Dina Forti, 100 anni di lotte di liberazione

Dina Forti, 100 anni di lotte di liberazione

di Raffaella Chiodo Karpinsky

Lutti. Una vita al fianco dei popoli in guerra per la libertà, soprattutto in Africa

Dina Forti. Una donna sem­pre al fianco dei popoli nella lotta di libe­ra­zione. In Ita­lia, nel mondo.

Dina Forti ci ha lasciati. Il 24 aprile di quest’anno aveva com­piuto 100 anni. Si può dire senza rischiare di esa­ge­rare che quello di Dina è stato un intero secolo al fianco dei popoli in lotta per la loro libe­ra­zione. È dif­fi­cile rias­su­merne in poche righe il senso del suo con­tri­buto umano e poli­tico rega­lato a que­sto mondo. In qua­lun­que parte del pia­neta e soprat­tutto in Africa ci sono per­sone che hanno gui­dato le lotte per l’indipendenza e la libertà che per prima in Ita­lia hanno cono­sciuto pro­prio lei.

Dina il pas­se­par­tout fatto di capa­cità e sen­si­bi­lità poli­tica per capire l’appello dei popoli che tra gli anni ’50 e gli anni ’80 erano per­ce­piti come infi­ni­ta­mente lon­tani dal nostro paese, a mala­pena iden­ti­fi­cati sull’atlante e da lei intro­dotti nelle rela­zioni con il Pci e con tutto l’arco delle forze demo­cra­ti­che, a tutti i livelli isti­tu­zio­nali. Dalle città al Par­la­mento al Governo. Da gio­va­nis­sima lascia l’Egitto e rag­giunge gli alleati a Geru­sa­lemme. Erano gli anni del dopo­guerra che in Ita­lia vedeva impe­gnate le comu­ni­ste e i comu­ni­sti come lei nella rico­stru­zione del paese e dell’Italia libera e democratica.

Dina nasce in Egitto in una fami­glia di ori­gine ita­liana. Il suo agire poli­tico e soli­dale ebbe ini­zio nel qua­dro della sini­stra ita­liana e per conto del Pci durante la guerra par­te­ci­pando al gruppo for­ma­tosi ad Ales­san­dra d’Egitto — sua città natale — e poi a Geru­sa­lemme a sup­porto dei con­tatti fra Resi­stenza in Ita­lia e comando degli alleati e poi dell’immediato dopo­guerra nella costru­zione demo­cra­tica del paese a par­tire dal suo diretto lavoro con le donne e l’Unione Donne Ita­liane con cui ha ope­rato a Napoli Firenze e Roma. Que­sto suo ruolo attivo ha avuto un rico­no­sci­mento impor­tante dal Pre­si­dente della Repub­blica che l’ha nomi­nata Cava­liere di Gran Croce.

La Repub­blica del Mozam­bico, quella del Suda­frica, Capo Verde e l’Angola hanno fatto altret­tanto rico­no­scendo con le più alte ono­re­fi­cenze il suo straor­di­na­rio con­tri­buto a soste­gno della lotta dei movi­menti di libe­ra­zione per la fine del colo­nia­li­smo e la con­qui­sta della loro Indi­pen­denza. Ha segnato in modo deci­sivo e ori­gi­nale la sto­ria delle rela­zioni fra Ita­lia e Mozam­bico e fra l’Italia e l’intero con­ti­nente Afri­cano così come in il Medio Oriente.

Tutte le ami­che e gli amici e com­pa­gni sono invi­tati alla sua com­me­mo­ra­zione che si svol­gerà il 9 novem­bre alle ore 11.30 alla Fon­da­zione Basso, via Dogana Vec­chia 5, a Roma. Domani, sabato 31ottobre, si terrà invece una ceri­mo­nia reli­giosa presso la chiesa San­tis­sima Tri­nità in Villa Chigi, via Boito, Roma.

 

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