
V4P: CENSURA O BOICOTTAGGIO?
Pubblicato il 29 ago 2025
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di oggi, 29 agosto, inviatoci da Venice4Palestine,
Il 31 agosto alle ore 13.00 presso Isola Edipo al Lido si terrà un incontro con la rete Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS), movimento a guida palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Interverranno Eyal Sivan, regista, produttore, scrittore, israeliano antisionista, attivista, tra i coordinatori della rete BDS Francia e PACBI (in collegamento) e Jacopo Crovella, attore e attivista di BDS Italia e Artists for Palestina (in presenza).
Questo importante evento è preceduto il 30 agosto dalla manifestazione Stop al genocidio, promossa da Centri Sociali del Nord est e ANPI “7Martiri” Venezia. Venice4Palestine sostiene ovviamente entrambi gli eventi e vi partecipa con la consapevolezza che finalmente in questa Mostra al centro del dibattito, insieme ai film, ai divi, agli autori, abbiamo trovato il discorso pubblico su Gaza.
Era questo il primo auspicio che Venice4Palestine esprimeva nella lettera aperta del 22 agosto: che “si interrompesse il flusso di indifferenza” e si aprisse un “varco alla consapevolezza” intorno a quanto avviene in Palestina. Non solo, all’interno di questo confronto pubblico, sempre di più, finalmente vediamo cedere le esitazioni rispetto all’utilizzo della parola genocidio per definire la strategia militare e politica israeliana nei confronti del popolo palestinese.
Si tratta di nominare le cose per quello che sono. E a questo proposito è singolare che si parli di censura rispetto alle richieste avanzate da V4P, mentre in molte parti d’Europa il potere dei governi impedisce di scendere in piazza con i simboli della Palestina. Censura sarebbe stato piuttosto reclamare l’esclusione di un film dal festival, cosa che V4P non ha mai fatto.
V4P ha espresso l’inaccettabilità che in un momento come questo la Mostra desse la possibilità di sfilare sotto i flash dei fotografi a qualsiasi artista abbia dato supporto al genocidio, mentre a Gaza gli unici flash che brillano sono quelli delle bombe che esplodono su ospedali, delle armi di precisione dei cecchini che prendono di mira bambini inermi.
“Chi avrebbe accolto un artista serbo che sosteneva il governo genocida di Karadzic negli anni Novanta?”, si chiede provocatoriamente Tomaso Montanari.
Etnia, nazionalità e religione non c’entrano nulla con la nostra richiesta (oltretutto Butler è scozzese…). Gerard Butler e Gal Gadot hanno fornito appoggio sia finanziario che ideologico alle politiche israeliane. Perché non dovrebbero essere tenuti in considerazione i comportamenti e le opinioni di queste celebrità a cui la grande risonanza mediatica dona rilevanza e influenza, normalizzando così pulizia etnica e genocidio?
Non si tratta dunque di censura ma di boicottaggio culturale, cioè una delle forme storiche di protesta non violenta e di resistenza contro l’abuso perpetrato da un potere schiacciante e crudele.
Ce lo insegna l’esperienza del boicottaggio culturale nei confronti dell’apartheid in Sud Africa.
Sarebbe caduto quel sistema suprematista, razzista e colonialista se proprio la musica, il cinema e il teatro, la letteratura e le arti non avessero contribuito a far sì che la consapevolezza di quello che avveniva in Sud Africa penetrasse la sensibilità del pubblico mondiale, escludendo da festival e concerti artisti di fama mondiale che accettavano di esibirsi a eventi che si tenevano in quel Paese?
Anna Foa in questi giorni afferma l’urgenza e la necessità di applicare ogni forma di protesta civile non violenta, compreso il boicottaggio, per fermare l’orrore a cui si è arrivati a Gaza come in Cisgiordania. Se i Paesi non disinvestono e le sanzioni non arrivano, non rimane che un boicottaggio che parta dalla base, dai cittadini.
Come dice Francesca Mannocchi, sono mesi, anni, che si aspetta che il mondo renda effettivi i provvedimenti sanzionatori verso la politica genocida di Israele. Quanto tempo deve ancora andare sprecato?
Boicottare. Disinvestire. Sanzionare. Subito. Cosa aspettiamo? Che non ci sia più un
popolo palestinese in Palestina?
V4P
Per contatti:
Francesca Polici
(uff. stampa)
3290478786
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