L’Italia esiga dall’ Unione Europea la sospensione dell’Accordo di associazione con il Cile per la continua repressione violenta delle proteste sociali

L’Italia esiga dall’ Unione Europea la sospensione dell’Accordo di associazione con il Cile per la continua repressione violenta delle proteste sociali

Ad un anno dall’inizio della mobilitazione sociale in Cile, e a pochi giorni da un plebiscito che potrebbe aprire la possibilità di una nuova Costituzione, continua la repressione violenta e brutale delle proteste. L’ultimo episodio è stato quello di un ragazzo di 16 anni gettato da un ponte nel letto del fiume Mapocho dai Carabineros cileni durante una manifestazione. Le “forze dell’ordine” non hanno fornito alcun aiuto alla vittima, e inizialmente hanno negato i fatti, in un ennesimo tentative di coprire gli abusi delle “forze dell’ordine” cilene dopo la rivolta sociale iniziata nell’ottobre 2019.

Le violazioni dei diritti umani a cui assistiamo in questi giorni in Cile non sono nuove, e sono state ampiamente denunciate da organizzazioni cilene e internazionali. In queste ore si aggiungono nuove denunce penali contro il Presidente Piñera ed il Direttore Generale dei Carabineros, Mario Rozas, da parte degli organismi di difesa dei diritti umani. L’Unione Europea ha firmato negli anni scorsi un “Accordo di Associazione” con il Cile con una “clausola democratica”. Il testo prevede la sospensione dell’accordo se una delle parti non rispetta i principi democratici e i diritti umani fondamentali (Art. 1 e Art. 200). Nelle prossime settimane è previsto un negoziato per la “modernizzazione” dell’accordo. In questi giorni la UE sta discutendo se l’accesso al “fondo di recupero” (Ricovery Fund) debba essere subordinato al rispetto dello Stato di diritto, vincolo che alcuni paesi rifiutano di accettare. L’Italia e l’Unione Europea non possono ignorare il rispetto dei diritti umani e separare gli accordi commerciali e l’accesso ai loro benefici dalla protezione di questi diritti fondamentali, come fa nel vergognoso caso della Colombia. Ciò è inaccettabile.
Di fronte alla palese violazione dei diritti umani ed al mancato rispetto dello Stato di diritto da parte del governo cileno, il Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea esige la sospensione dell’ “Accordo di associazione”. Se non vuole essere complice, il governo italiano deve esigere dal responsabile della diplomazia europea, Josep Borrell, di adottare misure concrete per frenare l’uso sproporzionato della forza contro il popolo cileno.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Roma 6-10-2020

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