Si al reddito di cittadinanza universale, no al lavoro povero

Si al reddito di cittadinanza universale, no al lavoro povero

Antonello Patta*

Oggi, 22 giugno 2021, il sole 24 ore e Salvini spiegano magistralmente il reddito di cittadinanza come strumento per fornire alle aziende lavoro precario a basso costo. Il giornalista offre l’assist ricordando come la proposta del comitato scientifico istituito dal ministro Orlando per fare il tagliano al Rdc dovrà “necessariamente comprendere il link con l’occupazione”. Il leader leghista coglie la palla al balzo per sottolineare che così com’è oggi la legge è un disincentivo al lavoro perché “ci sono tante aziende calabresi che faticano a trovare personale per la stagione estiva”. E stigmatizza quei lavoratori che invece di lavorare per 500 euro preferiscono stare a casa e prendere il reddito di cittadinanza. Non si poteva chiarire meglio l’obiettivo originario perseguito da MS5 e Lega, non realizzato anche a causa del covid, di legare il “sussidio” all’accettazione obbligatoria di lavori anche intermittenti e poco dignitosi. E’ il tentativo di attuare fino in fondo anche in Italia un sistema di workfare che, come si vede nel bel film di Ken Loach “Io Daniel Blake”, esprime la morale autoritaria del capitalismo contemporaneo che pretende di educare i lavoratori a meritare i diritti sociali bollando come parassiti quanti si rifiutano di accettare lavori poveri, precari e malpagati. Un sistema che, come ricorda Roberto Ciccarelli, nei paesi in cui è attivo da anni ha prodotto la “trappola della povertà” che imprigiona le persone in un “circolo vizioso di bisogni non soddisfatti, carenza di proposte serie di lavoro e indebitamento”.

Occorre contrastare con forza  il tentativo dei partiti di governo di  emanare norme che legando  il   “reddito di cittadinanza”  alle cosiddette politiche attive del lavoro   lo trasformano in un sussidio funzionale  all’ulteriore estensione di un mercato del lavoro  senza tutele e diritti e del fenomeno dei lavoratori poveri.

Battersi per un vero reddito di cittadinanza universale senza vincoli di sorta è il modo migliore per affiancare le lotte contro tutte le forme di precarietà, per l’introduzione di un salario minimo legale in linea col dettato costituzionale, per restituire valore al lavoro e dignità ai lavoratori.

*Resp lavoro Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

 

 





 

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