Rifondazione:  ancora tagli alla scuola pubblica?

Rifondazione: ancora tagli alla scuola pubblica?

Siamo solidali con il ministro Fioramonti oggetto di una raccapricciante campagna di killeraggio mediatico della destra. Però oltre delle solite beghe vorremmo discutere di cose concrete.

Ricordiamo al neo ministro il suo impegno a dimettersi nel caso non fossero destinati dalla finanziaria 3 miliardi in più a scuola e università.

Pare invece che la prossima manovra del 2020 potrebbe invece produrre un taglio dei fondi all’istruzione. La nota di aggiornamento al Def prevede infatti una riduzione dal 3,5 al 3,4% la  spesa pubblica in percentuale sul Pil per il sistema d’istruzione.

Se ci fosse un taglio dello 0,1%,  cioè 1,8 miliardi in meno, si verificherebbe un peggioramento di una situazione in cui quasi ogni giorno si verifica un crollo nelle scuole, il problema del precariato è lungi dall’essere risolto, gran parte delle necessità di tempo pieno non sono soddisfatte specialmente al Sud, l’abbandono scolastico per la prima volta è in crescita invece che in diminuzione, le università che non aumentano le tasse agli studenti e non sono subordinate a finanziamenti privati fanno fatica a sopravvivere e così via.

L’Italia si trova ormai all’ultimo posto della classifica europea, destinando il 7,9% della spesa pubblica all’istruzione, mentre la Grecia spende l’8,2%, la Romania l’8,4%. Uno scandalo per un paese che sborsa 64 milioni di euro al giorno per spese militari.

L’ex ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, aveva dichiarato che “Non servono più fondi. Serve più sacrificio, più lavoro, più impegno.” Non vorremmo ritrovarci di fronte a dichiarazioni diverse, ma conseguenze uguali.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.

Loredana Fraleone, Responsabile nazionale Scuola, università e ricerca PRC-S.E.

 

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