Moratoria per l’anno scolastico 2019/2020

Moratoria per l’anno scolastico 2019/2020

Loredana Fraleone*

 

“Non è ovviamente possibile, stante l’estrema eterogeneità delle situazioni delle istituzioni scolastiche autonome, fissare un prontuario dettagliato delle attività.”

In questo passaggio del decreto “Cura Italia” è il governo stesso ad ammettere che le istituzioni scolastiche si trovano in una condizione di grande differenziazione, per mezzi tecnici, disponibilità economiche e personale, (in gran parte frutti avvelenati dell’autonomia scolastica di Luigi Berlinguer).

Salvo poi prospettare regole e fondi straordinari per garantire la DAD (didattica a distanza), con l’acquisto di strumenti informatici per le scuole e gli alunni. Ammesso che tali fondi siano adeguati per garantire a tutti le stesse possibilità, c’è un problema di tempi organizzativi e soprattutto di metodi per recuperare ciò che ormai appare compromesso. Nel disastro in cui ci troviamo c’è dunque chi si preoccupa, dal governo a dirigenti più realisti del re, di salvaguardare soprattutto gli aspetti burocratici, quelli che affliggono la scuola, dopo le infami riforme che ne hanno stravolto la missione costituzionale. Tra gli “altarini” che sta scoprendo il perfido corona-virus vi è anche questo, ossia la pretesa di gestire le scuole come fossero aziende, in cui “il prodotto” non ha alcun ruolo attivo nel processo produttivo.

Al contrario molti insegnanti, che considerano il processo di apprendimento basato essenzialmente sulla partecipazione attiva degli studenti, stanno invece mettendo al primo posto, anche con l’uso di internet se possono, la relazione con i propri alunni. La relazione, non il voto, la valutazione, e tutti quegli obblighi a cui gli studenti non possono adempiere.

Arrivano testimonianze toccanti dalle zone più colpite dalla pandemia, alcune in modo devastante, si pensi a Bergamo e dintorni, anche da parte di dirigenti scolastici, che ci inducono ancor più all’esigenza di mettere al primo posto diritti fondamentali, dei quali la salute è il primo ovviamente, ma anche il rispetto di chi in questo momento sta soffrendo per sé o per i propri cari.

Se siamo in una situazione di emergenza come in tempo di guerra, bisogna comportarsi di conseguenza: questo anno scolastico si deve considerare ormai concluso ed una moratoria è l’unica misura equanime che si può prendere, visti i tempi che vengono prospettati per uscire dall’emergenza. La funzione che si dovrebbe cercare di mantenere, nei confronti dei propri alunni, dovrebbe essere quella che può alimentare l’amore per lo studio e per la cultura, insieme al richiamo del valore enorme del lavoro collettivo e interattivo, che ogni buona scuola dovrebbe praticare.

*Responsabile Scuola Università Ricerca PRC/SE

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