Da Prodi a Draghi

Da Prodi a Draghi

di Roberto Musacchio -

Ho obbedito a Ciampi e alla UE. Così, in sintesi, Prodi dice a Lucia Annunziata parlando delle privatizzazioni fatte dal suo governo. “Allora chiedici scusa”, viene da dire a me. Eh si, vorrei proprio che si chiedesse scusa a chi come Rifondazione Comunista ha fatto di tutto per far si che la storia di quegli anni andasse diversamente. In modo che l’oggi potesse essere altro dall’incubo in cui viviamo.

Ho in mente, e direi impresse nell’animo, le ferite per il linciaggio che subimmo per “aver colpito Prodi”. In quanti ci hanno aggredito, con una campagna senza precedenti? Certo abbiamo reagito e abbiamo resistito. Ma da allora la volontà fu quella di “farci fuori”. L’autosufficienza veltroniana fu l’ultima accelerazione ma il maggioritario era stato pensato per questo.

Non doveva esserci più una sinistra che fosse fuori la “grande governance” che si andava edificando.

Lo scioglimento del Pci aveva creato una soggettività che, in varie forme, si era pensata, e si pensa, come di gestione della governance.

Se il Sistema non si può cambiare ci candidiamo a gestirlo. Un revisionismo estremo dello statualismo stalinista che allignava nel Pci. A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino e di fronte al riproporsi del balletto della “cosa” da parte del Pd, sarebbe quanto mai necessario riandare a quella dissoluzione del sistema politico italiano che segna il passaggio dalla prima alla seconda repubblica e al ruolo che vi giocò lo scioglimento del Pci.

Con una domanda angosciosa: perché somigliò più alla storia di un partito dell’est che a quello che si poteva attendere dal partito di Gramsci e Togliatti?

A consolazione c’è da dire che in molti resistettero e reagirono. Nacque il Prc.

Infatti la “transizione” fu lunga e dura la battaglia contro “la resistenza”.

In questi passaggi ruoli importanti li hanno uomini come Ciampi, Dini, Monti. Uomini che stanno in quel mondo finanziario che l’Italia tra i primi ha traghettato nel capitalismo finanziario globalizzato con la separazione tra il Tesoro e la Banca d’Italia.

Questi uomini “scendono in politica” inaugurando l’epoca delle sliding doors di cui è fatta la “governance”.

La transizione di Ciampi fu particolarmente forte, per lo spessore dell’uomo e per l’epoca.

Siamo all’avvio di Maastricht, che ha già visto un ampia convergenza trasversale in Europa e in Italia.

Col governo Ciampi, da cui il Pds esce dopo il voto contro le autorizzazioni a procedere per tangentopoli dato alla Camera, si fanno gli accordi concertativi accettati e subiti dal sindacato e la privatizzazione delle grandi banche. Misure trasversali.

Dopo Berlusconi arrivò Dini che fa la prima controriforma delle pensioni, avversata a sinistra solo dal Prc, già allora accusato e colpito da una scissione.

Poi è l’epoca del primo Prodi, cui il Prc concede di vivere senza farne parte per evidenti differenze.

Come le privatizzazioni record che oggi Prodi dice fossero ordinate a lui che era uomo venuto dal pubblico.

Che agli ordini si può non obbedire e che questo avrebbe fatto bene all’Italia ed alla Europa a Prodi non viene in mente. Chissà perché ha parlato così oggi?

Sta di fatto che invece di disobbedire si massacra il Prc.

La caduta di Prodi porta D’Alema alla presidenza del Consiglio. È lui a proporre Ciampi Presidente della Repubblica. Lo vota anche il centrodestra. Non il Prc. Ciampi rilancia anche il risorgimento. Nobile, ma cosa su cui riflettere in un’epoca di Europa di banche e di nazioni.

Storia passata e una un po’ patetica richiesta di scuse?

Non è così. Tutto ciò non è affatto il passato.

Veniamo infatti all’oggi. Parliamo di Draghi. Altra perfetta figura delle sliding doors, compresa la Goldman Sachs.

Santificato da tutti. Io non mi unisco al coro. La gestione di Bce e Troika in questi anni di austerity la trovo pessima. Soldi alle banche ed attacco al modello sociale europeo. E alla Grecia di Tsipras.

In Italia un peana. Già Zingaretti lo propone Presidente della Repubblica. La destra sarà contraria? A vedere il precedente di Ciampi c’è da dubitare.

Si parla di un lavorio per portare la Lega nel partito popolare europeo e dunque cambiare e puntellare la governance europea e sdoganare Salvini in Italia. Servono pegni ed attestati di affidabilità. Draghi lo può essere. D’altronde le destre hanno votato in gran parte per Maastricht, Fiscal Compact, Ciampi, Fornero ecc.

Non sono loro l’antisistema. L’antisistema sono le sinistre. Per questo Tsipras doveva essere cacciato. In Spagna Unidas Podemos non deve governare. E in Italia il Prc e una sinistra alternativa dovevano essere uccisi e non dovevano mai rinascere.

Altro che passato. Il capitalismo finanziario globalizzato è vivo più che mai, va per la sua strada incurante di tutto e tutti e non tollera oppositori.

Mezz’ora in più del 27.10.2019

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