La rinascita libanese, Libano in rivolta: Uniti vinciamo…divisi perdiamo

La rinascita libanese, Libano in rivolta: Uniti vinciamo…divisi perdiamo

di Alessandra Fiumara 

Decine di migliaia di manifestanti libanesi hanno creato domenica una catena umana che ha attraversato l’intero paese da nord a sud per simboleggiare la ritrovata unità nazionale. I dimostranti hanno pianificato di unire le mani da Tripoli a Tiro, una catena di 170 chilometri che ha attraversato il principale centro di protesta Beirut, come una parte di mobilitazione trasversale senza precedenti. A piedi, in bicicletta e in moto, dimostranti e volontari si sono spalancati lungo la principale autostrada del paese.

L’idea alla base di questa catena umana è stata quella di mostrare l’immagine di un Libano che, da nord a sud, rifiuta qualsiasi affiliazione settaria, assenza di bandiere politiche in un paese spesso definito dalle sue divisioni politiche e religiose. “Il potere del popolo è piú forte del potere dei partiti”affermano i protestanti.

Unità nazionale, il movimento di protesta senza leader, guidato principalmente da una giovane generazione di uomini e donne nati dopo la Guerra civile 1975-1990, è stato persino descritto da alcuni come la nascita di un’identità cittadina libanese.

Proteste antigovernative in mongolfiera sono in corso dal 17 ottobre 2019 senza alcun segno di cedimento, con manifestanti che bloccano tutte le strade principali di Beirut e di altre città libanesi da nord a sud. Dopo il tramonto, la centrale Piazza dei Martiri a Beirut e altri centri di protesta in Libano, si trasformano in un vasto terreno aperto dove i manifestanti ballano, cantano o organizzano incontri politici.

A far scatenare il tutto, una tassa proposta dal Governo sulle chiamate di whatsapp, da quel momento le proteste si sono trasformate in una mobilitazione stradale  trasversale contro un sistema politico visto come corrotto e rotto.

Dopo il malcontento generale il primo ministro Saad Hariri ha presentato un pacchetto di riforme, tra cui il taglio degli stipendi ministeriali, ma i raduni sono continuati paralizzando tutto il Libano.

Più di un quarto della popolazione libanese vive in povertà, secondo la Banca Mondiale, quasi tre decenni dopo la fine della guerra civile libanese, lo stallo politico ha ostacolato gli sforzi per affrontare i crescenti problemi economici aggravate dalla guerra civile di otto anni nella vicina Siria. Salario al di sotto dei 1000 $, affitto per un piccolo studio non meno di 700$  al mese e i cittadini libanesi devono indebitarsi per riuscire a pagare le loro spese.

Washington mercoledì ha invitato i leader libanesi a soddisfare le lamentele “legittime dei cittadini”.

Per la prima volta i cittadini libanesi mettono da parte le loro origini religiose e politiche e protestano tutti insieme in pace insieme ai bambini, con canti, musica, regalando rose bianche come simbolo di pace ai militari e ripulendo ogni giorno le strade dopo le manifestazioni.

Venerdì il capo del partito politico di dio Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah invitava a tutti i suoi sostenitori a lasciare le strade, avvertendo che qualsiasi rassegnazione al governo avrebbe portato al caos e al collasso dell’economia, e aveva anche aggiunto che i manifestanti sono stati manipolati da “potenze straniere”, ma la sua dichiarazione ha seminato divisioni tra i suoi sostenitori, alcuni dei quali non hanno ascoltato le parole del loro leadear e hanno continuato a manifestare come il giovane Hassan Koteiche di 27 anni, da una roccaforte di Hezbollah a Beirut, crede al contrario che se il governo cadrà ci saranno altre alternative di persone nobili e non corrotte che potranno governare”.

Cibo, trasporti, medicine e consulti legali sono stati offerti gratuitamente ai manifestanti.

“Lasciamo che sentano le nostre voci dicono i manifestanti, qui di seguito la lista delle nostre richieste:”

  • Dimissioni  totali del governo
  • Indagini legali degli attuali funzionari governativi
  • Pensione
  • Abolizione delle leggi sul segreto bancario
  • Fine del nepotismo di governo
  • Elezioni parlamentari anticipate
  • Un piano economico su come porre fine all’attuale crisi economica
  • 24 ore su 24 elettricità
  • Sanità pubblica
  • Educazione scolastica pubblica
  • Riforme ambientali
  • Trasporti pubblici
  • Spazi pubblici
  • Gestione corretta per l’organizzazione raccolta rifiuti
  • Diritti alle donne
  • Matrimonio civile
  • Aumento dei salari
  • Nuove riforme sulle tasse
  • Abolizione della legge che impedisce alle donne di trasmettere la cittadinanza

 

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