4 novembre: nella giornata dell’unità nazionale ricordiamo che Salvini vuole spaccare l’Italia con la secessione dei ricchi

4 novembre: nella giornata dell’unità nazionale ricordiamo che Salvini vuole spaccare l’Italia con la secessione dei ricchi

Oggi si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
La destra di Salvini e Meloni celebra il tricolore e l’orgoglio italiano ma si tratta di una gigantesca presa in giro.
E’ doveroso ricordare che Salvini vuole spaccare l’Italia. 
Infatti la coalizione di destra propone un’autonomia differenziata – richiesta da Veneto e Lombardia – che rappresenta di fatto la secessione del nord.
Meloni e Berlusconi sono completamente allineati con il partito di Salvini, Zaia e Fontana che continua a avere nello statuto l’indipendenza della Padania.
Questi non sono patrioti ma “traditori della patria” come i partigiani giustamente qualificavano i fascisti che si schierarono con Hitler e le truppe d’occupazione naziste.
Lo stesso governo in forma meno accentuata persegue l’obiettivo dell’autonomia differenziata cioè del venir meno del principio dell’uguaglianza dei diritti per cittadine/i della nostra Repubblica.
 
Nella giornata delle Forze Armate è doveroso anche ricordare che il nostro paese dovrebbe informare le sue politiche per la Difesa ai principi sanciti dalla nostra Costituzione come non si stancava di rimarcare il Presidente Pertini: NELLA NOSTRA COSTITUZIONE È CHIARAMENTE INDICATO IL COMPITO DELLE FORZE ARMATE: IL DOVERE DELLA DIFESA DELLA PATRIA, NEL RIPUDIO DELLA GUERRA COME MEZZO DI OFFESA ALLA LIBERTÀ DEGLI ALTRI POPOLI E COME STRUMENTO PER RISOLVERE LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI. LO SPIRITO DELLA RESISTENZA È TRASFUSO IN QUESTO DETTATO, CHE ANIMÒ FINO AL SUPREMO SACRIFICIO I COMBATTENTI, SEGNANDO IL LUNGO E ARDUO CAMMINO DEL NOSTRO PAESE VERSO LA CONQUISTA DELLA LIBERTÀ (messaggio del 4 novembre 1979).
 
Non possiamo quindi che denunciare che il nostro governo, come i precedenti, sta perseguendo politiche di obbedienza alla strategia aggressiva della NATO che vanno chiaramente contro i principi costituzionali con l’aumento delle spese militari, l’acquisto degli F35, la mancata ratifica del Trattato Onu per la messa al bando delle armi nucleari, l’invio di contingenti e sistemi d’arma in teatri che non hanno nulla a che fare con la sicurezza del paese e al di fuori di mandati dell’ONU.
 
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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