla dei Fomori. In tutto il mondo ci sono leggende su giganti alti come due o tre uomini uno sull’altro. Se è vero che in tutte le leggende c’è un fondo di verità perchè stupirsi?

        In 5 miliardi di anni di cose ne sono successe sulla terra, e nessuno può arrogarsi il diritto di dire io sono “definitivo”, sarebbe un po’ come sentirsi higlanders cosa che la morte smentisce quotidianamente.

        • semplicemente degli idioti che pur di non scegliere il nucleare e nemmeno l’idrogeno, adesso ci diamo degli sfruttatori. (eppure son passati 30 anni)
          Forse svegliarsi un pò male non farebbe.

    • ma di che c….o parli,”seconda casa seconda macchina”ma in quale sito stiamo parlando,quello del “pdl pd”.non pensavo che nel “prc”ci fossero tanti borghesi!

  8. la congiura degli eguali

    @carlo scarfò: per evitare guerre fra gli ultimi, la mia risposta, ti può sembrare retorica ,ma è questa: riduzione drastica delle spese militari, e questo in sintonia dell’art.11 della costituzione repubblicana che tu conosci a menadito; la nostra costituzione prevede il ministero della difesa e non quello della guerra, quest’ultimo introdotto in italia dal guerrafondaio massimo d’alema; la si smetta con le guerre umanitarie ed imperialiste, guerre di rapina che spoliano interi paesi e popoli delle loro ricchezze naturali, la guerra contro la libia ne è l’ultima tragica testimonianza; quei popoli se lasciati in pace possono benissimo progredire senza alcuna necessità di emigrare nella vecchia e decaduta europa ipocrita e razzista; altra risposta retorica sul lavoro che non c’è: riduciamo l’orario di lavoro a 35 o 30 ore settimanali a parità di salario, riportiamo indietro l’età pensionabile, per lavorare tutti e vivere meglio; il mio è il libro dei sogni?; no!, il mio è l’ideale per cui sono nate le organizzazioni operaie e comuniste; organizzazioni che sono nate appunto per capovolgere il mondo per sostituirlo con uno dove a governare siano i lavoratori che non hanno alcun interesse a che i popoli si scannino fra loro; lo scannarsi fra i popoli è conseguenza del capitalismo che considera gli esseri umani merce e nient’altro che merce.

    • Carlo scarfò

      Sono d’accordissimo con le tue ricette,questo però per il futuro quando avremo la forza per imporle queste cose ma adqsso sioa al 2% e sono ottimista, ti voglio ricordare che il pachetto TREU è passato con il nostro appoggio

      • la congiura degli eguali

        allora ero in rifondazione, ma all’opposizione perchè ritenevo un suicidio l’appoggio al governo; le cose si impongono nel tempo ma bisogna lavorarci sin da subito, se vogliamo essere egemoni come insegna gramsci; sui principi non bisogna scendere a compromessi, altrimenti è l’inizio della resa e della disfatta.

  9. Caro -adamant-su questo sito sarebbe bene firmare le idee con il proprio nome,per il semplice fatto che un comunista non ha mai avuto e non ha niente da nascondere.Ma devo darti ragione e aggiungo che sproloqui contro esseri umani come noi li trovi anche nella padania e sul sito di Grillo.Quando senti uno che premette di non esere razzista quello lo è dentro.

  10. La maggior parte dei commenti che ho letto sotto questo post avrei potuto leggerli sul sito di Libero di Sallusti.
    E meno male che è il sito di Rifondazione.
    Povera sinistra.

    • P.s.
      Correggo, Il Giornale di Sallusti e Libero di Belpietro.

    • infatti!,sul discorso dell’emigrazione,mi dispiace dirlo,la sinistra “comunista”(più specificatamente che si dichiara comunista…..)è dal 2008 che non è più in parlamento!.(ripeto per l’ennesima volta non sono razzista,non ce l’ho minimamente con gli emigrati)è solo un discorso politico sociale.

      • Rispondo con una semplicità infantile,il compito dei comunisti è quello di volere una societa libera,mentre tu vorresti che noi giocassimo sulla pelle di esseri umani meglio di noi.

      • Non ci sarebbe bisogno di scomodare il comunismo per capire che se gli esseri umani hanno le gambe, hanno pure il diritto di muoverle e di andarsene dove preferiscono, ma con il medesimo buon senso si capirebbe che la terra, l’acqua, il cibo appartengono a tutti e non a qualcuno in particolare. Il problema é che il buon senso lo applichiamo, come sempre, solo a quello che ci fa comodo. Tutti, occidentali e non e nemmeno ci importa che il pianeta non possa reggere la sovrapopolazione, con le conseguenze che cominciamo a vedere. Il che dimostra, se ancora ce n’é bisogno, che siamo tutti deficienti uguali, senza distinzione di etnie.

        • la congiura degli eguali

          e bisognerebbe essere al corrente che la popolazione crescerà in funzione esponenziale, ed allora si arriverà alla entropia dell’umanità e del pianeta; porvi rimedio per impedire questa sciagurata implosione è urgente; di sicuro il capitalismo non lo farà, perchè abbagliato come un idiota dalla crescita continua; e come la rana che voleva diventare simile al bue, esploderà in mille macerie.

          • in passato si chiamava cannibalismo (mai del tutto cancellato)
            nel presente si chiama pianificazione familiare
            nel futuro si chiamerà legge del più forte.

          • Basterebbe chiamarla cervello. Hai mai visto che funzioni?

          • il cervello umano ha in mente la sopravvivenza e il sesso, non c’è partito che tenga.

          • dobbiamo toglierci le catene!.non incatenarci ancora di più e soprattutto nei confronti di chi le catene le ha sempre avute belle tirate(vedi emigrati)…..!.meditate compagni,meditate!

  11. la congiura degli eguali

    proletari di tutto il mondo unitevi; i comunisti debbono tener presente e bene in mente come si chiude il manifesto del partito comunista di marx ed engels; detto ciò personalmente ritengo che bisogna abolire il permesso di soggiorno e che ogni essere umano abbia il diritto di andare a vivere dove più gli aggrada; l’europa che tanti in italia vorrebbero dalle radici cristiane in fondo si comporta da anticristiana; la fortezza europa che si ritiene democratica, democratica non lo è per nulla, però in compagnia degli yankee esporta la democrazia a suon di bombardamenti e genocidi e non da oggi ma da secoli avviene ciò; i civili e solidali europei faticano a riconoscere pari diritti e dignità a quanti vengono da altri continenti; dicono perchè nella miliardaria europa non c’è lavoro per tutti, per cui cristianamente chiudono la porta in faccia a coloro che bussano, mettendo così in pratica l’insegnamento evangelico di cristo; l’europa per secoli ha derubato interi continenti, li ha invasi senza che nessuno dei paesi derubati gli abbia concesso alcun permesso di soggiorno; ha massacrato interi popoli con la conseguenza che continenti e popoli vivono in assolutà povertà; una cosa si dovrebbe imporre all’europa: restituire ai popoli il maltolto perpetuato nei secoli fino ad oggi; i popoli dell’africa dell’asia e dell’america latina con le loro risorse riavute, farebbero a meno di venire ad abitare in un continente di ipocriti e guerrafondai!; il benessere europeo è stato costruito attraverso le ruberie, ruberie che proseguono tutt’ora, ruberie imperialiste; e poi si ha la faccia tosta di rigettare in mare chi bussa ai confini del continente cristiano; c’è un vecchio detto: l’oro rubato non luccica: e che non luccichi lo dimostra la crisi che sta stritolando uno dei poli del capitalismo; i popoli oppresi si stanno ribellando e vogliono governare le loro risorse; io sto con gli oppressi, c’è invece chi difende la fortezza che si sta rivelando dai piedi di argilla; costoro si preparino a fare le valigie e chidere il permesso di soggiorno alle potenze economiche emergenti.

  12. Le entrate degli immigrati vanno contingentate, questo e’ certo, ma al paese gli immigrati svolgono un servizio enirme.
    I nostri anziani hanno bisogno di badanti, le nostre famiglie hanno bisogno di colf, inostri terreni hanno bisogno di braccianti, i nostri cantieri hanno bisogno di manovali. Quindi dobbiamoessere grati ai migranti che fanno tanto lavoro in italia. Allora io dico, se una coppia regolare, che vive onestamente in italia da tanti anni senza commettere reati, se questa coppia mette al mondo dei figli in italia, dopo un certo numero di anni questi bambini devono essere considerati italiani. Certo va regolamentato, solo ifigli di stranieri gia’ in possesso di permesso definitivo elavoro regolare possono ottenerlo, dopo 5/10 anni.
    Io lo ritengo giusto

    • ovvio che in momenti come questi dove per lavoro si intende quello che è rimasto, qualcuno (Annamaria Rivera) dovrebbe trovare soluzioni logiche oltre il senso di accoglienza all’ingresso di ulteriori migranti.

    • Diego Andreotti

      Vanno contingentate le fesserie che vieni a scrivere su questo sito.
      Prova ad appoggiare meno guerre e a smettere di rapinare le risorse nei paesi poveri, vedrai che “magicamente” diminuiranno anche gli immigrati.

      Saluti

      • mai letto la storia dei paesi che lasciati a se stessi continuano a vivere nel medioevo ?
        mai dato un occhiata a paesi islamizzati ?
        come mai i cinesi emigrano ?
        ma da quale fumetto sei uscito ?

        • Diego Andreotti

          Per i campioni del fondamentalismo atlantico occidentale non ho argomenti.
          Saluti

          • non hai argomenti perchè non ne hai.
            l’ideologia non aiuta e i cinesi men che meno !
            vai da un altra parte a fantasticare.

        • Rob.se le tue idee le firmassi saresti forse più credibile(almeno in questo sito)Perche guardi lontano invece di guardare a casa tua,dove migliaia centinaia di migliaia di giovani e meno emigrano perchè questa società spende i soldi per le guerre e lascia morire di fame i cittadini contro la costituzione.

    • cari compagni,questa carogna,in poche parole ha svelato l’argano!.in poche parole ci sta dicendo che in Italia servono “garzoni” e le conquiste sociali (tipo lo statuto dei lavoratori)se ne vanno a quel PAESE…..!.meditate….!meditate…..!.non solo,questo è “evoluzione del capitalismo”!es:distruzione delle conquiste sociali,rovescio della medaglia,costruzione della classe borghese nei paesi di provenienza.questo è il mio punto di vista,questa è la cosi’ detta “guerra fra poveri”.la mia non è una considerazione razzista..!,(il che non mi passerebbe nemmeno nel anticamera del cervello!)ma semplicemente politico sociale!

      • Anche tu cadi nella trappola,quando si afferma di non essere razzisti vuol dire che lo sei dentro.

        • E se affermo di non essere antipatatista, significa che odio le patate? Queste affermazioni da psicologia fai da te, lasciano il tempo che trovano, mentre il discorso é ben piú ampio e meriterebbe maggiore attenzione.

          • avete ragione,se ho fatto un discorso semplicistico,su un tema molto articolato!.ma vi ripeto,il mio era ed è una mia convinzione,sul fatto come il “capitalismo” sta strumentalizzando il fenomeno emigratorio,sia nei confronti degli emigrati,sia nei confronti delle classi più deboli nostrane!.ripeto,hanno creato una “guerra fra poveri”.con grande gioia dei “padroni”e questa “sinistra socialista social democratica riformista innovatrice e chi più ne ha ne metta…!”,che vorrebbe cancellare tutte le conquiste sociali del “900″.i capitalisti per fare più profitti,la sinistra da me descritta,per cancellare “la sinistra vera e quindi scomoda Marxista”,e quindi azzerare i diritti sociali,ripartire da “zero”dove loro(sinistra riformista, per me contro riformista)vorrebbero essere il “faro dei proletari”!.è sempre una mia opinione.

  13. Il problema deve porselo l’Europa, dato che l’intera Africa, e non solo, potrebbe sbarcare in Italia….. e, dal momento che non riusciamo a risolvere nemmeno i nostri problemi, non vedo come potremmo risolvere i problemi del mondo intero. Anzi no…. basterebbe smettere di fare le guerre preventive a casa degli altri e ognuno potrebbe vivere nel proprio paese e, comunque, l’emigrazione si ridurrebbe di molto.
    Ma, dietro a queste strane convinzioni, ci sono i grandi interessi delle varie mafie e non solo…

  14. Carlo scarfò

    Carlo Scarfò. Io, non sono tanto convinto dalla argomentazioni, di Anna Maria Rivera, che mi pare non faccia affatto i conti con la disponibilità delle risorse, io non vorrei essere tacciato di razzista anche se so di correre il rischio. la Anna Maria, espone questo probblema in forma teologica sostituendo DIO con lo Stato, come dire, DIO può tutto, lo Stato pure, le cose non stanno cosi,(anche se dentro la sinistra è difficile capirlo) e l’incapacità di fare una lettura che non sia puramente caritatevole e da anime belle , Impedisce di vedere che una legge sul IUS SOLI in maniera indiscrininata, l’italia oggi non se lo può permettere, e il rischio è che dopo pochi anni l’Italia diventerebbe una popolazione da cento milioni di abitanti, potendo, (data la crisi e le risorse) distribuire solo miseria a povertà, il fatto invece è che una legge selettiva che sappia individuare chi ha veramente diritto perchè da anni vive e magari è nato nel nestro paese è un altra cosa ed è anche giusta ed auspicabile, ma una legge indiscriminate porrebbe le basi per la disentegrazione dello stato italiano.
    Non si può liquidare ogni argomentazione contraria con il marchio del razzista, perché chi vive nelle periferie, da anni sa che per mandare i bambini all’asilo, e per avere assegnata una casa popolare, o per avere diritto alla mensa scolastica, i parametri per averne diritto si sono notevolmente abbassati, ed allora chi fa questi discorsi, osservandoli solo da una finestra aperta sulla solidarietà dimostra di non aver capito nulla sull’animo umano e su come in caso di crisi le guerra tra poveri rimangono l’ultima risorsa prima del suicidio. Mi piacerebbe sapere dall’autrice da dove prende le risorse il paese per fare scuole ospedali per una popolazione, frettolosamente aumentata, quando già oggi scarseggiano vistosamente, e non mi interessano le solite risposte retorica sui caccia f 35, e i soldi risparmiati non facendo le guerre

    • Caro Carlo, chissà perchè a me la questione dello Jus Soli fa venire in mente le ragioni dell’internazionallismo, non dimentico che i confini politici sono veri e propri artefatti, e che la nostra patria è il mondo intero.

      • Se la tua patria è il mondo intero non si capisce perchè pontifichi dall’Italia.
        Se la tua patria è il mondo intero non si capisce perchè santifichi le nazioni rivoluzionarie.
        Se la tua patria è il mondo intero, nonsi capisce perchè le nazioni rivoluzionarie controllano strettamente i confini e i territori. (oltrechè le persone)
        Hai mai letto cosa resta di un territorio dopo che le bestie umane sono passate ?
        mai sentito parlare di deforestazione, desertificazione, cementificazione, inquinamento, esaurimento delle risorse, fame ?
        mai fatto caso che a partire dai romani l’italia è stata deforestata ?

        • I fecciosi razzisti tipo carlo e lino sono pregati di lasciare il blog e tornare nella loro fogna.

          • Non è difendendo gli asini che si diventa cavalli.
            Caro Renus, lascia fare alla Caritas e non sostituirti a Dio.

          • Carlo scarfò

            AMABILE RENUS. io mi sono qualificato per nome e cognome tu invece che sai slo insltare in forma anonima, ti puoi permettere(come tutti i mafiosi)di insultare anonimamente, io invece ti posso dire che sono un militante di vecchissima date del PRC ppuoi controllare che sono anche un menbro del CPF genovese, ma tu invece di argomentare insulti, allora la feccia del nostro partito sono quelli come te, e sono quelli come te che dovrebbero essere interdetto a scrivere in un blog di partito, il partito dovrebbe pretendere, che chi vuole scrivere ci mette la faccia/Feccia

          • lascia stare, alcuni di questi sono usciti dai centri sociali per inquinare rifondazione, e si vede immediatamente dal grado di intelligenza e visione futurista che dimostrano.

      • Carlo scarfò

        Cara Patrizia ti leggo sempre e ti apprezzo assieme a Franco Astengo, nel vostro blog. quindi non oserei mai polemizzare con una persona splendida come te, tuttavia,le ragioni sentimentali, perchè di questo si tratta, che non lasciano insensibile neppure me, ma non sono sufficienti per analizzare questo fenomeno, che ha ragioni, economiche che andrebbero indagati più affondo, io accetterei ulteriori spiegazioni, come umilmente ho fatto, non ho detto che, che la Rivera ha fatto male a scrivere, ho detto che quelle argomentazioni, non mi hanno convinto, come non mi convincone le tue “romantiche” considerazioni, i problemi da me posti sono reali e vanno, nell’indirizzo di evitare la guerra tra gli ultimi e i penultimi, secondo me dentro la sinistra tutta e in specialmodo dentro rifondazione, non ci siamo resi conto che questa crisi, non è la solita crisi di fase ,( la crisi dell’abbondanza) ma è una crisi di civiltà , che difficilmente si risolverà alla vecchia maniera, noi ci stiamo avviando verso la civilta che non ha lavoro, Geremi RIFKIN, 20 anni fa ha scritto, “la fine del lavoro” ARIS Accornero sempre tanti anni fa scrisse “era il secolo del lavoro” VIVIANE fORRESTER “L’ORRORE ECONOMICO” RICHARD SENNET “l’uomo flessibile” Domenique Medà un sacco di libri sullo stesso argomento, per disegnerci e lo hanno fatto prima, non dopo come i nostrani filosofi del giorno dopo come la pillola, un mondo sensa lavoro, in una situazione come questa, immagginare, di fare una legge, sul IUS SOLI in manienra indiscriminata, vuole dire correre il rischio,di avere una guerra tra poveri a brevissimo, è chiaro, che io non ho ricette, e non ne ho proposte, ma ho detto che la ricetta giusta non è quella, sempre secondo me, qualcuno, ma affrontanto i fatti veri da me posti mi convinca del contrario. Questo fatto viene tanto percepito in tutta Europa che spiega il successo, di tutti i partiti, veramente senofobi alla MARINE LE PEN, ma se il partito di Marine Le PEN, oggi raccoglie una grandissima quantità di voti degli operai francesi tanto da non esagerare se si afferma che il partito più votato dagli operai francese è quello di LE PEN, cosi come in Italia votano la Lega e Grillo, qualche domanda me la devo porre, non posso sempre accontentarmi di apparire un anima bella.
        e comunque un blog è uno spazio troppo stretto per argomenti cosi.
        ti saluto con la solita stima.

    • Chi vive da anni in Lombardia sa benissimo che Annamaria Rivera parla di Marte.

      La presenza straniera in Italia a fine 2011 viene stimata in 5.011.000 unità, dato che somma il numero dei soggiornanti e di cittadini comunitari. La presenza in Lombardia è calcolata in 1.178.000 unità, pari all’11,8% sul totale della popolazione residente e al 23,5% del totale nazionale, a conferma del primato che ricopre la Regione all’interno del contesto italiano.
      La Provincia di Milano è quella dove si registra il maggior numero di soggiornanti regolari (43,3% del totale regionale), nel Comune di Milano più di un residente su 6 è immigrato.

      In Italia quasi tre occupati nati all’estero su quattro (il 73,1%) lavorano in regioni del Centro-Nord: circa 3 ogni 10 (il 27,7% pari a circa 1.011.000 persone) nel Nord- ovest, con la Lombardia che da sola ospita circa un quinto (il 19%, pari a 692.000 persone) del dato registrato a livello nazionale. Si consideri che il dato della sola provincia di Milano supera quanto rilevato ad esempio nella rossa Emilia Romagna.
      Sebbene a ritmi meno sostenuti che nel precedente biennio, prosegue in Italia il calo del tasso di occupazione degli stranieri: dal 63,1% del 2010 al 62,3% del 2011, dal 63,4% al 62,8% in Lombardia. Mentre gli uomini stranieri presentano un tasso di occupazione ancora superiore di 2,8 punti rispetto agli italiani, per le donne il divario é a sfavore delle immigrate con un indicatore di quasi 8 punti inferiore in confronto a quello delle italiane. Tale sottorappresentazione della componente femminile viene in particolar modo attribuita all’ampio coinvolgimento delle donne immigrate nel lavoro sommerso, vedi in particolare nei servizi di collaborazione domestica e assistenza alla persona.

      Il dato disponibile relativo ai flussi di rimesse verso i paesi di origine mostra come, nonostante la congiuntura economica negativa, il mercato italiano ne ha risentito solo in modo contenuto.
      Nel 2011, in discontinuità con il rallentamento registrato negli anni precedenti, cresce infatti nuovamente il flusso monetario in uscita dall’Italia, registrando un incremento del 12,5%. L’Italia è tra i primi sei paesi in Europa per il flusso di rimesse (insieme a Germania, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Pesi Bassi). Insieme questi sei paesi raccolgono il 66% degli oltre 32,5 milioni di stranieri residenti nell’UE.
      Il dato relativo alle prime 10 province di invio delle rimesse italiane mette in evidenza la presenza di due province lombarde: Milano, seconda solo dietro a Roma e Brescia

    • Diego Andreotti

      Caro Carlo Carfò,
      ognuno è libero di pensarla come vuole.
      Per me i tuoi ragionamenti sono da persona razzista.
      Saluti

      • Facciamo cosi caro compagno Andreotti,
        per ogni persona che entra e che ovviamente avrà necessità di casa, cibo, lavoro e quant’altro
        ci penserai tu.
        Ci darai il tuo indirizzo di casa e noi te le manderemo tutti!!!
        Cosi ci potrai mostrare quanto vali con le tue idee e con i tuoi soldi.

        • Diego Andreotti

          Ti sei dimenticato che i confini sono solo linee immaginarie sulle cartine geografiche?
          Saluti

          • ti sei dimenticato che tu parli italiano e non cinese, che non sei nero, che non hai gli occhi a mandorla e che non adori budda ?

          • Erminio Liguori

            Bè, i confini SARANNO linee immaginarie sulle carte geografiche QUANDO sarà abbattuta la società capitalistica a livello planetario, non prima. Perchè un comunista analizza e comprende la REALTA’ e la realta’ è che paesi con diversissimi standard socio-economico-normativi e culturali, non possono essere magicamente assimilati illice et immediate. A prescindere dall’ovvio diritto di cittadinanza dei nati da coppie straniere o meticce regolarmente e stabilmente lavoranti in Italia, che la migrazione debba essere ” in qualche modo”( che può essere anche quello che suggerisce Andreotti- contrastare le guerre imperialiste)regolata, o meglio regolamentata, per me, come per chiunque di buon senso, è cosa ovvia. E’ chiaro che si tratta di un argomento delicato e da affrontare con calma e senza sparate propagandistiche, ma nemmeno si può nascondere la testa sotto la sabbia facendo finta di non vedere quello che accade intorno a noi.

      • Carlo scarfò

        Caro Diego Andreotti, io sentimentalmente ti capisco, e immagino che sei una persona con una sensibilità straordinaria per la solidarietà, magari come tanti in Itilia hai ricevuto una educazione religiosa che io rispetto, avendo io stesso praticato la chiesa prima di diventare ateo, ma io ero e rimango affascinato, dalla carità cristiana, io sono cresciuto, ammirando LEonardo BOFF, ERNESTO bALDUCCI, e in questi giorni, sto soffrendo (come tanti genovesi) per lo stato di salute di DON ANDREA GALLO, Grandissimo uomo grandissimo prete, ma io ho imparato a separare la carità, dal diritto , e le cose le giudico con la ragione e non con il sentimento, invece di chiamarmi razzista, potresti argomentare, nel Merito?

        Pensala come vuoi anche tu, e io invece di insultarti ti saluto calorosamente, perchè capisco le tue ragioni.

        • Diego Andreotti

          Caro SCarfò, (scusa per avere storpiato senza volere il tuo cognome),
          Non era nelle mie intenzioni offenderti.
          Resta però il fatto che bisogna agire per difendere tutte le persone e non solamente quelle di una certa nazione.
          Ti saluto perchè stò uscendo.
          Domani con calma ti rispondo.
          Saluti

        • Diego Andreotti

          Caro Carlo Scarfò,
          come ti avevo promesso ti rispondo al tuo post dell’11 maggio 2013 ore 21.28.
          Allora, intanto inquadriamo il problema di cui si stà parlando.
          Brevemente: una persona di origini straniere si stabilisce in italia, fà un figlio e quest’ultimo acquisisce la nazionalità italiana.
          L’obbiezione – osservazione – che te muovi è: se si riconosce questo diritto, nel volgere di un breve periodo il rapporto italiano popolazione/risorse si altera, compromettendo gli standard di benessere attuali, di fatto portando al collasso il “sistema stato” italiano.
          Diverse ordini di obbiezioni possono essere mosse a questa tua ipotesi.
          Intanto, è importante capire cosa intendi con la parola “risorse”. Se parli di risorse riferendoti alle materie prime, beh come penso tu sappia, l’Italia è da sempre un paese poco fortunato. Ma ciò in passato non ha rappresentato un ostacolo allo sviluppo e al progresso della nazione, quindi francamente non si capisce come tale limite possa rappresentarlo in futuro.
          Se invece quando parli di risorse ti riferisci ai “soldi” allora il discorso è più complesso. Sintetizzando e semplificando al massimo, però possiamo ammettere che i soldi in circolazione non sono altro che il riflesso di scelte di politica economica: pertanto se di soldi in circolazione ce ne sono pochi, difficilmente possiamo attribuire la colpa alle persone povere come gli immigrati – che per definizione non hanno capitali nascosti -, le cui aspettative , al massimo, sono di sbarcare il lunario o giù di lì.
          Andiamo oltre.
          Te giustamente osservi che l’immigrazione può essere un fattore che portà all’incremento – eccessivo – della popolazione.
          E qui l’osservatore si trova di fronte ad un bivio: o osservare il fenomeno in un ottica nazionale o in un ottica globale.
          Nel primo caso, l’aumento della popolazione, può essere un fattore positivo poichè moltiplica le fasce della popolazione in età lavorativa (più lavoratori, più ricchezza prodotta), ma può essere anche un fattore negativo, se si svolge all’interno di uno stato ( quale quello nostro) incancrenito da molto tempo all’interno di una fase di finanziarizzazione; Fase che si riflette in quasi tutte le sue sfere di azione ( svendita del patrimonio pubblico, drenaggio delle ricchezze collettive a favore di pochi gruppi monopolistici, etc. etc.).
          Nel secondo caso, se cioè si osserva l’immigrazione all’interno di un ottica globale, beh non possiamo fare a meno di spiegare il fenomeno come una reazione natutarale dei popoli della terra al processo di globalizzazione: in altre parole, la globalizzazione allarga la forbice tra ricchi e poveri e, nello stesso tempo, provoca una riduzione della percentuale di ricchi e un incremento della percentuale dei poveri. Quest’ultimi, volendo sfuggire al “meccanismo della globalizzazione” emigrano nei paesi più ricchi, di fatto provocando una tendenza riequilibratrice all’interno dell’economia mondiale (tendenza esistente realmente, ma essenzialmente insufficiente a sanare il reale disequilibrio esistente).

          Te, ti limiti ad osservare ed interrogarti all’interno di una logica economica nazionale. Io ti suggerisco di cercare la soluzione all’interno di una logica economica globale.
          In ogni caso, da qualsiasi angolo di visuale, il problema è e rimane complesso. Ed è realmente così poichè la logica capitalistica predominante nella nostra cultura tende a presentare come naturali fenomeni che al contrario sono il frutto di scelte perseguite dalle classi sociali più ricche e detentrici delle leve di comando (classi dominanti).
          In tal senso, io preferisco schierarmi dalla parte di chi queste scelte le subisce anzichè dalla parte di chi queste scelte le pratica.
          Chiudendo il discorso, e ritornando al problema da te sollevato, io mi schiero non solo a favore del diritto di cittadinanza per tutti i figli degli immigrati nati in italia, ma anche per tutti coloro che decidano di vivere e contribuire alla vita di questo paese.
          Se non altro, perchè se si dovesse verificare veritiera l’ipotesi da te sollevata, l’avere concesso la cittadinanza a persone bisognose si rivelerebbe essere come un fatture destabilizzante, e dunque di superamento, del precario equilibrio socio-politico che da sempre caratterizza non solo l’italia, ma l’intero occidente, da molti secoli ormai.
          Spero di essere stato esaustivo nei tuoi confronti.
          Saluti

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