Bolivia: basta con la repressione golpista! Elezioni libere ora!

Bolivia: basta con la repressione golpista! Elezioni libere ora!

Il 31 gennaio, le autorità illegali della Bolivia hanno arrestato l’avvocatessa Patricia Hermosa quando stava per registrare Evo Morales come candidato alle elezioni previste per il prossimo maggio. Al momento non si sa dove si trovi. Tutti i documenti personali e legali dell’ex presidente Evo Morales sono stati confiscati, per impedire la sua candidatura elettorale.
In precedenza un giudice aveva convocato a dichiarare Luis Alberto Arce Catacora, poche ore dopo il suo ritorno in Bolivia, per presentarsi come candidato alla presidenza. Contro di lui non esisteva nulla in precedenza a livello giudiziario.

 

All’alba del 1 ° febbraio all’aeroporto di El Alto, sono stati aggrediti ed arrestati César Navarro e Pedro Damiàn Dorado, rispettivamente ex Ministro delle miniere ed ex vice-Ministro dello sviluppo rurale del governo di Evo Morales. Entrambi avevano ricevuto un salvacondotto e stavano andando in Messico.

 

Nell’ambasciata del Messico a La Paz, si trovano rifugiati Juan Ramón Quintana (ex ministro di Evo Morales) e altri funzionari del governo, dato che le loro vite sono in pericolo.
Con la persecuzione poliziesca e giudiziaria contro più di 600 leader e militanti del Movimento per il Socialismo (MAS) di Evo Morales, è chiaro che la dittatura golpista non vuole realizzare elezioni giuste, libere e trasparenti, elezioni che il MAS vincerebbe ampiamente. Denunciamo e respingiamo questa aperta violazione dei diritti umani, sostenuta dall’amministrazione Trump.

 

Dopo il colpo di Stato fascista e i massacri commessi, la Bolivia è un Paese con una presidente autoproclamata, fondamentalista religiosa e razzista, sempre più isolata dagli stessi gruppi minoritari e para-militari che l’hanno appoggiata.

 

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea denuncia la dittatura golpista ed esige:

 

- la fine della persecuzione giudiziaria e di polizia dei militanti del MAS e dei dirigenti sociali

- il rilascio di tutti i prigionieri politici e l’apparizione con vita dei desaparecidos

- che il governo italiano e l’Unione Europea denuncino la dittatura, i suoi apparati repressivi e le bande di criminali para-militari, colpevoli di crimini contro l’umanità.

- che il governo italiano e l’Unione Europea lavorino davvero per il ritorno della democrazia, e l’immediata realizzazione di elezioni democratiche, libere e trasparenti.

Facciamo appello ai sinceri democratici alla solidarietà internazionale con il popolo boliviano e la democrazia.

 

 

Marco Consolo, Resp. Area Esteri PRC-SE

 

Roma 1/2/2020

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