Il FMI legge Marx ma non impara

Il FMI legge Marx ma non impara

Sia pure in termini impliciti e semplificati, anche il Fondo Monetario Internazionale ormai avalla la legge di tendenza di Marx sulla centralizzazione dei capitali. In un recente rapporto FMI firmato anche dalla direttrice Kristalina Georgieva, si legge che la crisi porterà un’onda di fallimenti destinata a mettere fuori gioco le imprese minori e a rafforzare il potere monopolistico dei giganti del mercato, con effetti disastrosi per consumatori e lavoratori. “Che fare” dinanzi a questa tendenza? La soluzione logica sarebbe l’esproprio dei monopolisti. Ma la ricetta del FMI resta la solita di sempre: un po’ di multe e reprimende ai giganti del mercato da parte dell’anti-trust per cercare di ripristinare la libera concorrenza, una politica che John Kenneth Galbraith definiva futile già negli anni ’60. A quanto pare, il vento potente della centralizzazione capitalistica continuerà a soffiare indisturbato. Come ogni venerdì su RAI radio uno, il commento dell’economista Emiliano Brancaccio dell’Università del Sannio.

fmi





 

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