Rifondazione Comunista: governo, il giallo si vede il rosso non c’è

Rifondazione Comunista: governo, il giallo si vede il rosso non c’è

A scatola chiusa, nel blocco immenso del decreto rilancio, il senato ha approvato l’articolo 103 che interviene sulla regolarizzazione dei lavoratori migranti. Un provvedimento totalmente insufficiente, che esclude gran parte di chi ne avrebbe diritto, pone vincoli inutili, affida tutto alla discrezionalità di questure e padroni ma soprattutto serve unicamente a mantenere inalterati rapporti di sfruttamento, Nel tempo che resta per regolarizzarsi assisteremo a truffe ai danni di lavoratrici e lavoratori, con contratti capestro, di cui il legislatore sarà complice. E in contemporanea, altra faccia della medaglia, il parlamento ha ratificato il rifinanziamento dell’accordo con la Libia in cambio di vaghe promesse sui diritti umani. In nome di interessi elettorali si continua a dare soldi a chi non rispetta il diritto del mare, in cui si continua a morire e si continua a sostenere chi tortura, ricatta e uccide impunito. La terza promessa del governo, quella della “riforma” dei decreti Salvini, già annacquata, vedrà forse la luce solo dopo le elezioni regionali.

Dove è la discontinuità in materia col Conte 1? Solo nei toni e in una ipocrisia di fondo per cui nulla di fatto è cambiato per chi scappa, per chi lavora, per chi chiede diritti. Ennesima dimostrazione di come questo governo non potrà mai rappresentarci, ennesima prova di come riprendere le mobilitazioni contro provvedimenti inaccettabili costruendo spazi plurali di conflitto sociale sia la sola strada da perseguire. Si colpiscono i migranti con la stessa violenza con cui, in piena crisi, si pensa alle imprese e non alle tante persone senza reddito destinate ad aumentare.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.
Stefano Galieni, Responsabile immigrazione PRC-S.E.

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