Peggio dell’Azzolina si può.

Peggio dell’Azzolina si può.

 di Loredana Fraleone*

 

Secondo il dato fornito da Cittadinanzattiva, che rileva l’esistenza di 17.000 classi con più di 25 alunni, siamo a quasi mezzo milione di studenti in condizione di affollamento. L’ipocrisia del ministro Bianchi, a parte la questione delle finestre aperte, è arrivata al punto di consentire un distanziamento inferiore a un metro. Una misura già molto insufficiente, riguardando esseri viventi che tendono a muoversi e non la distanza tra statue. Bianchi fa peggio dell’Azzolina e decreta che dove non sia possibile il distanziamento di un metro, divengono obbligatorie le mascherine, una misura che susciterebbe ilarità, se non fosse che riguarda una questione seria come la salute.

La pervicacia del governo, a non voler affrontare i problemi strutturali della Scuola, rende più probabile lo sfoltimento dei veri pollai, per rispondere alle richieste di consumatori più selettivi sulla qualità del cibo, che le classi affollate. La legge Gelmini, responsabile a suo tempo dell’aumento del numero degli alunni per classe, per effettuare imponenti tagli all’istruzione, lo elevò a 32, si agiva in nome del contenimento del debito pubblico, il mantra dei governi di centro destra e di centro sinistra, decisi a praticare le politiche d’austerità con un forte ridimensionamento del settore pubblico a favore delle privatizzazioni e mai più rimesso in discussione. Ancora oggi   per il governo Draghi e i suoi sostenitori di tutte le risme, non si parla di recuperare i numeri necessari di personale per il funzionamento dei settori pubblici, di rinnovare i contratti scaduti da anni, di eliminare le forme di precariato interno ed esterno, che vede diritti di lavoratori e lavoratrici calpestati. Si cerca anzi di demonizzarli il più possibile, in particolare il personale della scuola, forse perché è quello che ha resistito più a lungo alle politiche liberiste e continua a mostrare segni di inquietudine.

L’attacco a insegnanti e ATA, colpisce anche il diritto allo studio, come sappiamo bene, perché riguarda la condizione di una categoria, che vi è inscindibilmente legata, infatti è aumentato l’abbandono scolastico, già da prima della pandemia. Oggi si riduce ai minimi termini il tempo pieno, si fanno promesse strampalate, come quella di tutto in ordine dal primo giorno di scuola, quando si assiste ancora a una girandola d’insegnati più caotica di sempre e le classi “pollaio” continuano ad esistere con la consueta frequenza. Ci troviamo di fronte a un problema sanitario, che avrebbe dovuto indurre già da un anno la modifica del provvedimento del 2009 della Gelmini, noi fummo allora, come siamo oggi, per un numero che non superi i 20 alunni per classe, anche per ragioni didattiche. E’ sotto gli occhi di tutti che i giovani di oggi sono più esigenti, rispetto a quelli di altre epoche, rispetto all’attenzione, che sia più efficace per l’apprendimento realizzare un lavoro collettivo, che sia diffuso il bisogno di ascolto e partecipazione, segnalato anche dalle recenti ricerche psico-pedagogiche, che vi sia la necessità di seguire individualmente chi ha più bisogno di cura, tutte esigenze che richiedono un numero contenuto di alunni, per consentire un lavoro didattico adeguato. Sarebbe il momento di fare una riflessione seria su quanto le “riforme” degli ultimi 30 anni abbiano garantito l’accesso all’istruzione, sul fatto che ci troviamo non solo in Europa ma anche tra i paesi OCSE agli ultimi posti per diplomati e laureati, sul dato che aumenta l’abbandono scolastico mentre diminuisce ovunque, su un sistema di valutazione (INVALSI) nazionale costoso, inutile e dannoso, per la pretesa di indirizzare la formazione su competenze segmentate invece che su quelle conoscenze, che possono costruire intelligenze flessibili, curiose, critiche e creative, in grado di confrontarsi e adattarsi agli sviluppi di un mondo sempre più complesso e pieno di problemi.

 

Anche per tutto questo, il 20 settembre Rifondazione Comunista sarà in piazza con insegnanti, genitori e studenti, con  Priorità alla Scuola.

 

* Responsabile Scuola Università Ricerca PRC/SE





 

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