RIFONDAZIONE: LUANA D’ORAZIO E’ STATA UCCISA. E’ UNA VITTIMA DELLO SFRUTTAMENTO

RIFONDAZIONE: LUANA D’ORAZIO E’ STATA UCCISA. E’ UNA VITTIMA DELLO SFRUTTAMENTO

Luana D’orazio è stata uccisa: l’orditoio su cui lavorava andava al massimo regime e senza protezioni (perché la fotocellula di sicurezza era stata volutamente disattivata).
Lo conferma l’indagine della magistratura aggiungendo un altro tassello alle scelte criminali dell’azienda già note che hanno portato alla morte della lavoratrice: l’assenza del tutor e la manomissione del quadro elettrico che consentiva al macchinario di funzionare anche senza la saracinesca abbassata.
Fatti che si sommano alla sequela di comportamenti illegali messi in atto da moltissime aziende per aumentare la produzione mettendo a rischio l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori: mancanza di misure e dispositivi di protezione, mansioni svolte con organici inadeguati, aumento insostenibile dei ritmi, mancanza di formazione sulle norme di sicurezza.
I dati drammatici forniti periodicamente dall’Inail mostrano in modo netto che le morti e gli infortuni sul lavoro non sono fatti sporadici né frutto di negligenza o fatalità come spesso raccontano i trafiletti dei media che ospitano questi tragici eventi. Sono chiaramente l’inevitabile conseguenza di scelte volontarie figlie della logica del primato del profitto su tutto, compresa la vita delle persone.
Pesa in tutto ciò la colpevole responsabilità morale dei partiti al governo che in questi anni non solo hanno emanato leggi che hanno reso i lavoratori più deboli e ricattabili, ma hanno ridotto il personale addetto ai controlli e mantenuto leggi che garantiscono pene lievi o addirittura l’impunità a chi commette reati che determinano infortuni e morti sul lavoro.
Grida vendetta il fatto che in Italia rischia pene più pesanti un lavoratore che fa un blocco stradale che un padrone che causa la morte di un suo dipendente. Siamo al fianco della famiglia di Luana D’Orazio e di tutte le vittime dello sfruttamento del lavoro.
Basta morti sul lavoro!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Antonello Patta, responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea





 

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