Rifondazione: Afghanistan, ad un anno dal regime talebano, il fallimento dell’Occidente

Rifondazione: Afghanistan, ad un anno dal regime talebano, il fallimento dell’Occidente

Ora che gli occhi sono tutti voltati sul conflitto in Ucraina, quanto accaduto il 15 agosto di un anno fa in Afghanistan è dimenticato. Da una parte una popolazione che patisce la fame e il dispotismo imposto da un regime oscurantista, che ha come bersaglio principale le donne, dall’altra gli accordi sottobanco delle grandi potenze e di quelle regionali per poter mantenere il controllo su un Paese prezioso.

L’incontro fra esponenti di primo piano del governo Usa e i governanti dell’ Emirato afghano, che si sono tenuti in Uzbekistan, nel silenzio internazionale, con cui si sbloccavano 3, 5 mld di fondi afghani tenuti nella Federal Reserve in cambio di un atteggiamento più conciliante dei nuovi governanti ha ottenuto i primi effetti.

L’omicidio mediante drone di quello che forse era l’ultimo leader di Al Qaeda, l’erede di Osama Bin Laden, il medico 71 enne, Ayman al Zawahiri, potrebbe essere stato, secondo alcune fonti, uno “scalpo” consegnato all’amministrazione Biden come dimostrazione di buona volontà. E nulla importa se in queste giorni le donne che manifestano perché chiedono pane e diritti, vengono bastonate, imprigionate, torturate.

Molti governi, pur non avendo ufficialmente riconosciuto il regime talebano, con i suoi esponenti trattano e avviano consultazioni, con buona pace dei diritti umani. Come Rifondazione Comunista, così come abbiamo contrastato un ventennio di missioni militari internazionali che hanno unicamente distrutto il Paese, consideriamo necessari reali programmi di cooperazione con la società civile afghana, in cui alle organizzazioni umanitarie sia garantita la possibilità di offrire diretto sostegno alla popolazione e che si operi affinché un popolo oppresso da 42 anni di guerra possa finalmente trovare la pace.

E, nel frattempo, gli stessi meccanismi che hanno permesso ai profughi ucraini di entrare in Europa vanno garantiti a chi fugge dall’Afghanistan. Si garantisca il sostegno materiale tanto a chi fugge che a chi resiste.

Marco Consolo, Responsabile esteri,
Stefano Galieni, responsabile immigrazione
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea


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