Accordo UE-Mercosur: contro i diritti dei popoli e l’ambiente

Accordo UE-Mercosur: contro i diritti dei popoli e l’ambiente

di Marco Consolo
Alla vigilia della riunione del G20 a Osaka, la Commissione europea ribadisce il suo orientamento neoliberista e a favore delle multinazionali con la firma di un ‘”accordo di associazione” con Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay), cioè un Trattato di Libero Commercio (TLC).
Come nel caso del TTIP, anche questo trattato è stato negoziato in totale opacità e segretezza, da funzionari non eletti, mentre il Parlamento europeo non si è ancora insediato, nonostante l’opinione contraria di 340 organizzazioni, di 600 scienziati che hanno messo in guardia sui pericoli dell’accordo per l’Amazzonia, delle confederazioni sindacali dell’ Europa e dell’ America Latina.

Che la Commissione europea lo presenti come “la prova che l’UE sostiene un commercio basato sulle regole” è puro cinismo, perché in realtà si tratta di un ulteriore passo verso la deregolamentazione, per espandere il potere delle multinazionali e degli investitori stranieri, ridurre il loro contributo fiscale, aprire nuovi mercati e agevolare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, attraverso la liberalizzazione dei servizi finanziari.
Invece di associarci con  Jair Bolsonaro e il suo governo di estrema destra mediante accordi dannosi per la popolazione brasiliana, dobbiamo appoggiarne le lotte a difesa della democrazia e dei diritti umani. Invece di firmare un tale accordo con clausole ambientali e di diritti (la cui applicazione non viene mai chiesta ai governi di destra), l’Unione Europea farebbe meglio a chiedere la liberazione dell’ex presidente Lula Da Silva, un prigioniero politico, e la convocazione di elezioni pulite in Brasile. E a difendere l’Amazzonia e i diritti delle popolazioni originarie.

Ci opponiamo ad un accordo che favorisce l’agro-business e distrugge l’agricoltura contadina in entrambi i continenti. Sosteniamo i diritti di coloro che sviluppano un’agricoltura familiare e cooperativa, delle comunità originarie e nere, a favore di uno sviluppo compatibile con l’ambiente e la diversità culturale. Contro la retorica della Commissione europea, esigiamo una reale applicazione del principio di precauzione, per il diritto ad una alimentazione sana, priva di antibiotici e pesticidi. Ma ciò è impossibile con partner come Argentina, Brasile e Paraguay, che usano enormi quantità di pesticidi, molti dei quali sono considerati estremamente pericolosi dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità.
Siamo a favore della solidarietà tra le lavoratrici ed i lavoratori dell’Europa e del Mercosur. Ci opponiamo alle ri-privatizzazioni nei Paesi del Mercosur e alle massicce esportazioni di auto di lusso e beni industriali, a scapito dell’industria locale e dei posti di lavoro in Argentina e Brasile, nonchè della possibilità di sviluppare industrie nazionali in Paraguay e Uruguay. L’accordo consolida il rischio di delocalizzazione nel settore industriale (in particolare nel settore automobilistico) e rende ufficiale la concorrenza tra i lavoratori dei due continenti.

In Europa e nel Mercosur difendiamo i servizi pubblici e il diritto delle amministrazioni locali di decidere le loro opzioni societarie e dare la priorità alle aziende locali in caso di appalti ed acquisti pubblici.
Quando i dettagli del TLC saranno resi noti, sapremo cosa significa anche dal punto di vista della proprietà intellettuale, in particolare nella produzione di farmaci e nella possibilità o meno di usufruirne per i latinoamericani.
Insieme ai cittadini della UE e del Mercosur, alle forze progressiste e ai parlamentari del Mercosur, ai sindacati e a tutte le organizzazioni sociali che si sono mobilitate, ci opponiamo a questo accordo devastante e ci batteremo per bocciarlo in sede di ratifica parlamentare.
C’è bisogno di accordi che rispettino i diritti umani e sociali delle persone e della natura, e non dell’ennesimo favore alle multinazionali .

Roma 4-7-2019

 

 

 

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