Palestina: il COVID-19 non discrimina. Israele: non farlo tu !

Palestina: il COVID-19 non discrimina. Israele: non farlo tu !

 

di Rania Hammad *

 È partita la campagna della raccolta fondi per l’emergenza COVID-19 in Palestina, una nazione senza Stato, abbandonata a sé stessa e che non è protetta nemmeno da chi ha l’obbligo legale di proteggerla perché la occupa, ovvero Israele.

 Mai come in questo momento è diventato evidente il lato oscuro della contrapposizione Israele/Palestina. Da un lato c’è un ricco Stato-nazione per gli ebrei e non per tutti i suoi cittadini e dall’altra c’è l’occupazione. Oltre a questo, abbiamo un governo palestinese in Cisgiordania con l’Autorità Nazionale Palestinese ed una entità separata, la Striscia di Gaza sotto assedio da anni, entrambe colonizzate da Israele e dipendenti dallo Stato occupante in tutto e per tutto ed entrambe totalmente impreparate per questa emergenza sanitaria.

 Non c’è alcun dubbio che la salute della popolazione colonizzata dovrebbe essere responsabilità del colonizzatore, questione sancita dalla legalità internazionale e scritta nell’articolo 56 della Quarta Convenzione di Ginevra. Israele dovrebbe assumersi le sue responsabilità ed assicurarsi che il diritto alla salute sia pienamente garantito a tutti i palestinesi, quelli di Gaza, Cisgiordania, e ai palestinesi cittadini di Israele. Ma nella realtà dei fatti non è mai stato cosi, nemmeno prima del COVID-19.

 Israele non ha mai adempiuto al suo ruolo e ha sempre calpestato le risoluzioni ONU violando il diritto alla vita, il diritto all’uguaglianza e alla non discriminazione, il diritto alla salute, alla libertà di movimento, allo studio, e al lavoro. E adesso con un nemico comune che minaccia entrambi i popoli e che non discrimina tra palestinesi e israeliani o tra musulmano ed ebreo, ci si aspetterebbe che Israele agisca umanamente e con lo spirito di solidarietà che sta girando nel mondo. In realtà questa solidarietà non c’è. Mentre il mondo intero combatte una crisi sanitaria senza precedenti, l’esercito israeliano sta dedicando tempo e risorse a terrorizzare le comunità palestinesi più vulnerabili in Cisgiordania. In piena emergenza, Israele ha trovato il tempo di smantellare delle tende allestite per il pronto soccorso per l’emergenza COVID-19. Nonostante la crisi sanitaria che richiede ai residenti di Israele e dei territori occupati di adottare misure estreme di isolamento sociale, la polizia israeliana ha scelto ora di intensificare le punizioni collettive contro i palestinesi nel quartiere di Gerusalemme Est di Al-’Esawiyah. Da una parte i soldati terrorizzano con le armi e dall’altra i coloni terrorizzano con gli sputi a Hebron.

Gli agenti della polizia continuano ad invadere i quartieri anche di notte senza motivo e negli scontri, la polizia agisce violentemente lanciando gas lacrimogeni e granate stordenti, nonché continuando ad effettuare le sue incursioni, arrestando i residenti e i minorenni.

 La realtà dell’occupazione persiste durante l’emergenza coronavirus, e si sta solamente aggiungendo un ulteriore aspetto inquietante alla tragedia del popolo palestinese, che oltre alla mancanza di strutture sanitarie e strumenti, dipende dalla benevolenza di Israele. La presenza ed il ruolo del governo dell’Autorità Nazionale Palestinese presieduta da Abu Mazen (Mahmoud Abbas) paradossalmente fa comodo a Israele in questo momento, perché lo solleva da ogni responsabilità, permettendo ad Israele di usare il governo palestinese come via di fuga per sfuggire ai suoi obblighi, e potenzialmente lasciando che accada il peggio, commettendo cosi l’ennesimo e forse il più grave crimine contro l’umanità e nei confronti del popolo palestinese. Perché diciamolo, Gaza e Cisgiordania da sole non ce la fanno, non perché non siano capaci, ma perché non sono mai state messe in grado di farcela, questo è sempre stato lo scopo di Israele. Il potente e forte Israele si renderà conto che le armi non serviranno a nulla in questo scontro ? Che palestinesi ed israeliani, che vivono attaccati l’uno all’altro su di un piccolo fazzoletto di terra non possono da soli sconfiggere questo male senza rimetterci entrambi, ed è meglio prendersi cura anche dei palestinesi ?

 *Vice-Presidente della Comunità palestinese di Roma e Lazio

Raccogliamo l’appello degli Amici della Mezzaluna Rossa palestinese per la raccolta fondi per l’emergenza Covid-19.

Raccogliamo l'appello degli Amici della Mezzaluna Rossa palestinese per la raccolta fondi per l'emergebnza Covid-19.

Raccogliamo l’appello degli Amici della Mezzaluna Rossa palestinese per la raccolta fondi per l’emergenza Covid-19.

PRIVACY


Sostieni
Rifondazione Comunista
con una
donazione





o tramite bonifico sul cc intestato al PRC-SE al seguente IBAN: IT74E0501803200000011715208 presso Banca Etica.