Ordine del giorno contro il fiscal compact da presentare nei consigli comunali

Ordine del giorno contro il fiscal compact da presentare nei consigli comunali

Care compagne e cari compagni,

Vi invio copia dell’appello congiunto elaborato dalle “Rete delle Città in Comune” e da Attac Italia per riaprire una lotta di massa contro il fiscal compact e per l’abrogazione della normativa (Trattato europeo sulla “stabilità” e legge italiana di recepimento) che lo introdusse cinque anni fa.

Alla definizione di questo appello hanno lavorato molte amministratrici ed amministratori del PRC – SE o eletti in liste unitarie della sinistra alternative al PD.

Non è questa la sede per analizzare dettagliatamente i danni sociali che questa politica ultraliberista, resa ancor più drammatica dall’introduzione del “pareggio di bilancio” in Costituzione, ha creato in Italia in questi anni aumentando povertà, disoccupazione e disuguaglianze, contribuendo, in questo modo, a rendere sempre meno esigibili i diritti costituzionali sociali e sanitari ecc. delle cittadine e dei cittadini.

Su questi temi della lotta alle politiche economiche liberiste dei governi degli ultimi anni è in atto un’importante campagna politica del Partito a partire dalla lotta per le pensioni e contro la nuova legge di stabilità di cui siete sicuramente informati.

Questa battaglia per essere vinta necessita di una mobilitazione politica e sociale che costringa il Parlamento a prenderne atto, tenendo conto che l’art. 16 del Trattato Europeo Fiscal Compact prevede che, entro il 31 dicembre 2017, i Parlamenti nazionali siano chiamati a valutare l’efficacia o meno di detto accordo, prevedendo, in caso di positiva valutazione, un suo inserimento a pieno titolo nei trattati europei.

Riteniamo perciò importante presentare l’ODG che Vi allego in tutti i consigli comunali dove siamo presenti e lavorare (ovviamente eventualmente modificandolo ed arricchendolo a livello locale), costruendo iniziative di massa ed alleanze per farli discutere e, dove è possibile, approvare.

Infatti gran parte delle misure di austerità sono state in questi anni scaricate sugli enti locali, attraverso il Patto di stabilità interno, i tagli ai trasferimenti erariali, i tagli lineari delle spending review, fino a minarne la primaria funzione pubblica e sociale di ente di prossimità per i servizi ai cittadini.

Nel ringraziarVi per il Vostro impegno nella presentazione dell’Ordine del Giorno, Vi prego di dare notizia delle iniziative che farete scrivendo alla mail della rete politicaincomune@gmail.com ed anche al PRC-SE inviando una mail a direzione@rifondazione.it.

Per ogni eventuale informazione e chiarimento potete scrivermi alla mail raffaele.tecce@rifondazione.it o telefonare al 334 6603135.

Affettuosi saluti

Raffaele Tecce
responsabile Enti Locali della Segreteria nazionale del PRC-SE

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Rete delle Città in Comune & ATTAC – Italia

STOP FISCAL COMPACT

LA RETE DELLE CITTÀ IN COMUNE E ATTAC

SCRIVONO AI SINDACI

Ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali

A fine 2017, cinque anni dopo la sua approvazione, il Fiscal Compact deve essere valutato dai Parlamenti nazionali e potrebbe, in seguito a valutazione positiva, essere inserito nell’ordinamento europeo, divenendo giuridicamente superiore alla legislazione nazionale e rendendo irreversibili le politiche d’austerità.
Se dovesse essere confermato, il Fiscal Compact prevederà per il nostro Paese l’obbligo nei prossimi 20 anni a portare il rapporto debito-PIL dall’attuale 132% al 60% con un taglio annuale della spesa pubblica di 50 miliardi.

Le conseguenze sistemiche di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti: un forte aumento della povertà assoluta, della disoccupazione, dell’abbandono scolastico precoce, delle persone che devono rinunciare alle cure sanitarie, delle disuguaglianze.
Ma è negli Enti Locali che i vincoli del trattato, trasmessi dai vincoli di bilancio e dal taglio dei trasferimenti, scaricano il massimo di negatività.

Sono sempre di più i Comuni e le Regioni, privati di una vera autonomia, costretti a ridurre, anche drasticamente, servizi essenziali, ad aumentare il carico fiscale e tariffario in particolare sulle fasce a basso reddito, a svendere beni immobili, a privatizzare le aziende comunali.

Lo sanno bene i Sindaci e i Consiglieri Comunali, che a contatto diretto con la popolazione si trovano ad essere l’ultimo anello di una catena che sta imprigionando le fasce più deboli della società.

La valutazione degli effetti del Fiscal Compact non può, perciò, essere lasciata al solo Parlamento. Le comunità locali, che più hanno sofferto per questa politica, devono essere parte integrante della valutazione, prendere parola e partecipare al processo di valutazione.

Per questo ci rivolgiamo ai Sindaci e ai Consigli Comunali perché, in difesa delle popolazioni che rappresentano e del loro diritto a ricevere cure e servizi, si uniscano all’appello al Parlamento affinché l’Italia, nell’ambito di una valutazione negativa delle conseguenze del Fiscal Compact, si ritiri dal trattato, si opponga, in ogni caso, alla sua introduzione nella legislazione dell’Unione Europea e promuova un’ampia discussione per una politica economica di uscita dall’austerità.

Vi chiediamo quindi di aderire, come la Rete delle Città in Comune ha già fatto, alla petizione al Parlamento promossa da Attac Italia e altre associazioni della società civile e di approvare nei Consigli Comunali Ordini del Giorno in tal senso.

Rete delle Città in Comune – ATTAC – Italia

Ordine del giorno contro il fiscal compact da presentare nei consigli comunali

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