Ecuador: basta con il FMI e la repressione del governo Moreno!

Ecuador: basta con il FMI e la repressione del governo Moreno!

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea denuncia lo stato d’emergenza, il coprifuoco e la brutale repressione esercitata dal governo dell’Ecuador di Lenín Moreno contro le proteste di massa della popolazione che hanno avuto luogo nel ultimi 12 giorni, dopo l’applicazione di misure economiche di aggiustamento strutturale draconiane che favoriscono solo il FMI e l’oligarchia.

La repressione contro giornalisti, studenti, donne, popolazione autoctona, leader politici, ha provocato quasi 1200 detenzioni arbitrarie, più di 1000 feriti e un numero di morti ancora indeterminato.

Di fronte a queste cifre drammatiche, colpisce il silenzio complice della maggior parte dei media, nonché della UE. Al contrario, non sorprende che la destra continentale, il Segretario Generale dell’OEA e il governo della Spagna abbiano dichiarato il loro sostegno incondizionato al governo, invece di condannare la repressione violenta esercitata da Lenín Moreno e chiedere conto dei gravi fatti.

Negli ultimi giorni è stato annunciato un processo di negoziato, come proposto dalla Conferenza episcopale e dal sistema delle Nazioni Unite con sede nel Paese. Come risultato dei negoziati, la scorsa domenica 13 il governo ha annunciato un “accordo” con una parte del movimento indigeno sull’abrogazione del decreto 883. Si tratta di un’importante vittoria della rivolta popolare, anche se parziale. Tuttavia, per il momento, si tratta solo di annunci e la deroga sarebbe limitata all’aumento sproporzionato della benzina. Nulla è stato detto sulle altre misure incluse nel “pacchetto” suggerito dal FMI, sulla punizione dei responsabili degli omicidi di manifestanti, sulle dimissioni dei ministri dell’interno e della difesa, sulla libertà dei detenuti , tra gli altri temi.

Il governo ha sete di vendetta contro l’opposizione. Approfittando della smobilitazione nelle piazze, in queste ore il governo sta arrestando i leader del movimento legati all’ex presidente Rafael Correa (incluso la prefetta di Pichinga, Paola Pabón, recentemente eletta dal voto popolare) con decine di ordini di cattura contro la direzione del movimento. La situazione ha costretto vari dirigenti politici a chiedere asilo all’ambasciata messicana.


Il PRC-SE sostiene la richiesta di diversi settori che richiedono la realizzazione di elezioni anticipate libere, l’immediata liberazione del vice-Presidente Jorge Glass e di tutti i detenuti in questa rivolta popolare, nonché l’annullamento dei processi farsa contro l’ex presidente Correa .

Roma 15-10-2019

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