Rifondazione: “I decreti Salvini cambiano ma l’impronta securitaria resta”

Rifondazione: “I decreti Salvini cambiano ma l’impronta securitaria resta”

La modifica – solo Zingaretti parla di cancellazione – dei “decreti Salvini” va ora al vaglio del parlamento.
Nell’apprezzare gli elementi positivi – aumentano le possibilità di convertire in permessi di soggiorno per motivi di lavoro le altre forme di protezione, la residenza anagrafica ai richiedenti asilo. la riduzione delle multe per chi salva le persone in mare, il ripristino della legalità internazionale in materia di respingimenti – constatiamo per il resto che la paccottiglia fascioleghista non viene intaccata.

Serve di più. Servono risorse per rilanciare l’accoglienza diffusa che è enunciata ma per cui ad oggi mancano i fondi.
Vanno chiusi i Centri Per il Rimpatrio, colossi di sofferenza e affari in cui si riducono lievemente i tempi di detenzione ma di cui si provvede, in piena pandemia, a riaumentare il numero.
Serve una riforma per l’accesso alla cittadinanza per chi è nato e cresciuto in Italia. Serve un approccio radicalmente diverso all’immigrazione che si ponga l’obiettivo di farla finita con una legge obsoleta e fallimentare come la Bossi Fini

Stefano Galieni, Responsabile immigrazione PRC-S.E.

Decreti-Salvini


 

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