Rifondazione Comunista riparte dal conflitto e dal lavoro

Rifondazione Comunista riparte dal conflitto e dal lavoro

documenti - Direzione nazionale PRC

Oggi si è tenuta la Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista. Questo è il Documento proposto dalla segreteria e approvato dalla Direzione. Presenti 28 (su 42), votanti 24, favorevoli 20. Gli altri documenti presentati hanno ricevuto Bellotti 1 voto, Targetti 3 voti. 

Il paese si è rimesso in movimento: i compiti di Rifondazione Comunista

La situazione sociale del paese si è rimessa in movimento. Dopo anni di “lotta di classe dall’alto”, nelle ultime settimane i lavoratori e le lavoratrici, le precarie e i precari,le/i pensionate/i sono nuovamente scesi in piazza. Le iniziative della Cgil, della Fiom, del sindacalismo di base e dell’autorganizzazione sociale hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone in opposizione alle politiche neoliberiste dell’Unione Europea e del governo Renzi. Questa ripresa di parola sociale e del mondo del lavoro ha notevolmente modificato il quadro politico: la dialettica tra le principali forze politiche tutta giocata all’interno delle diverse ricette neoliberiste ha visto l’emergere di un soggetto collettivo che ha posto la necessità e l’urgenza di abbandonare le politiche di austerità e di mettere al primo posto il tema del diritto al lavoro e al reddito. E’ così riemersa con forza la proposta dell’intervento pubblico nell’economia, la necessità di piegare il funzionamento dell’economia al soddisfacimento dei bisogni sociali. La ripresa del conflitto sociale è la più grande novità politica di questa fase e il lavoro per il suo allargamento, la sua qualificazione ed in definitiva la sua vittoria costituisce il principale terreno di intervento politico del Partito della Rifondazione Comunista.

A partire da queste lotte è avvenuta una rottura tra le forze del movimento operaio organizzato e il PD. E’ la prima volta dallo scioglimento del PCI che la CGIL dichiara uno sciopero generale contro un governo presieduto da un esponente di una forza di “centrosinistra” e che il conflitto sociale non può avere uno sbocco politico all’interno del quadro bipolare in termini di alternanza. Si tratta di un fatto assai rilevante che apre una grande opportunità e pone in modo diretto la necessità di costruire una sinistra unitaria esterna al centro sinistra, che risponda positivamente alla domanda di giustizia sociale e di alternativa che le lotte esprimono.

In questo quadro auspichiamo e ci impegniamo affinché dall’esperienza dell’Altra Europa con Tsipras nasca un percorso di costruzione di una soggettività politica che sappia dare una risposta al “bisogno di sinistra” che proprio le lotte hanno messo così platealmente in evidenza. Il nostro obiettivo è, dunque, la costruzione di un soggetto unitario e plurale, saldamente collocato nel GUE e alternativo alle forze delle larghe intese in Europa, in relazione con il progetto della Sinistra Europea; e in Italia radicalmente alternativo al Pd e al governo Renzi, capace di radicarsi nel conflitto sociale che si è riaperto nel paese e di connettere le lotte contro il Jobs Act, lo sblocca Italia, la controriforma della Costituzione, lo smantellamento della scuola pubblica e del pubblico impiego. Riteniamo finita la storia del centrosinistra. Il quadro sociale ci conferma che invece è possibile e necessario costruire la sinistra della alternativa in Italia e in Europa, proseguendo il percorso iniziato alle europee con la lista Altraeuropa, come già delineato dallo scorso congresso e ribadito nel Cpn del 31 maggio- 1 giugno e dalla DN del 19 settembre scorsi.

La ripresa delle lotte avviene a sei anni dall’inizio della crisi che è contemporaneamente una crisi strutturale del capitalismo globalizzato e una crisi sistemica dell’Europa di Maastricht. Da questa crisi non si uscirà rilanciando le politiche neoliberiste come tentano di fare le elites politiche ed economiche mondiali. Da questa crisi non si uscirà nemmeno con qualche aggiustamento o cercando di riprodurre un impossibile compromesso socialdemocratico. Questa crisi pone il problema dell’esaurirsi della spinta propulsiva del capitalismo e pone quindi la necessità di una risposta socialista, di un superamento della logica del profitto come motore della dinamica sociale.

Proprio la crisi pone quindi l’alternativa tra socialismo o barbarie e pone il tema dell’attualità del comunismo e della necessità di un partito della rifondazione comunista. Per questo riteniamo che il rilancio del Partito della Rifondazione Comunista rappresenti una necessità storica, un punto fondamentale per individuare la strada di uscita dalla crisi, di uscita dal capitalismo in crisi.
Il lavoro di costruzione di una sinistra unita antiliberista e di rafforzamento del Partito della Rifondazione Comunista sono quindi due facce della stessa medaglia, due processi tra loro intrecciati che rispondono alle esigenze di dare al movimento un punto di riferimento a sinistra e nel contempo di costruire nel movimento uno sbocco in senso socialista al fallimento del capitale.
Riteniamo necessario rilanciare il lavoro del partito anche attraverso la convocazione di una conferenza di organizzazione che abbia come principale obiettivo una riforma del Prc come partito capace di radicarsi nelle lotte, di esprimere direzione politica nel conflitto, di riattivare la lotta per l’egemonia e la trasformazione del senso comune.

In questo quadro la DN ritiene necessario che il partito tutto lavori per:

La piena riuscita della manifestazione del 29 novembre prossimo, contro il governo e le politiche neoliberiste dell’unione Europea, promossa dalla lista l’altra Europa con Tsipras.
La costruzione in ogni città di iniziative di dibattito e di confronto tra i soggetti protagonisti del conflitto in vista dello sciopero generale del 12 dicembre.
La piena riuscita dello sciopero generale del 12 dicembre .
La necessità di rilanciare con forza la nostra proposta di Piano per il lavoro da far vivere dentro le lotte come piattaforma di alternativa alle politiche neoliberiste.
La necessità di sviluppare una campagna di controinformazione e solidarietà con la lotta del popolo Palestinese, per la fine della occupazione e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
La necessità di sviluppare una campagna di sostegno al popolo Kurdo, il quale vede nella resistenza di Kobane il suo simbolo.

In questo quadro ed al fine di rafforzare il partito la DN decide di dar mandato alla segreteria di:

Organizzare attivi regionali in tutto il partito per discutere della fase politica, delle nostre proposte, del rilancio del partito.
Organizzare attivi regionali dei lavoratori e delle lavoratrici del partito.
Curare con attenzione la campagna del tesseramento appena partita.
Organizzare entro gennaio un seminario sui temi dell’euro come deciso dal Congresso nazionale.
Organizzare entro febbraio un convegno sul mutualismo e sulle pratiche sociali solidali.
Convocare la Conferenza di organizzazione per il 5 aprile 2015.

La Direzione nazionale decide, in previsione del Prossimo CPN che verrà convocato all’inizio di gennaio dell’anno prossimo e che dovrà – tra l’altro – varare il regolamento ed il gruppo di lavoro di gestione della Conferenza di organizzazione – di dar vita ad una commissione per la redazione del regolamento della Conferenza di organizzazione.

La Direzione nazionale ringrazia le centinaia di compagni e di compagne che hanno dato il loro contributo alla campagna di sottoscrizione per sostenere Dino Greco a fronte della multa che ha dovuto pagare per la sua attività svolta in qualità di Direttore di Liberazione. L’impegno e la solidarietà mostrata ci parlano della qualità del nostro tessuto umano e politico e della necessità della sua piena valorizzazione politica.

La direzione nazionale saluta positivamente la convocazione del Coordinamento nazionale allargato dei Giovan@ Comunist@ per il 7/12/2014 al fine di costruire il percorso di convocazione della conferenza nazionale e di reinserire positivamente i Giovan@ Comunist@ all’interno della ripresa del conflitto sociale.

Infine la direzione nazionale esprime un forte ringraziamento alle compagne e ai compagni che in queste settimane si sono spese/i per la costruzione delle liste Altra Emilia Romagna e altra Calabria, augurando a queste due esperienze una buona affermazione nella tornata elettorale in corso.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
DIREZIONE NAZIONALE

23 novembre 2014

34 Commenti

  1. Gallovics Edoardo

    “ Riteniamo necessario rilanciare il lavoro del partito anche attraverso la convocazione di una conferenza di organizzazione che abbia come principale obiettivo una riforma del Prc come partito capace di radicarsi nelle lotte, di esprimere direzione politica nel conflitto, di riattivare la lotta per l’egemonia e la trasformazione del senso comune. “ – Penso che queste parole, tratte dal documento della direzione, spieghino tutto e… niente : cioè possono essere interpretate in modi e significati diversi. Infatti, una riforma del PRC motivata dal fatto che oggi non è capace (non ne ha la voglia!!) di radicarsi nelle lotte. Quindi, come i “riformisti”, rottamare il Partito. Una riforma del PRC potrebbe significare anche un suo semplice “scioglimento” e niente Congresso! Infine, potrebbe significare un forte miglioramento della strategia politica per incidere meglio (magari!!) sui conflitti sociali, e, quindi, promuovendoli sul piano delle lotte della classe lavoratrice. La mia piccola (e inascoltata) speranza è quella che il PRC non si sciolga, ma continui ad essere il Partito della Rifondazione Comunista. Una vaga sinistra, che non contenesse un partito comunista, che specie di sinistra sarebbe ???

  2. In questi documenti ci sono sempre le stesse parole, le stesse azioni che non hanno prodotto niente, che si ripetono quando non si ha più nulla da dire.
    Tutte buone idee da mettere in pratica quando le cose vanno bene ma quando accade il contrario ciò non serve più.
    A mio modesto avviso occorre agire per ricomporre l’unità dei comunisti e da questa partire per un più ampio progetto di sinistra, con gente nuova basta con le vecchie facce i vecchi dirigenti che hanno dato (ma che hanno anche preso stipendi e vitalizi vari), solo in questo modo, credo, si potrà invertire una rotto che ci vede sempre più sull’orlo della estinzione.

  3. La lettura del documento mi ha procurato un momentaneo stato di disorientamento dovuto sicuramente alle mie scarse capacità di comprensione. Ma sono testardo e mi ripeto con cose scritte diverse volte su questo spazio. Dopo il prologo di descrizione dello stato di cose la Direzione Nazionale del PRC da mandato di … fare nulla. Vi siete riuniti per dire alla segreteria di continuare a fare nulla, anzi IL NULLA. Gli ” attivi regionali per discutere della fase politica” sono una presa in giro e verrebbero fatti con cariatidi (parlo del Lazio) inservibili a qualunque ipotesi di rilancio del Partito perchè hanno già dimostrato di NON saperlo fare. La scaletta dei “seminari” da mettere in piedi è tipica per la distrazione di massa (si fa per dire) dentro il Partito PRC, serve a buttarla (ancora una volta) “in caciara”. NON pratica politica ma “estetica della politica”. L’estetica della politica ha annientato la voglia di FAR politica anche nel (e sopratutto) contenitore PRC. C’è qualcuno dentro la Direzione Nazionale o dentro il Comitato Politico Nazionale che dopo essersi abbondantemente alimentato di teoria voglia adoperarsi sui lavori a nero o dobbiamo aspettare la conferenza di organizzazione del 5 aprile 2015 per poterlo fare?? Quando qualcuno degli interventi si riferisce alla “nuova soggettività della sinistra comunista, anticapitalista, d’opposizione per l’alternativa organizzata in forme originali rispetto al passato e posta, per quanto possibile, in forte connessione con le insorgenze sociali” è altra carne bruciata sul carbone fumante. Ancora siamo alle formule quando non si è in grado (perchè non lo si sa fare) di ORGANIZZARE conflitto (udite bene) nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Ognuno di noi fa quotidianamente piccole lotte per la sopravvivenza, lotte una disgiunta da altre mille che pure ci sono nello stesso momento, nello stesso settore di lavoro sul territorio nazionale. Manca, è evidente, un riferimento che riunisca queste singolarità. Manca l’indirizzo di una via, di una email, di un telefono al quale partecipare ogni singola esperienza o ipotesi di azione politica per riunire sotto una SOLA voce la necessità di ribaltare questo stato di cose. Lo possono fare persone che hanno fame e non perdigiorno garantiti o pensionati senza creanza e rispetto per chi la crisi la mangia quotidianamente. rimaniamo in attesa di essere contattati.

  4. Più che chiudere bisogna cambiare.
    Facciamo un partito unico della sinistra, con PdCI, SEL e PRC
    meno ideologia e più fatti.
    Dobbiamo stare tra la gente, non seduti nei circoli a giocare a scala 40

    • Bene,parliamone, ho già affittato la sala parrocchiale sotto casa mia.
      Riuniamoci comunisti duri di tutta italia e parliamone.
      Vediamoci alle 18,00 non più tardi, così parliamo tutti,…. che stasera ho un invito a cena fuori….

  5. Rifondazione è un contenitore vuoto: non ha massa, non ha né voti né iscritti. Nel mio piccolo comune lo avevo portato al 10% ma quando un partito è forte parte l’assalto alla dirigenza: io mi sono fatto da parte otto anni fa senza far polemiche… adesso non c’é più ne un circolo ne un iscritto. Quando c’é l’assalto dei tiepidi un partito è in ascesa, bisogna stare attenti, se vanno le persone “oneste”, quelle che non cercano incarichi, fanno solo gli attivisti li è il problema. Perché sono persone che nei loro problemi trovano uno spazio per occuparsi degli altri, fanno politica nel tempo libero a differenza di chi facendo l’assessore può far politica tutto il giorno tutti i giorni: dove sono finiti gli assessori? E i consiglieri regioneli passati?

    • Maurizio Acerbo

      Considerazioni amare ma comprensibili. Ovviamente non tutti gli ex-consiglieri regionali hanno disertato o scelto lidi più comodi (per esempio il sottoscritto). Però proprio il risultato dell’Altra Emilia Romagna dimostra che questo partito è preziosissimo per costruire una sinistra di alternativa in questo paese.

      • Vernaghi-sez PRC Bergamo

        Bravo Maurizio Acerbo.
        Ma gradirei, e come me tanti elettori, una parola sulla necessità di lavorare per un partito di sinistra dei lavoratori…senza tanti altri aggettivi.
        O meglio senza troppi filtri (quello no perchè è stato del PD quell’altro no perchè stava con sel ecc ecc)
        Insomma un partito non necessariamente ipercomunista.
        Dobbiamo essere aperti, inclusivi, se vogliamo diventare un partito di massa.
        E poi, una volta arrivati tanti voti e tanti seggi (o anche pochi, ma qualcuno) arriveranno le esposizioni mediatiche, gli inviti nei media, e così via, sarà una valanga…rossa.
        Ma parlatene di questo grande partito della sinistra, e zittite qualche volta questi uccelli del malaugurio che vorrebbero scacciare chiunque non sia un brigatista o un attivista dei centri sociali…esistono anche le persone per bene di sinistra da accontentare.
        Ecco, io vorrei un partito per le persone per bene e di sinistra. Vera.

        • Bravo Vernaghi.
          Tutti come te dovrebbero essere in Rifondazione.
          Allora si che ci mangeremmo Vendola e M5s
          Invece purtroppo, e sottolineo purtroppo, Rifondazione in molti luoghi è vista come il partito dei centri sociali, degli occupatori abusivi di case eccetera.
          Questo non è buono, anch’io come vernaghi penso che dobbiamo essere un partito per le persone ONESTE, e di sinistra.Cerchiamo di dare questo messaggio.

          • Vernà,col tuo modo di scrivere ti è impossibile fare il multitroll.
            Sgamato subito,troppo ignorante anche per quello.

        • Vernaghi-sez PRC Bergamo

          ma perchè non parlate di politica ?
          Con tutti i problemi che ha l’Italia, vi mettete a fare i troll ?!
          Vogliamo lavorare tutti per unire la sinistra ?
          Se qualcuno vuole DIVIDERE la sinistra…lo dica chiaramente !!
          Io da parte mia lavoro per unire.
          TUTTI senza distinzioni, comunisti e non (intesi come popolo della sinistra )

        • A noi non piace la politica e forse nemmeno la capiamo.
          A noi piace la lotta

        • A Vernà,ora mi cloni il nick? Ma che cialtrone dissociato ahahah.

  6. marco Amagliani

    Ma insomma, non avete il minimo senso del pudore! Questa proposta è già stata bocciata dal CPN pochi giorni or sono! Voi che fate, invece che prenderne atto la fate votare in Direzione, peraltro ottenendo lo stesso risultato. Infatti 20 voti su 42 sono meno del 50%! Esattamente come i 50 voti favorevoli e i 54 contrari del CPN! Vergognatevi e rassegnate le dimissioni, basta con le angherie e le buffonate!

    • Luca Casartelli

      Già ..
      Vorrei capire, perdonatemi.

      1. E’ vero quanto dice Marco? si è usato questo trucchetto per far passare il documento?
      Se è così c’è,solo una parola: VERGOGNA.
      A parole onestà, ma nei fatti questa non è onestà …

      2. “e in Italia radicalmente alternativo al Pd e al governo Renzi”
      da queste parole si evince chiaramente come il PRC voglia costruire un percorso con quel che rimane dell’esperienza Tsipras.

      3. articolo di qualche giorno fa (ferrero: nuova sinistra tra un paio di mesi) su questo sito:
      “Come procede il percorso di costruzione del polo “alla sinistra del centro-sinistra”?
      «Il percorso sta andando avanti, abbiamo fatto un positivo passaggio domenica a Firenze con una grande assemblea dove c’era Tsipras, Civati e Vendola.”

      Ma se a Vendola ha mollato Tsipras (o no?) e Civati è del PD ..

      E’ valida la 2 o al 3?

  7. Ormai non é piú un mistero! Vendola progetta una coalizione non solo con Civati ma anche con Fassina (sí, proprio lui! quello che sul Job acts si astiene!) e lo confermano gli incontri avuti coi dissidenti del PD. Oltre che la sua assemblea a Milano del 13 Novembre, dove Fassina non era un semplice “invitato”!

    Insomma, la sua lista “Tsipras”, decisamente piú italiana che greca, é fatta per progettare, piú che un soggetto di sinistra, un vuovo partito dei DS. Ancorandosi a un’ala di sinistra del PD comunque decisa a non uscire dal partito, ad esclusione, forse, dello stesso Civati.

    É chiaro che il destino di Rifondazione é di restare, a questo punto, satellite di questa melma se non abbandona l’idea di un “soggetto plurale ancorato nel GUE” di cui fa parte proprio Vendola.

    • Maurizio Acerbo

      la “lista Tsipras” non è di Vendola.

      • Resta il fatto che é singolare che proprio Civati, che si é opposto all’operazione Tsipras tacciandola di “frazionismo di sinistra”, sia oggi, assieme a Fassina, uno dei principali interlocutori di Vendola. E da quanto vedo anche del PRC.

        Dunque cosa importa di chi sia “Tsipras”? E´ stata usata al suo scopo.

      • E comunque, commentando il “voto” in direzione nazionale, neppure Ferrero é padrone di Rifondazione.

        Si dimetta.

        Far votare lo stesso documento in direzione nazionale e prendere la maggioranza su una platea di votanti inferiore al 50% dopo quanto successo al CPN significa che non c’é una maggioranza.

      • ma e’ comunista la listarella o spinelliana

    • Mi pare che Vendola non faccia parte della Sinistra Europea nè abbia intenzione di farne parte: il suo obiettivo è il Partito Socialista in cui entrare come un …nuovo DS. Ma Civati & C senza sicurezza di “paracadute” dal Pd non si muovono e comunque MAI lo faranno per una Sinistra Europea: lasciamoli al loro destino. Comunque qualsiasi sarà la strada per ricostruire una sinistra veramente di alternativa (con la presenza e il contributo dei comunisti)al Pd (non solo a Renzi)e alle politiche liberiste (alias capitaliste), non passerà certamente da lì!

    • Ottima risposta a Vernaghi e a Matteo64 : se facessimo come da loro suggerito sarebbe solo un contenitore “risotto”tipo PD.

  8. Pare che i dati che provengono in particolare dall’Emilia confermano, dal nostro punto di vista, due tendenze: la prima quella della forte mobilità elettorale tutta rivolta in direzione dell’astensione. La seconda è quella dell’assoluta staticità dell’area dell’ex-sinistra radicale che non subisce, ormai ridotta ai minimi termini, i colpi dell’astensione ma neppure presenta elementi di una qualche attrattività rispetto alla situazione in atto. Questo giustifica ampiamente una operazione di nuova soggettività della sinistra comunista, anticapatalista, d’opposizione per l’alternativa organizzata in forme originali rispetto al passato e posta, per quanto possibile, in forte connessione con le insorgenze sociali che dovrebbero dimostrarsi sempre più intensificate nel prossimo futuro. Sogettività politica dotata di forte autonomia e collocata chiaramente all’opposizione del regime, senza concessioni di tipo politicista

    • OK, caro Astengo, niente da aggiungere (sto in provincia di Reggio Emilia): necessaria e urgente tale “operazione” (senza continuamente rincorrere i vendoliani interessati ad altro: vedi qui in Emilia. Al mio paese hanno fatto campagna per Bonacini per …spostarlo a sinistra!). Sottoscrivo le tue parole, ma stiamo attenti alle scorciatoie degli “scioglimenti”: si fa in fretta a farli, ma anche a provocare solo.. “squagliamento”

  9. NON FATE SCIOGLIERE IL PRC …..INVECE CACCIATE I SENDOLIANI…E SPINELLIANI…IO NON MI FIDO!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Gianni cremonesi

    Nemmeno la correttezza di scrivere quanti voti a favore quanti contro quanti presenti. Buffoni

    • Giovanni Cremonesi, sai leggere? ci vedi?
      Il doc della segreteria ha preso 20 voti su 24 presenti, Bellotti 1 e Trgetti 3
      Questo secondo te non è dire come è andata la votazione? Veramente solo chi non vuole vedere non vede.
      Impara a leggere compagno

  11. Buon documento, in particolare la parte sull’esaurirsi della spinta propulsiva del capitalismo, anche se è così solo per i paesi avanzati.

    Avrei inserito tra i seminari o convegni, anche qualcuno sul sostegno ad economie socialiste emergenti e comunicazione massmediatica/politica/sociale.

  12. Antonio Romano

    Ottimo questo documento! Votato all’unanimità e senza assenti. Micca come al Cpn!!! Buffoni

  13. Ferrero il segretario più autorevole del mondo

  14. Immagino approvato all’unanimità e senza assenti!!!!! Ma non vi rendete conto che siete ridicoli?

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