Libertà per i prigionieri politici nel mondo

Libertà per i prigionieri politici nel mondo

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea denuncia la sistematica violazione dei diritti dei prigionieri politici in tutto il mondo. Siamo particolarmente vicini ai prigionieri politici turchi e kurdi, della Palestina, del Perù, del Cile, della Colombia, dell’Argentina, degli Stati Uniti.

Molti di loro, pur avendo scontato interamente la loro pena vengono trattenuti in carcere con artifizi giuridici, anche grazie a nuovi capi di imputazione contestati solo sul finire della loro pena ed in prossimità della loro liberazione.

Si tratta di una chiara violazione dei diritti umani, riconosciuti dai trattati ONU e da Convenzioni internazionali, ma che restano sulla carta per i cittadini prigionieri delle “democrazie autoritarie” al di fuori dell’Europa, per gli italiani e per gli altri europei, approfondendone sofferenze ed ingiustizia.

Da mesi diversi organismi multilaterali ed organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno messo in guardia dagli effetti disastrosi che la pandemia di COVID-19 avrebbe avuto sulle persone private della libertà e sugli stessi agenti penitenziari.

In moltissimi casi si tratta di prigionieri la cui età è superiore ai 60 anni, o addirittura agli 80, che hanno scontato più di 30 anni di carcere. Molti di loro hanno subito processi giudiziari viziati o direttamente processi-farsa, con la negazione del loro diritto alla difesa.

Molto spesso si trovano in condizioni di sovraffollamento in strutture penitenziarie con precarie condizioni igieniche. A ciò va aggiunta la mancanza di personale medico, forniture sanitarie e condizioni minime per la cura dei contagiati.

La loro condizioni di carcerati è resa più dolorosa perché sono sottoposti a vessazioni e torture ed attorno a loro è continuato l’odio e la persecuzione diretta sui loro parenti e compagni, assassinati o perseguitati.


Oggi, di fronte alla crisi pandemica di Covid-19, è ancora più urgente chiedere la protezione della salute, dell’integrità e della vita dei prigionieri politici di tutti i continenti, molti dei quali sono ancora più vulnerabili perché anziani ed ammalati in conseguenza della lunga detenzione.

Occorre intraprendere percorsi di pacificazione per il superamento delle profonde ferite, frutto in alcuni casi di spietate dittature militari.


Chiediamo che per motivi umanitari questi prigionieri lascino il carcere e vengano trasferiti agli arresti domiciliari, senza discriminazione per motivi politici, ideologici o di altro genere, fatta salva la revisione dei loro processi.

Libertà per i prigionieri politici !

Giovanni Russo Spena, Resp. Area democrazia, diritti, istituzioni

Gianluca Schiavon, Resp. Giustizia

Marco Consolo, Resp. Area Esteri


Partito della Rifondazione Comunista –Sinistra Europea

Roma, 25 Aprile 2020

Libertà per i prigionieri politici

Libertà per i prigionieri politici





 

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