“Sanità pubblica massacrata dai tagli e ruberie”. Intervista a Maurizio Acerbo

“Sanità pubblica massacrata dai tagli e ruberie”. Intervista a Maurizio Acerbo

“Sanità pubblica massacrata dai tagli e ruberie” Intervista a Maurizio Acerbo Segretario di Rifondazione Comunista

di Marino Spada -

Maurizio Acerbo, come si sta a casa dopo un lungo periodo di degenza in ospedale vissuto nella lotta, talvolta impari, con il male del secolo?

Quando si è scampato un pericolo si tira un sospiro di sollievo e si assapora ancora di più il valore della vita. La mia degenza non è stata particolarmente drammatica perchè sono stato ricoverato il 17 settembre quando i reparti erano semivuoti e noi pazienti abbiamo ricevuto ogni possibile attenzione. Ora la situazione è diversa perchè molte persone non trovano posto e magari si aggravano a casa in assenza di adeguata assistenza domiciliare.

E’ vero che lei è stato curato con un farmaco speciale di cui possono godere solo nomi eccellenti come Berlusconi, Briatore , Trump etc?

No, io ho ricevuto le terapie disponibili per tutti i pazienti covid negli ospedali abruzzesi. A Berlusconi è stato dato il Remdesivir e altro che in quel momento non era più disponibile in tutti gli ospedali perchè gli Usa ne hanno fatto incetta. Trump ha ricevuto cure da un milione di dollari e fa il superman alla faccia di milioni di americani a cui è negata persino l’assistenza sanitaria.

L’informazione quotidiana ci offre numeri da brivido: dai contagi ai decessi, dalle terapie intensive al collasso al numero sempre più esiguo del personale. Qual è, visto da dentro, lo stato di salute in cui versa la macchina sanitaria?

La sanità pubblica è stata massacrata dai tagli che hanno chiamato piani di risanamento che si sono aggiunti agli effetti di anni di ruberie e clientele. Si è fatto di tutto per ridurre il peso della sanità pubblica per aprire un mercato ai privati. Un disastro a cui posso dire con orgoglio che Rifondazione Comunista per tanti anni è stato l’unico partito che si è opposto. 37 miliardi di tagli gridano vendetta, ma anche norme sbagliate come quelle che consegnano le Asl a manager monocratici nominati dalle giunte regionali. Tagli, privatizzazione, aziendalizzazione e regionalizzazione hanno prodotto danni enormi.

Oltre ai medici, nei nosocomi ci sono numerosi giovani che operano all’interno delle strutture sanitarie, non solo in Abruzzo, che vengono attinti dalle agenzie interinali. Le sembra una soluzione adeguata per tamponare la grave crisi di risorse umane?

E’ una vergogna che ho denunciato dal primo momento. Tutti gli infermieri e gli oss che mi hanno assistito nel reparto covid di Pescara erano “interinali” e precari sono pure quelli che fanno le pulizie. Un sistema indegno che meriterebbe rivolte urbane in ogni città come in Francia. Perchè consentire a delle agenzie di caporalato legalizzato di guadagnare sull’intemediazione di manodopera che fino alle pseudoriforme degli ultimi venti anni era vietata per legge? Bisogna fare le assunzioni e i contratti a tempo indeterminato con concorsi. Sono giovani che hanno studiato, preso una laurea e rischiano la salute ogni giorno nei reparti. Vanno anche reinternalizzati tutti i servizi della Asl. Perchè le pulizie le deve fare uan ditta esterna? Per consentire a politici di dare i nomi di chi chiamare e a loro di guadagnare sul lavoro altrui? Persino la sterilizzazione dei bisturi in molte Asl è esternalizzata. Un sistema assurdo. I lavoratori non possono essere usa e getta.

La Sanità ha avuto negli anni un drastico taglio da parte dei vari governi che si sono succeduti nel tempo. Pensa che l’accesso al MES possa dare linfa alla ripresa degli
investimenti in questa direzione?

Quelli che propongono il Mes sono gli stessi che hanno fatto i tagli che venivano raccomandati nelle letterine della Bce e della Commissione Europea. Serve che la Banca Centrale Europea, come prima facevano le banche centrali nazionali, finanzi direttamente gli stati. La costruzione europea è stata fatta con un’ottica che favoriva il grande capitale e una visione neoliberista. Ricattare gli stati col debito per spingere alla privatizzazione e la classe lavoratrice ad accettare bassi salari e precarietà. E’ un modello fallimentare che ha prodotto il declino del nostro paese. Ora che serve a lor signori sta avvenendo una svolta e la BCE sta comprando i titoli del debito pubblico tenendo bassi i tassi. Se l’avesse fatto negli ultimi venti anni saremmo in un’altra situazione.

All’emergenza sanitaria consegue una grande crisi economica che stiamo vivendo i cui risvolti sono a dir poco catastrofici. Qual è la ricetta per guarire la piccola impresa?

Tutti i settori colpiti dalla crisi vanno sostenuti evitando guerre tra “poveri”. Tutte le imprese che hanno avuto cali di fatturato a seguito delle restrizioni devono ricevere aiuto. A partire dagli artigiani che ora sono esclusi. E dato che dovremo far ripartire il mercato interno va garantito un reddito a tutti coloro che sono rimasti senza lavoro. E’ vergognoso che per esempio le partite iva se rimangono a casa in quarantena non ricevano un sussidio.

In più occasioni ha criticato la gestione della seconda fase pandemica sostenendo che andavano prese misure più dure. Una nuova chiusura totale?

Per quanto mi riguarda penso che la salute venga prima di tutto. I soldi non si portano sotto terra. Considero dei criminali gli industriali che hanno premuto affinchè non ci fosse la zona rossa in provincia di Bergamo e anche peggio i politici che gli hanno obbedito. Le misure vanno assunte tenendo conto di criteri sanitari cioè va fatto ciò che è necessario per la salvaguardia della salute di tutti. Compreso chi deve essere curato per patologie diverse dal covid e non può essere assistito perchè gli ospedali sono intasati. Considero la campagna fatta dalla destra, politici e opinionisti, una follia demagogica che ora si stanno rimangiando. Marsilio fa la zona rossa. verranno Sgarbi, Salvini e Meloni a dire che è dittatura sanitaria? Sono stati legittimati comportamenti irresponsabili strizzando l’occhio ai negazionisti. Abbiamo perso tempo a discutere se mettere la mascherina era un atto di sottomissione contro la libertà o se il covid era clinicamente morto. Mentre bisognava discutere della programmazione per la seconda ondata. Trasporto pubblico, assistenza domiciliare, assunzione di personale, ecc. Ovviamente il mio giudizio è critico anche verso il governo ma la destra si è superata.

Come segretario nazionale di Rifondazione Comunista lei si sente il Robin Hood della situazione , proponendo di tassare i ricchi per sostenere chi ha bisogno?

Robin Hood era per la patrimoniale. Toglieva ai ricchi per dare ai poveri. E’ un personaggio leggendario che incarna le lotte dei proletari di allora contro i signori che sfruttavano e tartassavano il popolo. Siamo in una situazione molto simile da anni. Diminuiscono i salari, il lavoro si precarizza, aumenta la tassazione diretta e indiretta. Fate il calcolo di quanti servizi e prestazioni oggi si pagano. Però se dici che vuoi fare pagare un’aliquota di tasse più alta sui redditi alti e altissimi ti dicono che non si può fare. E si consente al capitale di andare nei paradisi fiscali e di predicarci in casa i sacrifici. La ex-Fiat e Mediaset portano la sede legale all’estero ma ci fanno la predica con i loro giornali e i loro opinionisti che nei talk show televisivi ci dicono che bisogna andare in pensione a 70 anni e che dobbiamo scordarci il posto fisso. Premesso che bisogna cambiare le regole europee e posso dirlo a voce alta perchè siamo l’unico partito che ha votato contro i trattati non si capisce perchè non si possa introdurre una patrimoniale a partire da un milione di euro con aliquote progressivamente più alte. E perchè un dirigente pubblico o privato che guadagna 300.000 euro (e quasi sempre non per particolare genio) non possa pagare aliquote più alte della massa del lavoro dipendente e autonomo. E con le risorse aiutiamo tutti a uscire dalla crisi. Non mi invitano in tv perchè dico queste cose e preferiscono che la gente se la prenda con immigrati?

ACERBO

lavocedelcerrano.com





 

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