Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori della Wartsila. convergere per insorgere

Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori della Wartsila. convergere per insorgere

Wartsila non arretra. A nulla è valso l’incontro tra rappresentanti della Regione Friuli-Venezia Giulia e i vertici della Wartsila-Trieste, svoltosi nel pomeriggio del 19 luglio e mirante a sospendere i licenziamenti. “Confermiamo i licenziamenti a Trieste”, ha comunicato L’azienda finlandese, ribadendo il suo piano di smantellamento di buona parte della produzione dell’impianto situato nel comune di San Dorligo della Valle/Dolina; un arroganza inaccettabile quella della multinazionale totalmente indifferente alle gravissime conseguenze occupazionali ed economiche della sua scelta. Al licenziamento di 451 operai/e si devono infatti aggiungere altre centinaia di posti di lavoro a rischio nell’indotto; un serio contraccolpo su altre aziende della zona e delle regioni vicine; ne sarà coinvolta la stessa Fincantieri che non a caso ha prospettato l’intenzione di valutare tutte le azioni di natura legale concernenti gli ordini assegnati allo stabilimento Wartsila e il piano previsto delle consegne.
Un’intera città verrebbe messa in ginocchio anche perché a questa minaccia occorre aggiungere l’annuncio di 350 licenziamenti nella Flex e una cinquantina nella ex Principe. La razza padrona mostra il suo volto peggiore: prendi i soldi (dello Stato), prendi la creatività operaia, e scappa. A poco valgono le rassicurazioni dei vertici della Wartsila di mantenere parte della produzione a Trieste: è evidente che smantellando la produzione dei “grandi motori” e portandola in Finlandia, il resto dell’attività (ricerca&Sviluppo, vendita, project management, sourcing, assistenza e formazione, secondo le parole dell’azienda) non reggerebbe che per pochi mesi e provocherebbe, in tempi rapidi, la chiusura dell’intero impianto.
Rifondazione Comunista sottolinea l’inaccettabilità delle decisioni prese dall’azienda finlandese e invita tutte le lavoratrici e i lavoratori, e l’intera cittadinanza, a mobilitarsi intorno a questa vicenda facendo sentire il proprio sostegno a una lotta che è appena cominciata e che è una lotta di civiltà contro la barbarie del cosiddetto “libero mercato” (sempre generosamente assistito dallo Stato…) Siamo con le operaie e gli operai ai presidi davanti ai cancelli della fabbrica; saremo alla manifestazione promossa dai sindacati giovedì 21 luglio a partire dalle 15.15 davanti alla Prefettura, in Piazza Unità a Trieste proprio in concomitanza con l’audizione della X Commissione del Senato (Economia) presso la Prefettura di Trieste in cui verranno ascoltate, alle 15.40, le Confederazioni territoriali – CGIL / CISL / UIL – sulla situazione occupazionale del territorio.
Il nostro impegno a sostegno di questa lotta vedrà un altro importante momento nell’incontro della deputata di ManifestA – Rifondazione Comunista – Potere al popolo Yana Ehm con le lavoratrici, i lavoratori e i rappresentanti sindacali della Wartsila che si svolgerà venerdì 22.
Seguiamo l’esempio di Trieste: convergiamo e insorgiamo!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Gianluca Paciucci, segretario della federazione di Trieste
Partito della Rifondazione Comunista/ Sinistra Europea


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