La sinistra anticapitalista e i vaccini

La sinistra anticapitalista e i vaccini

di Maurizio Acerbo
Un tale scrive: come mai i comunisti e gli ambientalisti sono a favore dei vaccini? Non erano contro le multinazionali?
La risposta è semplice: siamo contro lo strapotere delle multinazionali non contro la medicina.
 
E infatti, insieme a tutte le realtà che si battono per una sanità pubblica e per tutti (da Medicina Democratica a Emergency), abbiamo promosso una campagna europea dal titolo NESSUN PROFITTO SULLA PANDEMIA #NoProfitOnPandemic chiedendo che siano sospesi i brevetti e che quindi i vaccini siano liberati dal monopolio delle multinazionali. Se non lo avete già fatto vi invito a  firmare: https://noprofitonpandemic.eu/it/
 
Dunque i comunisti si battono per l’accesso di tutti i popoli alla vaccinazione e per il diritto alla cura per tutti.
Per noi il problema non è il vaccino ma la subalternità dei governi occidentali a poche multinazionali farmaceutiche.
Di fronte alla pandemia ci indigna che l’Unione Europea ponga il veto in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio alla richiesta di India, Sud Africa e altri 100 stati di moratoria sui brevetti e trasferimento delle tecnologie.
Ci indigna il fatto che a miliardi di esseri umani sia negato l’accesso al vaccino non la presunta “dittatura sanitaria” che sarebbe stata instaurata in Italia.
Ci indigna che poche multinazionali (peraltro finanziate per la ricerca dai governi) possano fare superprofitti alzando i prezzi mentre sarebbe possibile produrre una quantità molto maggiore di vaccini a basso costo (leggi articolo).
La prima cosa che balza agli occhi leggendo sui social questo presunto anticapitalismo novax è che siano ignote le campagne internazionali che come movimenti e popoli del sud del mondo sono state condotte negli ultimi decenni. Per esempio quella per l’accesso ai farmaci antiAids che vide in prima fila Nelson Mandela. La ricordava Gino Strada in un articolo da rileggere e diffondere.  
 
La tesi che i vaccini sarebbero una trovata delle multinazionali per far quattrini e che i governi ce li imporrebbero per far guadagnare i capitalisti rientra nella categoria del “socialismo degli imbecilli” che Lenin usava per bollare l’antisemitismo.
 
A Cuba non ci sono multinazionali a vendere vaccini (anche perchè c’è il criminale bloqueo USA), ma si vaccina lo stesso la popolazione. 
Cuba si autoproduce i vaccini attraverso i propri istituti di ricerca e la propria industria farmaceutica pubblica. Non c’è business, ma ci sono i vaccini.
Noi proponiamo che anche in Italia e in Europa si sviluppi un’industria farmaceutica pubblica come a Cuba e come proponeva il mio concittadino Federico Caffè, riformista socialista e keynesiano che oggi sarebbe considerato un pericoloso estremista.
 
Il fatto che i vaccini siano prodotti da imprese capitalistiche non implica che non servono. In una società capitalistica quasi tutte le merci sono prodotte da imprese private. Ma questo non implica che non siano utili (per dirla con Marx che non abbiano un valore d’uso). Noi pensiamo che i farmaci e la sanità (e tante altre cose e servizi) dovrebbero essere sottratti alla logica del “mercato” e del profitto ma questo non implica che dobbiamo rinunciare alle cure o ai vaccini.
Da sempre critichiamo il ruolo di Big Pharma nel condizionare negativamente le politiche sanitarie pubbliche. Ma una cosa è la lotta su basi scientifiche che si conduce contro la lobby dell’industria farmaceutica (o della sanità privata) e altra il rifiuto di vaccini o farmaci sulla base di teorie complottiste.
Per esempio noi siamo per la medicina territoriale e la prevenzione (di cui la lotta alle nocività e all’inquinamento sono fondamentali) più che per ingozzare i cittadini di farmaci come vorrebbero multinazionali.
 
Non si tratta di avere un culto acritico della Scienza e/o della Medicina. E infatti i marxisti mettono in guardia dall’uso capitalistico della scienza o del “progresso tecnologico” da un secolo. Ma senza atteggiamenti luddisti. La posizione di Marx (e più in generale dei socialcomunisti lungo due secoli) verso la scienza e la tecnica non era certo quella di Heidegger.
Il sapere scientifico e tecnologico per le/i comuniste/i (ma fortunatamente non solo per noi) va messo al servizio del benessere dell’umanità intera e non del profitto di pochi. E da quando abbiamo consapevolezza ecologica ci poniamo la questione di superare quella che Marx definiva “frattura metabolica” nel ricambio organico tra società umane e natura.
Scienziati e ecologisti hanno messo in luce come le pandemie come quella del maledetto covid hanno origini in un modello capitalistico di aggressione dell’ambiente naturale e nelle modalità con cui allevamenti e agrobusiness si sono sviluppati su scala mondiale.
E’ ovvio che per noi, comunisti e/o ambientalisti, bisogna andare alla radice di questi processi ma questo non implica che nel frattempo non si sviluppino politiche sanitarie pubbliche antipandemiche per proteggere le popolazioni.
 
Per questo abbiamo sostenuto non solo le vaccinazioni ma anche le misure di restrizione e tracciamento che sono indispensabili per affrontare una pandemia.
Non crediamo in una visione della libertà propria del neoliberismo. Margareth Thatcher sosteneva che “la società non esiste”. I suoi nipotini trumpiani sono scesi in piazza contro mascherine e chiusure con cartelli con sopra scritto “distanziamento sociale è comunismo” (un gran bel complimento per noi comuniste/i!).
Michel Foucault, citato da Marco D’Eramo nel suo libro Dominio (Feltrinelli, 2021), parlava di “stato-fobia” dei neoliberisti.
In questa visione paranoica che vede il panopticon e il leviatano nelle misure di prevenzione sanitarie dentro un’emergenza pandemica – che ha contagiato filosofi “di sinistra” come Agamben* forse perchè più heidegerriano che marxiano – si intravede un’ideologia del rifiuto del ruolo del pubblico che è stata utilizzata abbondantemente per creare consenso intorno alle politiche di saccheggio e privatizzazione del capitalismo neoliberista.
Sinceramente preoccupa il contrario. Mentre grandi corporations sanno tutto di noi, usano e vendono i nostri dati, ci manipolano e condizionano, i nostri stati non sono stati in grado di fare un capillare tracciamento e non avevano neanche aggiornato il piano antipandemico.
 
 
Per approfondimenti:
 
Sulla storia dei vaccini e del relativo scetticismo consiglio questo saggio di Critica Marxista:
 
* Agamben, che cazzo dici?* Come la filosofia ha fallito con la pandemia
 
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ FAQ SU COVID E VACCINI
https://www.iss.it/covid19-faq




 

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