USA-CINA: IPOCRITA ALLARME NUCLEARE, BUE DÀ DEL CORNUTO ALL’ASINO

USA-CINA: IPOCRITA ALLARME NUCLEARE, BUE DÀ DEL CORNUTO ALL’ASINO

L’allarme lanciato dal Pentagono sulle armi nucleari cinesi conferma che gli USA proseguono sulla strada della nuova guerra fredda. Il bue dà del cornuto all’asino.
È un allarme ipocrita visto che proviene da una potenza nucleare come gli USA che ha un numero di testate enormemente superiore rispetto ai cinesi e che circonda la Cina con basi militari e flotte di navi e sommergibili nucleari.
È di questi giorni la notizia di un incidente che ha coinvolto un sommergibile nucleare occidentale nel Mar della Cina, in parallelo con l’accordo militare Aukus con l’Australia e la Gran Bretagna in funzione anticinese, mentre le provocazioni nucleari spingono a una nuova corsa agli armamenti.
Secondo un recente studio del SIPRI, gli USA hanno raggiunto livelli di spesa militare rispetto ai quali Cina e Russia impallidiscono. La spesa militare globale nel 2020 ha raggiunto 2 trilioni di dollari USA, e le spese militari degli Stati Uniti, della Russia e dei 12 Stati membri della NATO sono aumentate in modo significativo. Gli USA sono il Paese con la maggiore spesa militare, con 778 miliardi di dollari. In cima alla lista, gli Stati Uniti da soli rappresentano il 39% della spesa militare totale mondiale. Al secondo posto ci sono la Cina, 237 miliardi di dollari, e il terzo è l’India, che supera Russia tra i primi tre con una spesa di 72,9 miliardi di dollari, che è di oltre 11 miliardi di dollari in più rispetto a quest’ultima. Inoltre l’80,4% del mercato mondiale di armi e sistemi d’arma è controllato da multinazionali del blocco euro-atlantico, mentre Russia e Cina si spartiscono il rimanente 19,6%. E’ sempre il blocco euro-atlantico quello maggiormente responsabile della cosiddetta «internazionalizzazione» dell’industria bellica, cioè del coinvolgimento diretto di decine di Paesi nella filiera produttiva delle armi.
Invece di fare propaganda di guerra, gli USA e gli altri paesi NATO dovrebbero firmare il Trattato Onu per la messa al bando delle armi nucleari (TPAN) e aprire un dialogo serio con Cina e Russia.

Mentre il governo Draghi vuole abolire l’IVA nel commercio delle armi, noi chiediamo il disarmo nucleare e che il nostro paese, in applicazione dell’articolo 11 della Costituzione, firmi subito il TPAN come hanno fatto già altre decine di paesi.

Lo stesso Papa Francesco ha definito “immorale” anche solo detenere armi nucleari e chiesto, inascoltato, di ratificare TPAN.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Marco Consolo, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea





 

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