Noi non ce la siamo mai bevuta! La Commissione europea conferma la contaminazione delle acque in Veneto.

Noi non ce la siamo mai bevuta! La Commissione europea conferma la contaminazione delle acque in Veneto.

Lo scorso 21 gennaio la Commissione Europea ha risposto all’interrogazione, presentata dall’Onorevole Eleonora Forenza, che denunciava l’inquinamento da sostanze PFAS nelle acque del Veneto occidentale.

“La Commissione Europea ha confermato in pieno le gravi preoccupazioni esposte nell’interrogazione – dichiara Eleonora Forenza, Eurodeputata della Sinistra Unitaria Europea – tanto da non declinare le responsabilità ed annunciare, in tempi brevissimi,  una revisione della direttiva comunitaria sull’acqua potabile, con l’adeguamento dei parametri. Vigileremo rigorosamente la proposta della Commissione non appena giungerà in Parlamento e valuteremo se sarà all’altezza dei gravissimi danni subiti dalla popolazione e del rischio a cui è tuttora esposta”.

Nella risposta della Commissione è evidenziato come i PFOS e i suoi derivati siano  segnalati sostanza prioritaria nella direttiva quadro sulle acque, direttiva che impegna gli Stati membri ad adottare misure che assicurino che la corrispondente norma di qualità ambientale sia rispettata entro il 2027.

“Sono anni, precisamente dal 1995, che Rifondazione Comunista denuncia la situazione di grave inquinamento, da PFOS e PFOA, delle acque potabili e le nostre preoccupazioni trovano riscontro nel posizionamento della Commissione – afferma Paolo Benvegnù, Segretario regionale Veneto – Continueremo nella nostra battaglia per la difesa dei cittadini, accanto ai comitati locali, in tutte le sedi istituzionali, pretendendo il rispetto della posizione europea”.

La Commissione sta valutando la possibilità di introdurre norme relative alla presenza di PFAS nell’acqua potabile al fine di proteggere i consumatori e preparando una proposta di revisione della direttiva sull’acqua potabile, con un elenco aggiornato dei parametri e dei valori di parametro, la cui adozione è prevista per la fine di gennaio 2018.

“Monitoreremo la situazione con ancora maggiore tenacia e capillarità. L’acqua è un bene universale, un diritto dei cittadini così come la salute. Chiediamo che il governo e la Regione Veneto vadano oltre la pura propaganda ed intervengano urgentemente su una situazione gravissima, effettuando analisi sulla catena alimentare”, chiude con fermezza il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.

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