Costruire l’opposizione al governo Renzi, unire la sinistra, rilanciare il PRC

Costruire l’opposizione al governo Renzi, unire la sinistra, rilanciare il PRC

Documento approvato dalla Direzione nazionale del PRC del 19 settembre 2014 -

Nelle ultime settimane e negli ultimi mesi assistiamo ad una più sempre preoccupante escalation a livello globale. E’ il segno di come la crisi economica porti con sè una profonda ridefinizione dei rapporti geopolitici a livello internazionale, con una crisi dell’egemonia del blocco imperialista occidentale e l’ascesa delle nuove potenze che, con il recente incontro dei Brics, hanno definito un livello ulteriore di integrazione politico economica.

La situazione in Ucraina, Iraq e Siria, Libia, la recente nuova aggressione israeliana a Gaza e al popolo palestinese, l’aumento delle tensioni nel sud est asiatico, sono i segnali di una preoccupante e generalizzata tendenza alla guerra.

In particolare in Ucraina,  gli Usa e l’UE continuano nell’opera irresponsabile e guerrafondaia di sostegno al governo di Poroshenko e dei suoi alleati neonazisti, puntando ad una integrazione dell’Ucraina nella Nato e ad una nuova strategia anti russa approvata nel recente vertice del Galles, fatta di sanzioni e accerchiamento economico militare,  che rischia di portare ad un punto di non ritorno. Il PRC condanna la politica di Ue e Usa di deliberato sostegno alla guerra lanciata dal governo ucraino contro le popolazioni del sud est ucraino,  la politica di sanzioni alla Russia e di annessione a Ue e Nato dell’Ucraina. Solo un’Ucraina federale, libera dalle forze neofasciste e fuori dalla Nato può rappresentare la base di una soluzione politica alla crisi in atto, Esprimiamo la nostra solidarietà ai movimento antifascisti ucraini e al partito comunista ucraino che in questi mesi si oppongono al fascismo e alla guerra.  Sosteniamo le iniziative come la carovana antifascista lanciata dalla “Banda Bassotti” e le mobilitazioni per la pace e contro la guerra di queste settimane.


In Medio Oriente la strategia del caos costituente, applicata da oltre un decennio dagli Usa, sta portando ad una diffusa e crescente instabilità, in Iraq come in Libia, e al consolidamento dei movimenti reazionari come l’Isis. Questo è il frutto delle politiche imperialiste, ed è ipocrita la nuova coalizione lanciata in queste ultime ore. Una coalizione senza alcun mandato delle Nazioni Unite, di cui fanno parte gli stessi regimi reazionari del golfo come Qatar e Arabia Saudita, la Turchia, che sono i primi responsabili del sostegno logistico, militare e organizzativo alle forze islamiche reazionarie nell’area. Con la scusa della guerra contro l’Isis, in realtà gli Usa rilanciano i loro obiettivi strategici regionali, di un alleanza con le forze reazionarie per produrre il cambio di regime in Siria, riprendere il controllo dell’Iraq e  isolare l’Iran. Lo stesso sostegno ai curdi avviene solo nei confronti di quelli irakeni, mentre il PKK, che è in prima fila nella lotta contro l’oscurantismo islamista dell’Isis è inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche. Per isolare l’Isis va interrotto il sostegno che avviene da parte di Qatar, Arabia saudita e Turchia attraverso la Siria, che invece viene rafforzato e ribadito attraverso fantomatici gruppi ribelli moderati. Esprimiamo il nostro sostegno alle forze kurde del YPG e proponiamo di costruire una campagna a sostegno del PKK, delle esperienze di autogoverno Curde in Siria e per la liberazione del compagno Ocalan.

In Palestina la nuova aggressione israeliana ha prodotto una nuova strage con migliaia di vittime innocenti e danni incalcolabili. Rimangono irrisolti tutti i nodi della decennale guerra. Il problema è e rimane l’occupazione israeliana, la sua politica di apartheid e violazione dei diritti umani dei palestinesi, a cui contribuisce il colpevole silenzio di Usa e Ue. Sosteniamo la campagna BDS di boicottaggio dei prodotti israeliani, per la fine dell’occupazione, per il diritto del popola palestinese al proprio stato , con Gerusalemme est come capitale, per il diritto al ritorno dei profughi,  secondo quanto previsto dal diritto internazionale. Va isolato il governo reazionario israeliano e la sua politica di colonizzazione e di negazione dei diritti palestinesi, attraverso la revoca degli accordi di cooperazione commerciale e militare di Ue e Italia. Va rilanciata la campagna per la liberazione di Marwan Barghouti, Amhed Saadat e dei prigionieri politici palestinesi, per favorire quell’unità palestinese difficilmente raggiunta e che l’aggressione israeliana voleva compromettere.

Il PRC è impegnato al successo e alla partecipazione alle manifestazioni di Firenze il 21 settembre contro tutte le guerre e di Roma il 27 settembre il con il popolo palestinese. La lotta contro la guerra è una priorità di questa fase politica internazionale.  Per la pace, contro la NATO e l’imperialismo, sono le parole d’ordine con cui partecipiamo, in quanto la guerra non è un caso della storia, ma il prodotto concreto delle politiche imperialiste di questi anni e della crisi della globalizzazione capitalista.


Costruire l’opposizione al governo di destra

In Italia, l’obiettivo di Renzi di abolire l’articolo 18 e distruggere lo Statuto dei lavoratori per decreto, riassume più di ogni altro elemento la fase politica attuale.


Pochi mesi fa Renzi si è presentato come il nuovo uomo della provvidenza in grado di risolvere la crisi italiana. Al contrario il governo ha proseguito le politiche di austerità che producono e aggravano la crisi sociale ed economica. Come se non bastasse Renzi  –sempre sbandierando la discontinuità – ha contribuito in modo decisivo 
a dar vita ad un esecutivo europeo iperliberista, più filo tedesco di prima e guerrafondaio

Il vero salto di qualità Renzi non lo produce nell’uscita del paese dalla crisi ma nell’utilizzo della crisi come scusa per demolire la democrazia e i diritti dei lavoratori. In piena sintonia con Berlusconi, in nome della lotta alla casta vuole impedire ai cittadini di eleggere i senatori e varare una legge elettorale peggiore del porcellum. Così come in nome della lotta alle diseguaglianze vuole abolire i pochi diritti che rimangono a chi lavora, mettendo tutti i lavoratori in condizioni di parità: nella situazione peggiore.


Le politiche di Renzi, denominate “riforme strutturali” costituiscono in realtà la nuova fase dell’offensiva neoliberista decisa a livello europeo tra tutti i governi dell’Unione: dopo i tagli al welfare arriva la cancellazione dei diritti dei lavoratori, della democrazia, e le privatizzazioni. Non a caso il paese che viene additato come modello è la Spagna, che in questi ultimi anni ha introdotto piena libertà di licenziamento: quella che vogliono raggiungere anche in Italia. Nel disegno politico di Renzi si sommano dunque prosecuzione delle politiche neoliberiste , una spiccata tendenza al regime con la compressione della democrazia, la distruzione del sindacato e la sistematica ricerca di un consenso passivo fondato sul rapporto diretto capo/masse, e favorito da un utilizzo pervasivo dei mezzi di comunicazione di massa televisivi.


Quando Renzi si presenta come il leader di tutto il popolo fa infatti leva sul senso comune accumulatosi nel paese negli ultimi 20 anni, sommando il peggio del berlusconismo e dell’antiberlusconismo in una miscela antidemocratica che si nutre e alimenta la passivizzazione sociale. E’ infatti evidente che il senso di impotenza che rappresenta il tratto essenziale della condizione popolare oggi è il punto fondamentale su cui fa leva Renzi per proporsi come uomo della provvidenza.


L’assenza di una reazione sociale visibile al grave attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici costituisce per ora la caratteristica fondamentale e peggiore della situazione italiana. Dobbiamo quindi operare con determinazione e intelligenza per trasformare il disagio sociale passivizzato in una vivace opposizione politica e sociale alle politiche del governo Renzi e dell’Unione Europea.

Il compito di Rifondazione: costruire una soggettività antagonista, di alternativa

Il principale problema politico di questa fase consiste quindi nella costruzione di soggettività antagonista: sociale, sindacale, culturale, politica. Una soggettività determinata quanto unitaria: per indicare la strada in modo chiaro, ma anche per rompere il senso di impotenza che deriva dalla divisione. Se la tendenza al regime trova il suo alimento nella passività di massa della folla impotente che aspetta il miracolo, la costruzione di soggettività, di un percorso concreto di alternativa è il punto da cui partire, il passaggio decisivo e la condizione per modificare i rapporti di forza.


Non è un caso che il movimento No Tav, diventato in questi anni un punto di riferimento generale per le lotte nel nostro paese ben al di la’ dei confini della Val di Susa, abbia proprio queste caratteristiche: obiettivi chiari, capacità di critica, ma anche di proposte concrete, un movimento unitario nutrito da una forma democratica e partecipata.


Nella direzione della costruzione di una soggettività antagonista, tre sono i terreni di iniziativa politica immediata
:


Innanzitutto occorre
operare per costruire la più vasta mobilitazione sociale contro i provvedimenti del governo e la politica della commissione europea. Si tratta del punto decisivo di lavoro nelle prossime settimane, al fine di rovesciare le politiche del governo a partire dall’allargamento dei diritti del lavoro, dal blocco delle privatizzazioni per arrivare alla proposta della piena occupazione da raggiungersi attraverso un piano pubblico del lavoro. In questo contesto la richiesta sciopero generale contro la manomissione dello statuto lavoratori e la mobilitazione del pubblico impiego sono punti decisivi; non diciamo solo no ma abbiamo una posizione chiara: reperimento delle risorse trasferite alla rendita, estensione dei diritti a tutti i lavoratori, abolizione riforma Fornero e reddito sociale per i disoccupati.
In questo quadro è importante la manifestazione della Fiom di metà ottobre e dobbiamo impegnarci da subito per preparare la manifestazione promossa dalla lista Tsipras per il 29 di novembre. La nostra azione politica è finalizzata a rompere la passività sociale e a costruire concretamente il conflitto di classe nel paese , Solo nello sviluppo di questo conflitto è possibile costruire elementi di chiarificazione delle cause della crisi e delle strade attraverso cui uscirne.

In secondo luogo occorre fare un vero e proprio salto di qualità dell’azione culturale nella demistificazione dell’ideologia dominante e nella proposizione di una alternativa praticabile. Oggi ogni scelta politica viene giustificata in nome dell’emergenza economica che a sua volta viene presentata come un dato oggettivo e immodificabile. Si tratta di una vera e propria menzogna, di una ideologia che copre la realtà falsificandola. Rendere inefficace questa narrazione fatta dal potere – ed oggi egemone – sia mostrandone gli elementi menzogneri, sia avanzando proposte alternative concretamente praticabili è un compito non rinviabile. Senza la rottura del velo dell’ideologia dominante rischiamo di essere
relegati in un ruolo di pura e sterile propaganda. Da questo punto di vista la formazione politica dei compagni e delle compagne così come la riorganizzazione della comunicazione del partito deve produrre un deciso salto di qualità.


In terzo luogo dobbiamo operare per trasformare la
lista Tsipras – che rappresenta il punto può avanzato di unità e proposta politica realizzato a sinistra dopo gli anni della sconfitta – in una vera e propria soggettività politica di sinistra antiliberista in sintonia con la Sinistra Europea.


Questo salto di qualità non è per nulla semplice né automatico e non tutti i soggetti che hanno dato vita alla lista condividono questa prospettiva. Per quanto ci riguarda Rifondazione ha esplicitamente avanzato ,dopo il positivo risultato elettorale di avviare la costruzione di una “Syriza” italiana fondata sul principio di una testa un voto. Riteniamo che ogni attendismo rischi di disperdere le energie e l’attenzione che L’Altra Europa ha suscitato e su questo invitiamo alla riflessione tutte le soggettività che con noi hanno lavorato a costruirla.


Costruire la sinistra


Per riuscire a trasformare la lista Tsipras nel soggetto unitario della sinistra, occorre agire a più livelli
:

  1. Innanzitutto consolidare e l’allargare l’area della lista attraverso pratiche democratiche e partecipate dei Comitati locali della lista. I Comitati devono divenire il punto di aggregazione degli uomini e delle donne di sinistra presenti sul territorio.

    2. Addivenire ad una esplicita dichiarazione d’intenti relativa alla volontà di costruire un soggetto politico di sinistra. L’esigenza di costruire questo soggetto politico unitario non è solo dettata dalla condizione della politica italiana: è la vera domanda politica che alberga tanto tra i votanti della Lista Tsipras quanto all’interno dei Comitati. Si tratta quindi di trovare un percorso che riesca a costruire questa soggettività in modo inclusivo, democratico e partecipato. A tal fine il passaggio della manifestazione nazionale del 29 novembre è fondamentale. Infatti il passaggio dall’essere uno spazio di aggregazione ad essere un soggetto che fa politica non può avvenire solo attraverso una discussione interna a tratti estenuante e autoreferenziale ma deve passare attraverso atti politici che parlino al paese. Da questo punto di vista è evidente che la convocazione di una manifestazione di massa, pone immediatamente il problema della prospettiva politica, della risposta alla domanda di chi viene in piazza. Il pieno successo della manifestazione nazionale contro il governo è quindi il punto di passaggio obbligato per costruire l’opposizione politica al governo ma anche per dar vita sui territori ad un lavoro politico e di aggregazione della lista e per favorire la rottura degli indugi ad avviare un processo costituente che parta subito dopo la manifestazione.


ll rapporto tra Rifondazione Comunsita e la Syriza italiana

Quindi il lavoro politico del partito deve quindi articolarsi su questi tre livelli, sociale, politico e culturale, finalizzato alla costruzione e all’alimentazione del conflitto sociale, alla trasformazione della lista Tsipras in un soggetto unitario della sinistra antiliberista e alla battaglia culturale contro il pensiero unico e per proporre una alternativa.


Particolarmente rilevante è la discussione – dentro e fuori il partito – su quali rapporti debbano intercorrere tra la costruzione del soggetto unitario della sinistra e l’esistenza del Partito della Rifondazione Comunista. Per anni abbiamo infatti detto che Rifondazione era necessaria ma non sufficiente: oggi siamo alla prova dei fatti e dobbiamo approfondire questo nodo.


Partiamo da una prima approssimazione condivisa: il nostro progetto politico deve viaggiare su due gambe, il partito e la sinistra unita. Si tratta di una prima formulazione importante: tra partito della rifondazione comunista e soggetto unitario della sinistra non esiste contrapposizione, non esiste giustapposizione ma deve esistere una relazione in cui lo sviluppo di uno aiuti lo sviluppo dell’altro e viceversa.


E’ la registrazione di ciò che è avvenuto: senza Rifondazione non si sarebbero mai raccolte le firme per presentare alle elezioni Europee la lista Tsipras ma senza il percorso unitario Rifondazione non avrebbe mai superato lo il 4%. Lo stesso vale per la manifestazione di novembre: senza l’azione del PRC probabilmente non sarebbe mai stata decisa ma senza un contesto unitario Rifondazione da sola non sarebbe in grado di costruire una manifestazione di massa.

Ora vanno approfondite le condizioni e i termini della relazione fra rilancio di Rifondazione e nascita e sviluppo del soggetto unitario della sinistra.


Bisogna individuare innanzitutto quali sono i compiti di un soggetto unitario della sinistra affichè possa essere tale. Noi riteniamo che questo debba essere un soggetto politico plurale e democratico, dotato di un programma di fase, in grado di prefigurare una fuoriuscita dalle politiche neoliberiste e dalla crisi e di prefigurare l’alternativa. Un soggetto cioè in grado di presentarsi unitariamente alle elezioni e nel contempo di costruire attorno alla propria proposta politica la necessaria battaglia sociale, politica e culturale. Si tratta di costruire un polo politico della sinistra antiliberista, che sia chiaramente distinguibile nel panorama politico italiano e che sia in grado di dar luogo ad un processo di aggregazione. Un polo politico della sinistra antiliberista e quindi autonomo politicamente e portatore di un progetto alternativo alle altre proposte politiche oggi in campo.


Questo polo politico della sinistra non dovrebbe in nessun modo essere caricato di richieste ulteriori relativamente a caratterizzazioni culturali od ideologiche: non è un nuovo partito e non si basa su una comune ideologia. Nel polo della sinistra debbono poter lavorare insieme sulla base di un progetto comune non solo i diversi soggetti della sinistra ma devono convivere fisiologicamente diverse ideologie e appartenenze politiche, culturali e organizzative. A partire da un progetto politico e da regole condivise, il pluralismo e il rispetto delle differenze deve essere l’elemento costitutivo e fisiologico del soggetto politico della sinistra che vogliamo costruire.


In questo contesto qual’è il ruolo del Partito della Rifondazione Comunista oltre al partecipare con grande spirito unitario alla costruzione e allo sviluppo del soggetto unitario della sinistra?


Qual è il senso profondo, storico, che rende necessario il rilancio del processo della rifondazione comunista e il PRC?


A nostro parere i punti fondamentali sono i seguenti:

1) La necessità di avere una organizzazione politica comunista, un intellettuale collettivo, che contribuisca alla definizione di una analisi marxista della società sia per quanto riguarda il capitale sia per quanto riguarda la costruzione di una soggettività antagonista al capitale. In questo quadro il tema della formazione politica e dell’informazione sono punti assolutamente decisivi.


2) La necessità di avere una organizzazione politica comunista che affronti il nodo del superamento del capitalismo come punto fondamentale e necessario per permettere all’umanità di compiere un passo in avanti sulla strada della liberazione. Infatti l’attuale crisi segnala l’incapacità del capitalismo di usare positivamente la ricchezza che pure è in grado di produrre. Solo la fuoriuscita dal capitalismo e dalla logica del profitto può determinare le condizioni per una uscita compiuta dalla crisi intesa come pieno utilizzo della ricchezza economica e sociale per garantire a tutti e tutte una esistenza libera e dignitosa in un contesto non distruttivo della natura. Serve insomma una organizzazione politica che oltre a porre il problema dell’uscita da sinistra dal liberismo, avanzi la prospettiva della fuoriuscita dal capitalismo, cioè del comunismo.


3) La comprensione da parte di Rifondazione che l’attuale sistema politico elettorale – che giornalisticamente va sotto il titolo di Seconda Repubblica – è un avversario sistemico del movimento operaio e della costruzione dell’alternativa. Il bipolarismo come l’incorporazione del pareggio di bilancio in costituzione costituiscono fattori costituenti di questa seconda repubblica. La lotta per l’alternativa non si riduce quindi alla prospettiva della conquista di una maggioranza parlamentare ma prevede la battaglia per il superamento dell’attuale assetto istituzionale così come si è venuto definendo in Contrapposizione alla lettera e allo spirito della Costituzione nata dalla Resistenza.

4) La comprensione da parte di Rifondazione Comunista che la rappresentanza politica è solo una parte dell’azione politica comunista. Il tema della costruzione del soggetto dell’alternativa, dello sviluppo dell’autorganizzazione sociale e di una cultura altra, è il punto fondamentale della politica comunista. Questo riguarda l’individuazione delle contraddizioni del sistema capitalistico, l’analisi e la valorizzazione dei percorsi attraverso cui si può costituire ed esprimere una soggettività anticapitalista, la definizione di una battaglia politico culturale sui modelli sociali e sulla costruzione di un immaginario alternativo a quello prodotto dal mercato. In questo quadro il terreno elettorale deve essere delegato all’aggregazione unitaria della sinistra mentre il partito deve concentrarsi sugli altri aspetti sopra definiti.


Fare le cose sopra descritte non richiede solo la continuazione di Rifondazione Comunista ma richiede un deciso avanzamento del progetto politico della rifondazione comunista. Infatti oggi nonostante una analisi corretta e condivisa che vede lo spostamento del potere reale dal piano della democrazia rappresentativa ad altre istituzioni, troppo sovente il partito è concentrato per larga parte sulle sole dinamiche istituzionali. Si tratta quindi di modificare in profondità il nostro modo di funzionare sapendo che il punto fondamentale per un partito comunista non è quello di rappresentare un soggetto sociale già formato ma piuttosto quello di contribuire alla costruzione di un soggetto della trasformazione che riesca a scardinare ed a superare lo stato di cose esistenti.


A tal fine è necessario rilanciare con forza la campagna di tesseramento e di autofinanziamento del Partito e chiediamo a tutte le strutture di prodursi nel massimo impegno. In questo quadro la Direzione nell’auspicare che si tenga rapidamente la Conferenza nazionale dei Giovani Comuniste/i, decide che la Conferenza di organizzazione nazionale si tenga nei primi mesi del prossimo anno e che nel corso del mese di novembre si tengano su tutto il territorio nazionale le riunioni interregionali dei segretari di circolo e degli organismi dirigenti.

Appuntamenti nazionali di mobilitazione e di lotta:


E’ chiaro che l’obiettivo della riuscita della manifestazione di novembre è anche legata alla nostra capacità di costruire l’opposizione sociale,di valorizzare e collegare le lotte . Di fronte all’ attacco del Governo alla Costituzione, al lavoro alla scuola, al pubblico impiego, ai diritto all’abitare si stanno profilando scadenze e mobilitazioni che sono importanti in sé, ma anche come tappe di una possibile uscita dalla rassegnazione e dalla passività:


21 settembre – manifestazione a Firenze contro le guerre.

27 settembre – manifestazione nazionale a Roma in appoggio alle rivendicazioni del popolo palestinese.

4 ottobre – convegno su: Crisi del Capitalismo e rifondazione del comunismo.

8 ottobre – mobilitazione nazionale sindacale su pubblico impiego.

10 ottobre – Sciopero degli studenti e dei coordinamenti precari e dei sindacati di base contro la riforma Renzi Giannini.

10 ottobre – giornata internazionale contro gli sfratti per il diritto all’abitare.

11 ottobre – Giornata di mobilitazione STOP TTIP: diciamo no in tutta Italia.

18 ottobre – Manifestazione Fiom.

29 novembre – manifestazione nazionale lista Tsipras contro politiche governo e UE

 

 

 

 

 

 

 

 

54 Commenti

  1. non pensate che la prima cosa che sarebbe da fare è cercare in tutti i modi possibili la riunificazione dei vari partiti della sinistra cosiddetta antagonista ? Ed allora cari segretari è ormai l’ora di riunirvi attorno ad un tavolo ed uscire subito con documento unitario.

  2. ho letto solo una parte dei post… ma che tristezza.
    tanti che abbaiano alla luna e inveiscono contro i dirigenti del partito.
    io critico sicuramente l’attuale dirigenza, ma chi critica poi lotta?
    troppi intellettuali da salotto, ecco perchè il prc è a pezzi.
    ma distruggere non porta a nulla, è necessario studiare (marx, gramsci,ecc.) e lavorare, non fare i post in internet!

  3. Il prc va verso l’estinzione in quanto:

    1) non rinnova la sua classe dirigente
    2)non persegue l’unità dei comunisti
    3)non è capace di trovare un denominatore comune minimo tra tutti i partiti comunisti.
    E sul terzo punto la colpa non è solo nostra ovviamente. Ma di tutti i dirigenti e segretari dei minipartiti arroccati sulle loro posizioni ed ambizioni di capi indiscussi.
    Questa rigidità poco incline al “compromesso” (nel senso buono della parola)hanno portato tutti i comunisti , nella loro purezza, all’isolamento politico.
    Siamo vittime del nostro carattere.
    Pazienza, racconteremo ai nipotini di quando un leader vero come Berlinguer ci teneva uniti…

    • Nonsonofrufrù

      Berlinguer…..grande, il PRC aveva cominciato bene nei primissimi anni novanta, poi è diventato sempre più simile ai gruppetti extraparlamentari dei primi anni settanta: cento militanti ……un milione di posizioni politiche…..e giù scissioni….scissioni….scissioni e capetti vari…..il risultato è stato la fine ingloriosa.

  4. La sconfitta culturale iniziata dopo la tragedia della Bolognina, ha segnato non solo i gruppi dirigenti susseguitisi (con tutta la sequenza di errori e scissioni, scissioni subite dal prc non dimentichiamolo mai, e che, fino a prova contraria non hanno prodotto granchè al di fuori del prc), ma soprattutto tale sconfitta ha destrutturato (culturalmente, la capacità critica) almeno un paio di generazioni di militanti. Non credo sia SOLTANTO colpa dei gruppi dirigenti rimasti nel partito. Questo continuum mi assomiglia tanto ad una specie di esorcismo.

    • Non è colpa soltanto dei dirigenti dici… e allora è colpa di chi? Dei militanti che si sono visti rompere il partito mille volte dovendo capire chi seguire, qual era il vero partito comunista? I dirigenti di molti partitini di sinistra in Italia dicono le stesse cose: chi è il più credibile? E se dicono le stesse cose… perché non si mettono insieme?

      • perchè sono trozkisti riformisti traditori del proletariato, forse andro’ col Partito comunista-sinista popolare.

        • Luca Casartelli

          perché il prc è stalinista?
          Cmq non potrà mai avverarsi l’unità dei comunisti ..
          unire due anime così diverse è impossibile e se vogliamo .. deleterio.

      • Luca Casartelli

        @emanuele: Lieto di leggere ciò che anche io penso

      • Infatti non soltanto. Cioè (solo mio parere, ed alcuni esempi):
        Scissione del Pdci. Colpa dei dirigenti. Comunque il Prc ha subito la scissione.
        Partecipazione al governo Prodi. Colpa dei dirigenti. Senza dubbio.
        Scissione Vendola. Colpa dei dirigenti. Comunque il Prc ha subito la scissione.
        Ultimo documento della direzione. Buono (sempre a mio parere).
        Se, solo un esempio, nel doc. c’è scritto, più o meno, “dobbiamo partecipare alla manifestazione Fiom del 18 ottobre”, mi sembra una decisione giusta.
        Se noi diciamo, “è una balla”, punto e basta. E’ un atteggiamento sbagliato e non è colpa dei dirigenti.
        Se noi diciamo “bene vediamo come si può fare ad organizzare la partecipazione nel nostro circolo o nella nostra federazione” faremo una cosa ben fatta. Altrimenti, in questo specifico caso, non sarà colpa dei dirigenti, ma probabilmente di una sconfitta politica e culturale che ci portiamo ancora dietro, causata, nella gran parte dai dirigenti susseguitisi, ma non solo. Tutto qui.

      • Non si mettono insieme perché non dicono proprio le stesse cose. Il CRFI in Argentina è in coalizione, ma con altri trotzkisti, non con socialisti del XXI secolo.

    • IL CAPO DEI BABBA
      E’ colpa sia dei dirigenti che dei militanti, perché i dirigenti vengono votati dai militanti, e se i dirigenti sono sempre le stesse persone che ci hanno portato alla rovina, sarà anche un po’ colpa nostra. Siamo arrivati ad un punto, che iniziò già più di dieci anni fa, che se tu eri o sei comunista, quindi voti comunista, partecipi alle lotte dei lavoratori, dai importanza alla diffusione e conoscenza della Resistenza e della Costituzione (partecipando ai vari 25 aprile, 2 giugno), ti impegnavi a fare propaganda per gli iscritti ai vari partiti comunisti locali (Rif. Co., PdCI),ma ti azzardavi solo un po a criticare il tema dell’immigrazione, come succede tuttora, venivi e vieni accusato di essere un fascista o addirittura un nazista.Riflettete sinceramente se secondo voi possiamo andare avanti così, se cioè possiamo rimanere con gli occhi chiusi davanti a queste invasioni da mille immigrati e clandestini a settimana. Dove li mettiamo? E’ razzismo? No, è semplicemente geografia. Riusciamo a trascinare, di oltre 150000 negri che sono entrati quest’anno, almeno 20000 alle lotte che fanno i lavoratori italiani che perdono il lavoro, che stanno in cassa integrazione, che lottano per l’art. 18, o alle manifestazioni in Val di Susa? No, allora vuol dire che dobbiamo cambiare strategia. Io molte altre volte su questo sito mi sento dire “proletari di tutti i paesi unitevi”. Perché i nostri dirigenti, da Ferrero, a Russo Spena, a Diliberto, non vanno nei Centri di Accoglienza a dire a questi clandestini o a questi rifugiati politici di partecipare alle lotte dei lavoratori, contro la NATO e gli USA (mi sento dire sempre che essi fuggono, a ragione dall’imperialismo), ad iscriversi ai partiti comunisti, a partecipare alle manifestazioni sulla Resistenza e sulla Costituzione. Proletari di tutti paesi unitevi. Intanto però guardate quanto sono vuoti i finti difensori dei proletari in Italia.

  5. Contraddittorio una forza comunista in un contenitore che si limita ad essere solo antiliberista,l’unità dei comunisti deve precedere qualunque aggregazione-cartello elettorale, singolare e preoccupante che non si dica che nessuna alleanza è possibile con il PD,a nessun livello. Senza questo discrimine tutte le belle parole sulla Rifondazione Comunista sono solo specchietto per coprire la solita sudditanza ed il solito mercatino del ceto politico che inquina il PRC

    • il compito del PRC non è inseguire tutte le scissioni e sette ma lavorare per l’unità con chi condivide lotte e obiettivi. ci sono compagni antiliberisti che sono nei fatti molto più comunisti di super-comunisti che si alleano sempre col pd o di ultra-comunisti che non si metterebbero d’accordo neanche con Marx e Lenin.

  6. Come ha gia scritto qualche Compagno poc’anzi , a mio giudizio bisogna ripartire da zero , mollando immediatamente le giunte Comunali e Regionali dove vivacchiamo in coabitazione con partiti di destra come il PD.
    Non ci si deve alleare con chi propugna la guerra , azzera i diritti dei lavoratori e dei cittadini tutti negando loro la possibilità di essere rappresentati in parlamento , grazie alla legge-truffa.
    Il PD ha terminato la sua trasformazione genetica e deve essere combattuto e sconfitto con ogni mezzo democratico a disposizione.
    Non bisogna aver paura dell’irrilevanza politica , ma avere il coraggio delle proprie idee.
    Prendiamo esempio dai Compagni minatori del Donbass , che fronteggiano i nazisti a mani nude come hanno fatto i loro padri e i loro nonni.

    Le persone cambiano idea in fretta ; non crediate che Renzi sia infinito!
    Gli elettori di Sinistra lo abbandoneranno quando si accorgeranno del bidone ; gli rimarranno solo gli elettori di mezza Forza Italia , i più pecoroni bisognosi di una guida giovane e sorridente che dice bischerate come il Berlusca.
    Si possono aprire praterie a Sinistra.
    Teniamoci pronti e sù la testa!

  7. Quanti proclami……il partito ormai è liquefatto e irrilevante…..perchè i quattro gatti rimasti in periferia sono intruppati, im modo irrilevante, in amministrazioni locali che definire di centro è un essere buoni e comprensivi.

    • nel 90% dei casi ci siamo presentati negli ultimi anni in alternativa al PD. non mi pare che questo abbia reso di per sè il partito più forte. il che non implica che sia stato sbagliato ma dire che la rottura col PD nei comuni o nelle regioni sia la panacea di tutti i mali è una fesseria. Magari!

      • Il partito si è nascosto con varie sigle… tipo “L’altro Piemonte” con tanti candidati di Rifondazione e pochi provenienti da altre realtà. In Piemonte il PdCI non ha presentato la lista… era così difficile provare ad accoglierli con noi? Chiamparino gli aveva detto di NO! e loro potevano quindi essere interessati. Certo bisognava concordare il candidato: abbiamo scelto un ragazzo sconosciuto senza i soldi per farlo conoscere: poteva essere un buon candidato in un altro frangente… dobbiamo presentarci o soli (e allora con falce martello) o in compagnia (e allora il simbolo si decide insieme).

  8. Luca Casartelli

    Ripropongo il mio commento che è ancora “awaiting moderation” , forse per la presenza di un link ..

    A parte tutta la lunga analisi socio-politico-economica, che è nel dna comunista .. analisi analisi analisi .. tesi tesi tesi .. teorie teorie teorie .. tante parole per dire cosa poi?..
    Vorrei capire e che qualcuno mi spiegasse perché si fa un documento nazionale dal titolo “COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO RENZI ..”
    e poi si fanno alleanze con il PD ovunque possibile,
    vedi la città metropolitana di Milano, dove il PRC è con SEL+MILANO CIVICA + PD
    (vedi milano.corriere.it, ma anche il sito di rifondazione milano)

    Ma noi continuiamo con le analisi….
    E tsipras va dal papa .. ma è un altro discorso.

    • Ovunque possibile? A me pare che siano una netta minoranza. Se invece di pontificare cercassi di studiare e leggere, vedresti che la realtà è diversa da quanto dici.

      • Luca Casartelli

        Pontificare?
        No grazie. I papi te li lascio volentieri.
        Non ti piace l’ovunque possibile?
        Come vuoi.
        Non so di dove tu sia, ma in Lombardia è così. Nella mia zona di sicuro.

        E cmq non mi hai detto nulla in merito a cosa pensi dell’alleanza a Milano… ma hai letto solo ciò che volevi leggere.

        • in Lombardia alle ultime regionali ci siamo presentati da soli. a Milano no per ovvi motivi: il candidato di sinistra da noi sostenuto Pisapia ha vinto le primarie e quindi facciamo parte della coalizione di governo della città.

          • Luca Casartelli

            Alle regionali del 2013 ci si è presentati sotto il nome di “Etico a Sinistra” ..
            che cmq ha sostenuto il candidato Ambrosoli unitamente a : PD, Patto Civico, Sel, Centro Popolare Lombardo, Idv, PSI.

            Comprendo bene che si voglia “contare”. E ci stà. Anche se io lo farei in altro modo … cmq ci stà.
            Ciò che contesto è dire una cosa e farne un’altra.

            E cmq .. per la città metropolitana, siamo ancora con Sel e PD.

            Se lo scopo è “avere un ns uomo nelle stanze che contano” .. “avere visibilità” …”poter eleggere qualcuno per poter campare economicamente” .. (sono risposte che ho ricevuto da diverse parte da compagni/e ..)
            perché non si molla tutto e si confluisce nel PD direttamente e poi si cerca di spostare il suo asse a sinistra (un po’ quello che vuole sempre fare SEL)?

            Io vorrei vedere un partito che ha il coraggio di presentarsi da solo, unendo tutte le anime “comuniste” ma con anime omologhe. E che corra dei rischi.
            Tirare a campare così è deleterio.
            Fa vedere alle persone la voglia di cadreghismo.. certo avremo un ns uomo nella città metropolitana .. e poi?
            E’ grazie a questo che esistiamo?
            Allora non ci siamo.
            Esistiamo per quello in cui crediamo, come lo facciamo, dove lo facciamo …

            Ma forse ho una idea diversa.
            Ne prendo atto.

  9. Buon documento. Prendiamo atto. Però dipenderà molto anche dal partito in toto, non solo del gruppo dirigente nazionale.
    Sarebbe bene convincerci di una cosa: il partito comunista (in quanto tale anticapitalista) è necessario e deve rafforzarsi. Ma è altrettanto vero che oggi nel vasto spazio (anche se pulviscolare) potenziale a sinistra i comunisti sono netta minoranza.
    Quindi rafforzare il Prc e rafforzare e organizzare lo spazio a sinistra. Questo, credo, è lo stato delle cose.

  10. Luca Casartelli

    A parte tutta la lunga analisi socio-politico-economica, che è nel dna comunista .. analisi analisi analisi .. tesi tesi tesi .. teorie teorie teorie .. tante parole per dire cosa poi?..

    Vorrei capire e che qualcuno mi spiegasse perché si fa un documento nazionale dal titolo “COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO RENZI ..”
    e poi si fanno alleanze con il PD ovunque possibile,
    vedi la città metropolitana di Milano, dove il PRC è con SEL+MILANO CIVICA + PD (http://milano.corriere.it/notizie/politica/14_settembre_08/citta-metropolitana-presentate-cinque-liste-il-consiglio-ca45cf26-3750-11e4-bcc9-7c497bbfce5d.shtml)

    Ma noi continuiamo con le analisi….
    E tsipras va dal papa .. ma è un altro discorso.

  11. Luca Casartelli

    A parte tutta la lunga analisi socio-politico-economica, che è nel dna comunista .. analisi analisi analisi .. tesi tesi tesi .. teorie teorie teorie .. tante parole per dire cosa poi?..

    Vorrei capire e che qualcuno mi spiegasse perché si fa un documento nazionale dal titolo “COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO RENZI ..”
    e poi si fanno alleanze con il PD ovunque possibile,
    vedi la città metropolitana di Milano, dove il PRC è con SEL+MILANO CIVICA + PD (http://milano.corriere.it/notizie/politica/14_settembre_08/citta-metropolitana-presentate-cinque-liste-il-consiglio-ca45cf26-3750-11e4-bcc9-7c497bbfce5d.shtml)

    Ma noi continuiamo con le analisi….
    E tsipras va dal papa .. ma è un altro discorso.

  12. -Condivido molti commenti ( non tutti ) in particolare quelli che chiedono
    l’unità dei COMUNISTI,attenti, COMUNISTI ( non falsi o minestroni, questi
    nel tempo han portato al PD/RENZI), però non ho sentito nessuno dire alla
    direzione di P.R.C che non sono adatti per un partito di LOTTA, forse sono
    intellettuali, forse politologhi, forse nostalgici di quando erano al governo, forse, forse ????? ma non parlano chiaro ai LAVORATORI ( meglio ai POVERI )
    e probabilmente diverse organizzazioni provinciali preferiscono far politica
    all’internom delle stanze e questo assomiglia molto alle associazioni culturali
    che ad un partito di MASSA

    • faccio notare che ci sono tanti compagni e compagne che con noi stanno facendo la lista Tsipras che, oltre a essere attivi nei movimenti e nelle lotte, sono d’accordo con noi su lotte e obiettivi concreti ma non si definiscono comunisti. Però sono d’accordo con noi soprattutto sull’elemento essenziale in questa fase: l’essere indipendenti e alternativi rispetto al PD.
      Invece ci sono super-comunisti come quelli del PdCI che sistematicamente si alleano col PD e hanno rotto la Federazione della Sinistra negli anni recenti per tentare di essere arruolati nel centrosinistra.
      Ci sono poi altri super-comunisti che non si uniscono neanche con se stessi perché hanno dato vita a micro-partiti che si ritengono depositari del vero comunismo.
      Non è colpa di chi è rimasto in Rifondazione se ci son state tutte queste scissioni che son servite solo a indebolire l’unica organizzazione comunista di qualche consistenza.

  13. Nelle MARCHE ,SI STA PREPARANDO LA ” SINISTRA UNITA ” composta tra = p.r.c +pdci +sel + lista tsipras +AREA CGIL -FIOM . E’ TUTTO DA VEDERE E DA DECIDERE ,MI AUGURO DI SI ,…E SPERO NIENTE ALLEANZE CON PD-SPACCA.

  14. IL P.R.C. ,DEVE RIPRENDERSI TUTTO CIO’ CHE HA PERSO ,E RIALLACCIARE I RAPPORTI CON IL PC.L , E STACCARSI DALLE GIUNTE CON IL PD E PERSONAGGI SINISTROIDI DELLA SEL FILO- PD ANTICOMUNISTA. IL PRC DEVE ESSERE UN PARTITO della Rifondazione COMUNISTA/ SINISTRA EUROPEA – D’ UNITA’ PROLETARIA .E la “lista tsipras”+ CON IL PCL UN PATTO DI RESISTENZA . Iniziare da qua’

  15. fino a quando si rimarrà delle dimensioni di un movimento, non si avrà mai la forza di essere presi sul serio.
    fino a quando la sinistra sarà una costellazione di gruppuscoli, nemmeno i mass media si avvicineranno.
    bisogna superare le differenze e unire tutti i gruppi, tra cui r.c.
    così come si è non si è credibili.
    e si rimarrà delle virgole percentuali.

    • “”La nostra azione politica è finalizzata a rompere la passività sociale e a costruire concretamente il conflitto di classe nel paese”".Questo è parlare chiaro e NON con lingua biforcuta come direbbe qualche indiano della riserva. Diciamo che “sarebbe” parlare chiaro visto che il concetto appena accennato viene superato da più complesse ed articolate questioni che attengono all’universo mondo di un Partito. Cosa ci volete fare..- Soffermarsi un attimo su come attuare praticamente “una azione politica finalizzata a rompere la passività ..” e quant’altro, sarà forse specificato in qualche allegato che sicuramente avremo modo di leggere nelle prossime ore (si spera). Rimane , intanto, l’elenco dei buoni propositi del PRC (o di quello che è rimasto come argutamente fa notare Emanuele) perché se tanto mi da tanto è probabile una ennesima levata di scudi con le braccia di altri.. – NO! Non ci siamo.

      • Gia’, proprio cosi’, resta l’elenco dei buoni propositi, sempre ben declinati sulla carta, mai una volta nella pratica. Bye.

        • Rifondazione lavora per costruire una Syriza/Izquierda Unida italiana. Mi pare che lo stia facendo con convinzione. quale sarebbe la critica?

          • IO SPERO@ RIFONDAROLO . SIMBOLO ESPLICITO DEI COMUNISTI E DELLE FORSE DI SINISTRA . SE SI PRESENTA DI NUOVO CON IL SIMBOLO DI”BARBARA SPINELLI” FARA’ LA FINE COME IL PIEMONTE 1%

          • x Mels

            In Piemonte ci siamo presentati col simbolo simile a quello delle Europee. quindi se abbiamo preso poco non è responsabilità del simbolo ma dell’isolamento in cui ci siamo trovati. Dunque costruire soggetto unitario serve.

        • “Dunque costruire un soggetto unitario serve…” non e’ una conclusione che dice molto. Infatti l’isolamento lo dobbiamo proprio alle scelte unitarie sbagliate che sono state fatte in quella regione, e che oggi rendono difficile raccogliere risultati immediati anche con progetti alternativi. A distruggere si sta poco, ma ricostruire e’ sempre una gran fatica.
          Certo, diamo merito alla presentazione di Filingeri, allora operaio in mobilita’ e promotore di comitati di lotta.
          Pero’ critichiamo chi a livello locale persegue scelte radicalmente opposte!
          Anche la giunta Sarda a quanto pare va bene nonostante proprio rifondazione dica il contrario di quella giunta.

          Poi e’ il progetto della Syriza italiana che e’ solo uno slogan. Ti invito a cercarmi anche solo una dichiarazione di Barbara Spinelli sull’articolo 18 ad esempio!
          Il problema non e’ l-unita’, ma la coerenza progettuale, e questa manca, checche’ un rifondarolo dica il contrario.

  16. Karl Marx’s political platform, outlining his beliefs about Communism.

    Stalin did not agree with many of the principals in the Communist Manifesto, so he made his own up.

    Rest in peace also you ..little and poor italian.

  17. Si può sapere quanti erano i presenti e chi ha votato a favore, contro o si è astenuto/a? Si chiama trasparenza.

  18. Dobbiamo sperare in un uscita dei civatiani dal PD, dobbiamo convincere SeL a essere cooperativa, non dobbiamo schifare il PdCI e le altre piccole liste di sinistra che si richiamano al socialismo, alla sinistra o al comunismo di qualunque matrice!

    • sel che si presenta con il pd non mi sta bene

      dobbiamo vedere cosa dicono quelli del pcl

      ci sono molti giovani che si sentono diversamente comunisti per futili motivi del prc almeno qui a reggio calabria , speriamo in un cambiamento

      • Vernaghi-sez PRC Bergamo

        se il pd si scinde, la sinistra pd, noi, e sel possiamo fare una grande sinistra !!
        SCISSIONE SCISSIONE SCISSIONE !!

    • L'Arte Del Pensiero

      La questione, non è di schifare o di come ti chiami.
      La questione è cosa vuoi fare e a favore di chi.
      I minestroni saranno anche buoni da mangiare, ma si devono mettere gli ingredienti giusti.
      Il PD ha ruote di scorta all’interno e all’esterno, lo so illudersi è bello, ti da la carica, ti aiuta a vivere a sperare.
      Ma l’esperienza ti insegna che perdere tempo è letale, non tanto per chi opera con giochetti salottieri.
      Ma lo è per le masse lavoratrici che sono letteralmente alla fame.

  19. Raffaele Piccoli

    Rilanciare il PRC ad una condizione: che il partito si faccia promotore di un percorso unitario fra comunisti, perla costruzione di un nuovo partito comunista.

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