UNIONE POPOLARE: non si rinnovi il Memorandum con la Libia

UNIONE POPOLARE: non si rinnovi il Memorandum con la Libia

Fra pochi giorni, il 2 novembre, scadrà il termine entro cui il governo dovrà decidere se rinnovare o meno il Memorandum Of Understanding stipulato con le autorità libiche nel 2017, per il contrasto all’immigrazione e che ha durata triennale. Una dichiarazione di intenti che non è mai transitata per il parlamento, con cui l’Italia si impegna ad elargire fondi, addestramento militare, alta tecnologia. In 5 anni si sono compiuti veri e propri crimini contro l’umanità di cui i governi che si sono succeduti sono direttamente responsabili. Oltre 85 mila respingimenti illegittimi, il foraggiamento a centri di detenzione dove è prassi la tortura, lo stupro, il ricatto e l’omicidio. La Libia non è considerata un “porto sicuro” in cui poter rimandare chi fugge da nessuna autorità o organismo internazionale e l’Italia dovrà prima o poi rispondere delle violenze di cui è responsabile. Per queste ragioni, uomini e donne, accomunate da profonda indignazione, stanno in questi giorni, in maniera spontanea, realizzando azioni di disobbedienza civile. Alcune di loro il 19 ottobre scorso sono riuscite ad incatenarsi davanti al parlamento e a far sentire la propria voce. UP riconosce l’alto valore politico e morale di queste azioni e fa proprie le richieste di abrogazione del Memorandum che da questi attivisti proviene. Non riponendo alcuna fiducia nel governo e in gran parte della sedicente opposizione – promotrice a suo tempo del Memorandum e oggi poco propensa a denunciare il disastro che ha causato – nell’infausta previsione che nessuno metta in discussione oggi tali patti, invita a mobilitarsi per proseguire l’opera di denuncia. Con chi tace rispetto a tali crimini, nessun dialogo sarà mai possibile.


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