Con la giustizia giusta e non con l’inquisizione spettacolarizzata

Con la giustizia giusta e non con l’inquisizione spettacolarizzata

Il PRC/SE esprime sgomento per le dichiarazioni del procuratore calabrese Nicola Gratteri, pubblicate il 22 gennaio sul Corriere della Sera. Il dr. Gratteri non solo non dà conto dell’insussistenza, persino dell’abnormità, della richiesta di misure cautelari, puntualmente rigettate da Giudici, ma, addirittura, allude al fatto che siano collusi i magistrati giudicanti non abbeverarsi al suo verbo.

Scriveva giustamente l’esecutivo nazionale di Magistratura democratica che il PM debba agire “nella consapevolezza della necessaria relatività delle ricostruzioni accusatorie, della necessità di verificarle nel contraddittorio, e del ruolo del giudice terzo e indipendente” e ieri un altro valente ex-magistrato, Vladimiro Zagrebelsky ribadiva come la cultura del sospetto, alla Gratteri, porti alla mortificazione del principio costituzionale del giusto processo.

Giusto processo che non si compie nella giustizia spettacolo né si attua attraverso le redazioni dei giornali.

Rispetto a questi magistrati dell’inquisizione, noi stiamo dall’altra parte della barricata, da quella del diritto e delle garanzie coniugate al conflitto contro le borghesie mafiose e ai loro mostruosi proventi. Conflitto che, tuttavia, non si compie con l’abuso del carcere preventivo, ma con un nuovo intervento pubblico sull’economia e con un sistema di welfare più capillare.

Giovanni Russo Spena, responsabile area Democrazia e diritti
Gianluca Schiavon, responsabile giustizia PRC-S.E.





 

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