AEC – OEPA

AEC – OEPA

Chi sono gli aec / oepac?
Se chiedete ai bambini delle classi risponderebbero senza esitazioni:
“Chi sono il maestro Sergio, la maestra Silvia, la maestra Maria?
Sono maestri e maestre che ci aiutano!”

Attenzione perché in questo modo non risponderebbero solo gli alunni diversamente abili, alle cui cure sono stati assegnati, e che, a dire il vero, non sempre sono in grado di esprimere verbalmente i propri sentimenti a parole ma con altre dolcissime modalità, io intendo dire proprio tutti i bambini di una classe in cui lavora un aec: tutti i bambini e tutte le bambine lo chiamano o la chiamano maestro o maestra.
I bambini e le bambine sono infatti democratici ed intelligenti.

Gli o le aec (assistenti educative culturali) oepac (operatori, o operatrici, educativi per l’autonomia e la comunicazione) sono, in sostanza, insegnanti di sostegno che non dipendono dal Miinistero della Pubblica Istruzione ma che sono dipendenti delle famose, in alcuni casi famigerate, cooperative sociali, che hanno preso in appalto dai vari Comuni italiani questo servizio fondamentale per garantire e consentire l’integrazione di bambini e bambine nella scuola pubblica.

Si tratta debbo riconoscerlo, di veri e propri angeli per questi motivi:
Sono persone preparate per svolgere questo lavoro tanto quanto i docenti assunti dallo stato,
Anche coloro che non hanno la laurea in scienze della formazione primaria hanno spesso lauree affini,
Senza la loro opera l’integrazione (e non quindi il mero inserimento) degli alunni diversamente abili sarebbe impossibile.
Forniscono alla classe un aiuto validissimo ripristinando di fatto la possibilità di svolgere attività laboratoriali di gruppo in compresenza.

Sono soprattutto angeli (e qui il mio tono è ironicamente amaro) perchè possono lavorare invece di 22 ore ben 38 ore a settimana, con un salario di un migliaio di euro mensili ed in una condizione spesso di estrema precarietà contrattuale.

Molti sono angeli nel vero senso della parola perché sono stati stabilizzati con contratti a tempo indeterminato… bello no?… ma ciclici e stagionali… bello un cavolo!
Queste stupende creature nei mesi estivi invece di godersi le meritate vacanze, pur senza essere licenziate, non percepiscono alcuno stipendio perchè si sa: gli angeli vivono di aria e luce solare (i presidenti delle varie cooperative sociali, famose alcune e famigerate altre, e gli assessori competenti in materia invece non sono angeli e lasciano agli aec/oepac questo onore e quindi in estate ricevono regolarmente indennità e vacanze retribuite).

Gli aec/oepac sono cosí angeli che lavorano pure d’estate, ad esempio nei centri estivi, per due soldi, che tanto d’estate aria e sole abbondano… così quando la scuola riprende non hanno perso l’abitudine al superlavoro… gli angeli mica si riposano del resto.

Circa un mese fa è stato discusso una risoluzione presentato tra gli altri dal Consigliere Comunale Stefano Fassina, che prevedeva la internalizzazione del servizio degli aec/oepac.
La maggioranza, la giunta capitolina a 5 stelle non l’ha votata, si è astenuta, anche se non vi erano date ultimative entro le quali internalizzare (o dicono alcuni ri internalizzare) il servizio.

L’opposizione del PD, strutturalmente legata a chi gestisce le varie cooperative sociali, si è egualmente astenuta impedendo così che la risoluzione raggiungesse il quorum e venisse approvata. A votare con Stefano Fassina, di Sinistra per Roma, la lista unitaria che si era presentata alle ultime elezioni, hanno votato meritoriamente alcuni consiglieri comunali 5 stelle in dissenso dal loro gruppo. Fiutando la magnifica occasione portata su un vassoio d’argento hanno votato a favore strumentalmente, molto strumentalmente, tutti i consiglieri comunali delle diverse forze politiche dell’opposizione di destra.

La delusione tra i maestri e le maestre oepac e aec è stata profonda.

Andate ora da questi lavoratori e da queste lavoratrici a parlare di unità antifascista…

Posso immaginare dove vi inviterebbero ad andare… perché saranno pure angeli ma non sono certo fessi.





 

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