Fermare repressione in Sudan. Salviamo le vite dei compagni arrestati

Fermare repressione in Sudan. Salviamo le vite dei compagni arrestati

La rivolta popolare del popolo sudanese contro il regime dittatoriale di Omar al-Bashir non suscita grande interesse dei nostri media e della politica italiana e europea. Alla tanta retorica sull’aiutiamoli a casa loro corrisponde la realtà  della disattenzione nei confronti dei movimenti democratici e popolari che si sviluppano in Africa. Mentre si sostiene un tentativo di golpe in un paese democratico come il Venezuela non si spende una parola per quel che accade in Sudan. 

Il regime ha risposto con un’escalation della repressione alle manifestazioni di massa iniziate con la rivolta popolare del 19 dicembre 2018. Decine di persone sono state assassinate durante le manifestazioni dalle forze di sicurezza. Un gran numero di comunisti e attivisti democratici sono stati arrestati.

Le vite dei compagni Fathi Alfadl e Ali Sa’id, membri dell’Ufficio politico del Partito comunista sudanese, detenuti dalle forze di sicurezza del regime dittatoriale, sono in serio pericolo a causa di maltrattamenti e mancanza di cure mediche. Ciò è stato confermato da un giornalista, Adel Klour, che è stato rilasciato tre giorni fa dopo essere stato detenuto con i due compagni e altri attivisti politici nella stessa cella per più di quattro settimane.

Il compagno Fathi Alfadl, che è anche il portavoce ufficiale del partito, è stato arrestato il 9 gennaio 2019. Il compagno Ali Sa’id è stato arrestato il 20 gennaio quando ha lasciato il quartier generale del partito a Khartoum.

Tra i 16 membri del Comitato centrale del partito comunista che sono stati detenuti da quando la rivolta popolare è iniziata il 19 dicembre 2018, c’è il compagno Faiza Ibrahim Nuqud, che ha ottant’anni.

Chiediamo che le famiglie dei compagni Fathi Alfadl e Ali Sa’id siano immediatamente autorizzate a visitarli in prigione accompagnate da medici. Hanno diritto a visite familiari dopo 15 giorni di detenzione, anche in base alla normativa ingiusta esistente in materia di sicurezza nazionale.

Chiediamo il rilascio immediato e incondizionato di tutti i detenuti politici in Sudan.

Chiediamo che il governo italiano e l’Unione Europea si attivino per chiedere l’immediata liberazione del compagno Fathi Alfadl e di tutti i detenuti politici e per la cessazione della repressione in Sudan.

Chiediamo agli organi di informazione di raccontare cosa sta accadendo in queste settimane in Sudan.

 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Marco Consolo, responsabile esteri Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Eleonora Forenza, parlamentare europea GUE/NGL

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