Rifondazione: Piano migranti: destre contro destre e il Mediterraneo diventa un deserto

Rifondazione: Piano migranti: destre contro destre e il Mediterraneo diventa un deserto

L’anno è iniziato con il governo conservatore svedese a detenere il semestre di presidenza UE. E l’ambasciatore a Bruxelles del paese scandinavo è stato netto, “non si realizzerà un patto europeo sull’immigrazione durante questa presidenza”. Uno schiaffo sonoro elargito senza complimenti al governo Meloni che dichiarava in maniera trionfalistica come, grazie all’approccio duro della destra italiana, la questione sarebbe divenuta immediatamente prioritaria nell’agenda UE. Questo significa che il New pact on migration and asylum elaborato nel settembre 2020, dalla Commissione Europea, continuerà a restare nel cassetto. Sarà quasi impossibile vedere passi in avanti nel 2023, se ne discuterà l’anno prossimo, magari soltanto dopo le elezioni del parlamento europeo, previste in primavera.
Nel frattempo, l’ancora confuso “decreto Piantedosi”, è entrato in vigore, nessuna nave delle ong è più presente nel Mediterraneo centrale e, complice un mare calmo, l’hotspot di Lampedusa è già pieno all’inverosimile di persone giunte con mezzi propri, soprattutto dalla Tunisia.
E se anche i due Paesi con i governi più a destra della loro storia riescono a scontrarsi, per acquisire consensi, sulla vita messa a rischio di chi fugge, significa che l’anno appena iniziato porterà nuove tragedie. Anche in questa occasione l’UE dimostra di non voler assumere un proprio ruolo e di rinunciare a praticare in casa quei valori di solidarietà in maniera tanto ipocrita sbandierati quando ci si avventura in nuove guerre.
Intanto va ricordato che il cavallo di battaglia di Giorgia Meloni – il blocco navale – è scomparso nel nulla come tante altre balle.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea


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