Sugli sviluppi politici in Sudan

Sugli sviluppi politici in Sudan

di Fathi Alfadl*

 

- In seguito alla pubblicazione dell’accordo tra alcuni gruppi dell’Alleanza delle Forze per la Libertà e il Cambiamento e il Consiglio Militare di Transizione, l’Ufficio Politico del Partito Comunista Sudanese ha rilasciato una dichiarazione il 17 luglio scorso con la quale respinge tale accordo.

 

- Vale la pena ricordare che tutti i gruppi armati, compresi quelli all’interno del Fronte Rivoluzionario, hanno espresso serie riserve su ciò che è stato concordato e hanno affermato che non rappresenta la loro posizione. Allo stesso tempo, gli ordini professionali degli ingegneri e dei medici avevano precedentemente espresso la loro riserva sulla parte riguardante la commissione indipendente incaricata di indagare sui crimini commessi dal Consiglio Militare di Transizione dall’11 aprile scorso fino ad oggi.

 

- L’ Ufficio Politico del Partito Comunista Sudanese ha definito l’accordo un passo indietro che spiana la strada ad un “atterraggio morbido”, che in cambio porterà a riprodurre la stessa crisi già vista e a continuare le vecchie politiche corrotte e fallimentari del regime di Al Bashir in tutti gli ambiti.

 

- Inoltre, l’accordo non riflette le decisioni dell’Unione Africana, che sono sostenute dalla Troika, dall’UE e dall’ONU, che hanno chiesto che il potere venisse interamente consegnato a un governo civile nel corso di un periodo di transizione. La condivisione del potere con l’esercito va contro sia le richieste delle masse popolari sia l’opinione pubblica internazionale.

 

- L’accordo, così com’è, dà alla giunta militare tutti i poteri e contraddice la Risoluzione 854 dell’Unione Africana. Inoltre, fornisce ai militari la possibilità legale di controllare tutto l’apparato statale.

 

- Il documento politico ha ignorato le richieste già accettate, avanzate da tutte le forze di opposizione, in merito, soprattutto, allo smantellamento del regime dittatoriale, all’abolizione di tutte le leggi che limitano le libertà democratiche, al rimodellamento della sicurezza nazionale e dell’intelligence e per lo scioglimento delle milizie.

 

- Sulla base dei punti sopra menzionati, l’Ufficio Politico del Partito Comunista Sudanese ha fatto appello alle masse popolari a continuare la loro lotta per chiedere che gli obiettivi della sollevazione, come sancito nella Dichiarazione delle Forze per la Libertà e il Cambiamento, siano finalmente conseguiti e per porre fine al dominio militare.

 

 

*Responsabile Informazione del Partito Comunista Sudanese

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