Calamai (UP): oggi Giornata Internazionale delle vittime delle sparizioni forzate

Calamai (UP): oggi Giornata Internazionale delle vittime delle sparizioni forzate

La desaparición nasce negli anni ’70 del secolo scorso, ad opera delle dittature volute dagli Stati Uniti in America Latina, a prevenire il rischio politico rappresentato da una diffusa situazione socio/economica prerivoluzionaria in quello che, oggi come allora, veniva definito il loro cortile di casa

L’11 settembre 1973, la presa del potere da parte di Pinochet in Cile si era avvalsa di un uso della forza che, trasmesso in tutte le tv del Paese e del mondo occidentale, era riuscito a bloccare sul nascere qualunque tentativo di resistenza popolare, ma aveva anche suscitato un’ondata di sdegno a livello di opinione pubblica occidentale, che aveva condannato Pinochet all’ostracismo a livello internazionale.

Quando neanche tre anni dopo, il 24 marzo 1976, i militari argentini sferrano a loro volta un colpo di stato, essi evitano di ripetere l’errore dei colleghi cileni: Buenos Aires appare a giornalisti e cameramen arrivati da tutto il mondo una città tranquilla e vivace come il giorno prima, con il traffico caotico di sempre, le file davanti a cinema e teatri, i ristoranti del centro affollati.

All’immagine di quella città solare, tuttavia, corrispondeva una realtà infernale, in cui la caccia all’uomo avveniva senza alcuno dei segni riconoscibili fino ad allora utilizzati dalle cosiddette forze dell’ordine: operazioni notturne, macchine e camion senza targa, uomini in borghese, centri di detenzione clandestini in cui i sequestrati venivano immediatamente sottoposti a tortura per strappar loro quanta più informazione possibile, in modo da poter riprendere la caccia a tappe forzate. Il metodo, tuttavia, poneva un problema logistico: cosa fare con gli individui ormai svuotati di informazioni utili, mentre altri ne affluivano a frotte.

La desaparición nasce così, dalla scelta strategica di far sparire i corpi che con la loro stessa evidenza avrebbero dimostrato quanto che stava accadendo nel Paese. In un sistema d’informazione mondiale ormai prevalentemente iconografico, infatti, si dà per scontato che ciò tutto ciò che accade viene rappresentato e che, inversamente, ciò che non viene rappresentato, non accade. In Argentina non c’era cadaveri, non c’era quindi violenza.

Già prima i morti ammazzati facevano parte della realtà quotidiana, ma i cadaveri venivano trovati in una discarica o in mezzo alla campagna o a fianco di una strada. L’assenza del cadavere faceva illudere i familiari che ci sarebbe stato un ritorno e negava la violenza che pure era in corso.

Vittime della desaparición sono sia i veri e propri desaparecidos che i loro familiari. La loro è una morte senza fine, in cui i familiari non riusciranno mai ad elaborare il lutto, a capire che il ragazzo portato via mentre la famiglia era a tavola non ritornerà mai. Ancora oggi in Argentina vi sono parenti che aspettano.

Caduta la dittatura, la scoperta della politica di desaparición messa in atto dai militari argentini forma oggetto di un ripudio internazionale, sintetizzabile con la frase Nunca Màs. La nuova Argentina, insieme alla Francia, dà vita alla Convenzione internazionale contro la scomparsa forzata delle persone. Il 30 agosto si commemora la “Giornata Internazionale delle vittime delle sparizioni forzate”, istituita ufficialmente dall’Assamblea Generale delle Nazioni Unite.

Ma la desaparición si è dimostrata troppo comoda per sparire a sua volta. E non illudiamoci che siano soltanto feroci dittature o teatri di guerra quelli in cui viene praticata la sistematica scomparsa delle persone. Il Mediterraneo, ma anche il deserto africano, lo stesso confine con la democratica UE, sono diventati infatti lo scenario dell’applicazione sistematica della strategia della desaparición si è dimostrata troppo comoda perché il potere ne faccia effettivamente a meno. Le stragi di migranti e richiedenti asilo ai confini della Fortezza Europa, altro non sono che la sistematica applicazione della strategia della desaparición ai dannati della terra, che oggi sperano di trovare salvezza nella nostra Europa opulenta.

E ciò avviene, grazie al ruolo dei media mainstream e degli stessi social, nell’indifferenza dell’opinione pubblica che, come nell’Argentina dei militari o pria ancora nell’Europa nazifascista, può pretendere di non sapere ciò che le sta accadendo intorno.

Enrico Calamai, candidato Unione Popolare con de Magistris


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