Con i familiari delle vittime di Covid, in parlamento per una vera Commissione di inchiesta

Con i familiari delle vittime di Covid, in parlamento per una vera Commissione di inchiesta

Gentile redazione, cara/o collega

segnalo un’iniziativa che spero riceva attenzione.

Martedì 9 novembre, alle ore 12, porteremo a Montecitorio le pettorine dei familiari delle vittime di covid.
Sulle pettorine c’è scritto VOGLIAMO UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA.

ANTEFATTO
Lo scorso 2 novembre ho partecipato a Roma al presidio dei familiari delle vittime di covid arrivati da Bergamo e da altre città, non solo lombarde ma di tutta Italia. La delegazione rappresentava 600 familiari che hanno intrapreso una causa civile al tribunale di Roma e che in parte ha depositato esposti alla Procura di Bergamo ed era accompagnata da due dei legali del team che li assiste, Consuelo Locati e Luca Berni.

I familiari volevano fare una “commemorazione pacifica e silenziosa nel giorno dedicato ai morti” davanti a Montecitorio per tornare a rivendicare UNA VERA COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLA GESTIONE DELLA PANDEMIA in Italia.
Volevano andare in Piazza Montecitorio, scrivevano, “perché proprio quello è simbolicamente il luogo in cui le istituzioni stanno dimostrando di non volersi assumere la responsabilità di indagare sui motivi che hanno portato a contare un numero di vittime così elevato”.
Perché sottolineano il fatto che la commissione sia VERA?
Perché si è arrivati al paradosso della proposta di fare una commissione che indagasse sul virus in Cina ma non su quel che è accaduto in Italia fissando al 30 gennaio 2020 (cioè prima dell’emergenza Covid in Italia) la data limite oltre la quale non “inchiestare”.
I familiari dunque volevano fare “una manifestazione simbolica davanti a quel luogo in cui, almeno fino ad oggi, non si è ritenuto di istituire una commissione di inchiesta a 360 gradi, come è avvenuto in altri Paesi, senza limitazioni di tempo e luogo come alcuni emendamenti TRASVERSALI hanno tentato di porre, evidentemente nel tentativo di nascondere ogni eventuale responsabilità”.
È evidente che né centrosinistra né centro destra (né Lega né Pd in particolare) vogliono la commissione perché la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità della Regione Lombardia o del governo Conte2 crea problemi a entrambi gli schieramenti.
COSA È SUCCESSO IL 2 NOVEMBRE?
Il Questore di Roma ha negato ai familiari il permesso per Piazza Montecitorio e li ha dirottati lontano dalla Camera dei Deputati in piazza Santi Apostoli.
CHE FARE?
Quando ho incontrati legali e familiari il 2 novembre ho chiesto loro di darmi un pacco delle loro pettorine e ho detto loro che con altri ex-parlamentari di Rifondazione Comunista le avrei indossate a Montecitorio (gli ex-parlamentari hanno accesso alla Camera).
Ezio Locatelli e Giovanni Russo Spena e altri ex-parlamentari di Rifondazione hanno immediatamente aderito all’iniziativa che è aperta all’adesione ovviamente di parlamentari in carica,

Dopo un post sulla mia pagina facebook hanno aderito parlamentari del gruppo misto, di Sinistra Italiana, di ‘L’alternativa c’è’: Paola Nugnes, Yana Ehm, Simona Suriano, Virginia La Mura, Doriana Sarli, Gregorio de Falco, Elena Fattori, Andrea Colletti, Luisa Angrisani, Mattia Crucioli, Andrea Vallascas, Pino Cabras, Emanuela Corda, Leda Volpi. Confidiamo in altre adesioni e nella partecipazione di altri parlamentari e ex.
Chiedere verità e giustizia è un dovere che riguarda tutte/i.

Martedì 9 novembre, ore 12, appuntamento davanti a Montecitorio. Indosseremo le pettorine e le distribuiremo insieme all’appello dei familiari su cui hanno raccolto più di 10.000 firme: https://bit.ly/31A2MFK.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

In allegato la foto della pettorina che indosseremo

Per ulteriori informazioni, Ufficio stampa PRC-S.E. Stefano Galieni, 347 1777846

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