Scheda Pubblica amministrazione di Fausto Cristofari

Questa sintetica scheda vuole fornire una breve e sommaria informazione relativamente al rapporto fra Recovery Plan (R.P.) e Pubblica Amministrazione, con l’avvertenza che da essa restano fuori temi fondamentali quali “Salute”, “Istruzione e ricerca”, “Giustizia”, per i quali si rimanda a relativi appositi approfondimenti, sapendo inoltre che numerose altre tematiche (ad esempio quella dei trasporti, o dell’inclusione sociale) si intrecciano strettamente, in maniera trasversale, con il ruolo del Pubblico nel nostro Paese.
In realtà, non si può affrontare l’argomento “Pubblica Amministrazione” (P.A.) limitandosi a quanto contenuto nel Recovery Plan (R.P.). Vi sono infatti una serie di aspetti inevitabilmente connessi, da affrontarsi “in parallelo”.
Da questo punto di vista va detto che non si intravvede, da parte del governo, alcun piano coerente complessivo per ciò che riguarda l’intervento sulla P.A..
Non è ancora affatto risolto, ad esempio, il nodo del rinnovo dei CCNL della P.A., tutti abbondantemente scaduti, e per i quali il governo non ha ancora stanziato risorse adeguate per il comparto statale, che serviranno poi da punto di riferimento ,“a cascata”, sugli altri comparti (Sanità, Enti Locali, Parastato).
Nè esiste alcun piano organico di assunzioni nei vari settori della P.A.; il R.P. cita soltanto una non quantificata “nuova stagione concorsuale”, rivolta soprattutto ai giovani (dove si prevedono anche aspetti discutibili, quali la valutazione delle “capacità relazionali” e della “motivazione” del candidato/a all’atto del concorso).
Non c’è quindi un piano di assunzioni programmate in grado di prevedere il recupero del turn-over (dopo anni di assunzioni bloccate e limitate) e di colmare le gravi carenze di organico che da tempo si riscontrano un po’ in tutta la P.A. (per fare un esempio, il comune di Torino prevede di attestarsi su un livello di organico che sconta una riduzione di oltre il 30%); parimenti, non esiste alcun piano complessivo per la riduzione/eliminazione del precariato (su questo tema la Commissione Europea ha tra l’altro inviato, il 4 dicembre scorso, una lettera di richiamo al governo italiano per l’”abuso di assunzioni a termine” di lavoratori nella P.A.).
Anche in merito al tema “Riforma della P.A.”, spesso richiamato dal premier Conte e sollecitato dalla stessa UE, non è chiaro come esso si potrà tradurre in pratica: all’interno del R.P. si fa genericamente riferimento ad un suo presunto completamento, senza ulteriori specificazioni minimamente esaustive.
Possiamo qui richiamare alcuni aspetti che sono invece contenuti nel R.P..
Il titolo a maggiore evidenza, relativamente alla P.A., è quello relativo alla “digitalizzazione”, per la quale vengono stanziati 5,84 miliardi di €.
Da segnalare poi che nel capitolo dedicato a “rafforzamento e valorizzazione del capitale umano si prevede invece uno stanziamento (che appare decisamente insufficiente) di 0,72 miliardi, di cui 210 milioni di € sullo specifico paragrafo “capitale umano”.
Sull’importante capitolo della formazione del Personale si prevedono 720 milioni di € (senza più precisa destinazione). Il concetto su cui ci si vorrebbe basare (anch’esso non ben definito) è quello di un “nuovo modello di lavoratore pubblico”,che dovrà avvalersi, secondo il testo del R.P., di adeguati strumenti normativi e contrattuali (che sono però anch’essi da definirsi); nell’applicare questo “nuovo modello” si prevede una valutazione della “performance” degli operatori e delle operatrici decisamente orientata a “premiare le eccellenze” piuttosto che tendere al miglioramento complessivo, anche organizzativo, del funzionamento degli uffici e delle strutture, attraverso un vero coinvolgimento dei lavoratori.
Al capitolo “P.A. semplice e connessa”, relativo alla semplificazione, sono destinati 0,48 miliardi di €.
Vi sono poi 100 milioni di € sul capitolo “P.A. smart” e 480 milioni sul capitolo “P-A. Semplice”, dove si prevede, fra l’altro, che un pool di esperti (!) definisca un pacchetto di proposte per velocizzare le procedure amministrative.
In sostanza, anche il R.P. segnala una grande distanza rispetto all’obbiettivo di una P.A. che sia all’altezza delle necessità del momento e con una prospettiva valida di ulteriore sviluppo futuro.

Fausto Cristofari

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