Rifondazione: 5 anni fa la foto di Aylan Kurdi commuoveva il mondo. Oggi la crudeltà dei governi continua ad uccidere

Rifondazione: 5 anni fa la foto di Aylan Kurdi commuoveva il mondo. Oggi la crudeltà dei governi continua ad uccidere

Sono passati 5 anni da quel maledetto mattino in cui la barchetta sovraccarica di rifugiati che dal porto di Bodrun, affondò nel tentativo di raggiungere le isole greche. La foto tremenda del piccolo Aylan Kurdi, accasciato sulla spiaggia senza vita, fece in poche ore il giro del mondo, sembrò scuotere il cinismo mediatico e dei governi. Anche la madre e un fratello persero la vita nel naufragio.
Si annunciarono cambiamenti e ce ne furono. Nel marzo 2016 l’UE strinse un accordo con la Turchia di Erdogan, 6 mld di euro in cambio del blocco di qualsiasi tentativo di fuga. E poi misure repressive, nell’Egeo come nel Mediterraneo Centrale, tanti altri piccoli Aylan, tanti uomini e tante donno hanno continuato a perdere la vita, nell’indifferenza quando non nella ostentata soddisfazione di governanti che così vedevano accrescere il consenso.
E oggi si riparla di “emergenza”, di “invasione da fermare”, i richiedenti asilo vengono raccontati come untori mentre le organizzazioni umanitarie che mettono in mare navi per evitare naufragi sono colpite e condannate.
L’apertura di canali di ingresso legali, la messa in sicurezza di persone che vivono in carceri a cielo aperto, in Turchia come in Libia, la riforma radicale del Regolamento Dublino, l’abrogazione di legislazioni proibizioniste nazionali ed europee, pensiamo per noi ai decreti Minniti e Salvini, sono il solo modo degno per onorare la memoria di un bambino nato dalla parte sbagliata del mondo.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.
Stefano Galieni, responsabile immigrazione PRC-S.E.

alan


 

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