Ilva: esuberi e non licenziamenti.

Ilva: esuberi e non licenziamenti.

Francesco Brigati*

Il 29 ottobre i lavoratori dell’Ilva si sono trovati di fronte ad un bivio: da una parte quelli che hanno ricevuto la lettera di distacco presso AM InvestCO e dall’ altra parte quelli che hanno ricevuto una lettera con la quale è stato comunicata la Cassa Integrazione in Ilva in A.S. a zero ore dal 1 novembre.

In questi giorni così carichi di emozioni e di tensioni ho preferito evitare i social network e le fake news, impegnando tutto il mio tempo dentro la fabbrica con i miei compagni e i miei colleghi per provare a dare delle risposte e soprattutto per provare ad individuare i criteri adottati per l’individuazione del personale che dal 1 novembre sarà in distacco presso MITTAL.

Infatti già nel primo pomeriggio del 29 ottobre arrivavano le prime telefonate e i primi messaggi per comunicarmi le varie posizione lavorativa e pormi le prime domande in merito ai criteri di scelta per l’ individuazione del personale.
Credo sia doveroso fare chiarezza su quanto emerso in questi giorni rispetto ai criteri adottati che, per responsabilità aziendali, sono stati poco trasaperenti e non condivisi con le organizzazioni sindacali, così come d’altronde denunciato dal comunicato della Fiom Cgil del 25 ottobre u.s.

Nel verbale di accordo del 6 settembre 2018, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nel III paragrafo – Piano Occupazionale Arcerol Mittal – al punto 3 vengono esplicitate le modalità con cui sarebbero stati individuati i lavoratori a cui sarebbe stata fatta la proposta di assunzione.
Pertanto per evitare distorsioni e/o interpretazioni sconclusionate riporto testualmente i due punti contenuti all’interno dell’art. 3 del verbale di accordo:
“i lavoratori cui proporre l’assunzione, nei termini di cui al presente accordo ed in esecuzione dello stesso, saranno individuati da AM InvestCo e/o Affiliate sulla base delle attività ritenute necessarie da AM InvestCo al funzionamento del ciclo di produzione e di lavorazione dell’acciaio in coerenza con il piano industriale.
All’interno di tale perimetro- tenuto in ogni caso conto, prioritariamente, delle esigenze del piano industriale, dei nuovi assetti organizzativi delineati da AM InvestCo e delle competenze professionali ritenute necessarie- individuazione dei lavoratori avverrà come segue:
A. Saranno individuati i lavoratori che, alla data del presente accordo, siano collocati nei reparti e nelle funzioni aziendali rientranti nel perimetro di attività ritenute necessarie da AM InvestCo al funzionamento del ciclo di produzione e lavorazione dell’acciaio in coerenza con il piano industriale;
B. Qualora, in applicazione di quanto precede sub A, il numero di personale fungibile individuato in relazione a specifiche funzioni risulti superare le esigenze tecnico-organizzative-produttive di AM e/o affiliate, fermo il PRIORITARIO CRITERIO DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI, verranno individuati quei lavoratori che avranno conseguito il PUNTEGGIO MAGGIORE IN BASE ALLA MEDIA PONDERATA DELLA SOMMA DEI PUNTI DERIVANTI DALL’APPLICAZIONE, IN CONCORSO TRA LORO, DEI CRITERI DI ANZIANITA’ complessivamente maturata in una o più Società del gruppo Ilva e dei carichi di famiglia, quest’ultimi determinati secondo le detrazioni fiscali in essere alla data del presente accordo.

Pertanto, seppur i criteri fossero stati già chiari al sindacato, non lo era la sua applicazione, soprattutto in relazione alla media ponderata che andava a determinare il punteggio finale per ogni lavoratore.
Arcerol Mittal, nonostante le sollecitazione da parte delle organizzazioni sindacali, ha preferito non divulgare il metodo di assegnazione del punteggio finale e ha agito in maniera unilaterale determinando una prima crepa nel rapporto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
Il prossimo 8 novembre 2018 saremo al Mise e rappresenteremo tutte le criticità emerse nell’applicazione del piano occupazionale e di alcune attività lavorative completamente smantellate e assegnate a terzi.
Ritengo altrettanto importante mettere in risalto i punti contenuti all’interno del verbale di accordo del 6 settembre per evitare di rincorrere le solite false notizie che hanno come unico obiettivo quello di destabilizzare i lavoratori rimasti in ILVA in AS.
8200 sono i lavoratori assunti da Acerlo Mittal e 2586 i lavoratori che rimarrano in Ilva in AS, di cui circa 500 hanno già aderito all’incentivo all’esodo, una parte sarà impiegata nelle opere di bonifiche, decontaminazioni e risanamento ambientale, ovvero in attività di sostegno assistenziale e sociale alla comunità che i Commissari Straordinari potranno individuare e realizzare, anche mediante attività formative.
Nell’accordo è inoltre prevista la clausola di salvaguardia occupazionale per tutti i lavoratori rimasti in AS che riceveranno ugualmente una proposta di assunzione sulla base dell’attuazione del piano ambientale e industriale di Acerol Mittal (prima del 23 agosto 2023 e non oltre il 30 settembre 2025).
L’accordo ha pertanto di fatto scongiurato i licenziamenti previsti dal contratto di aggiudicazione del 5 giugno dell’ex Ministro Calenda che non prevedeva alla fine dell’attuazione del piano ambietale alcuna proposta di lavoro per i lavoratori in Ilva in A.S.

*Rsu – Segretario Fiom Cgil

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