Lamorgese non ferma i soccorsi in mare ma sequestra le navi che lo fanno

Lamorgese non ferma i soccorsi in mare ma sequestra le navi che lo fanno

Almeno Salvini urlava ai quattro venti che lui i porti li chiudeva, fermando poi per settimane le navi delle Ong, le uniche che ormai cercano di portare soccorso a chi fugge dalla Libia, in assenza di mezzi UE e italiani. Salvini fermava anche le navi della marina militare e per questo è oggi sottoposto a diversi processi per sequestro plurimo di persona. Si sta difendendo nelle aule dei tribunali dichiarando che i governi successivi hanno di fatto attuato le stesse normative. Se non ha ragione dal punto di vista processuale lo ha dal punto di vista politico. Nel governo Conte 2 e poi in quello Draghi, la stessa ministra dell’Interno, anche non considerando i pareri delle procure, fa disporre il sequestro cautelativo delle navi che prestano soccorso, utilizzando norme alquanto dubbie e comunque non valide per le imbarcazioni che non battono bandiera italiana. L’ultima in ordine di tempo ad essere fermata è stata la Sea Watch 3 il cui sequestro, sospeso dalla procura di Palermo è stato invece confermato dalla Capitaneria di porto. La ragione: “avevano soccorso un numero di persone superiore a quelle che la nave poteva contenere” “le scialuppe non erano in regola”, c’era “versamento di carburante”. L’equipaggio della Sea Watch doveva decidere di salvare alcuni e far morire quelli che erano di troppo? Sommersi o salvati? Toni diversi ma stesse porcherie nel Mediterraneo Centrale, c’è da augurarsi che Salvini sia solo il primo a rispondere penalmente di ordini così scellerati

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Stefano Galieni, resp. nazionale immigrazione PRC-S.E.

seawatch22





 

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