Per il diritto al dissenso, liberi di manifestare

Per il diritto al dissenso, liberi di manifestare

Una persona investita e poi denunciata, un arrestato pestato selvaggiamente e diverse cariche della polizia. 11 fogli di via da Foggia, San Severo e Manfredonia già esecutivi, tredici denunce per interruzione di pubblico servizio e manifestazione non autorizzata (le cui pene sono state inasprite dalle leggi Salvini con salatissime multe). Tra le compagne i compagni duramente investiti dall’ondata repressiva, anche uno studente dell’Università di Foggia, militante dei Giovani Comuniste\i che ha subito una misura coercitiva proprio dalla città in cui studia.

Marco, come le altre compagne/i sono colpevoli di aver solidarizzato con i lavoratori e le lavoratrici delle campagne di Foggia che da anni lottano per ottenere un documento, una casa e un lavoro regolare per tutti e tutte. Ma l’unica risposta è stata ancora una volta il silenzio delle istituzioni e la fredda repressione delle forze dell’ordine.

Per lo Stato sono colpevoli anche gli operai di Prato della Tintoria Superlativa a cui sono state notificate multe di 4000€ perché anche loro lottavano per i diritti e la dignità. Come colpevoli sono le compagne e i compagni del movimento NoTav per i blocchi effettuati sull’autostrada Torino – Bardonecchia “causando danni alla società autostradale” per la difesa del territorio e la salute dei suoi abitanti. Come colpevoli sono i solidali del movimento Welcome Refugees di Ventimiglia che hanno visto applicare in tempi record i due decreti Salvini dal consiglio comunale. Come colpevoli sono gli ultimi di questa società che nel nome del “decoro urbano” e della “sicurezza pubblica” possono subire un allontanamento temporaneo e successivamente prolungato dal comune che vivono.

Colpevoli di resistere, nel costruire un mondo possibile in cui le logiche dello sfruttamento non ne facciano da padrone, in cui le logiche del profitto non condizionano la salute e l’ambiente, un mondo in cui ci sono fratelli e sorelle e non “diversi” .

Per questo come loro chiediamo l’abrogazione dei decreti sicurezza Salvini e del loro predecessore il decreto Minniti-Orlando. Costruiamo una cassa di resistenza per far fronte alle spese legali che le compagne e i compagni di campagne in lotta si troveranno ad affrontare.

Andrea Ferroni – portavoce nazionale GC

Nicola Comanzo – esecutivo nazionale GC


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