Aggiornamenti sulla situazione brasiliana

Aggiornamenti sulla situazione brasiliana

grazie a Teresa Isenburg

Dopo il colpo di Stato parlamentare consumato il 31 agosto 2016 con la deposizione anticostituzionale della presidente Dilma Rousseff e l’occupazione illecita della massima carica della Repubblica e dell’esecutivo, un ulteriore golpe è in fase di costruzione attraverso artifici giurico-giudiziari per impedire all’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva di essere candidato nelle elezioni presidenziali e legislative di ottobre. Il prossimo passo porta la data del 24 gennaio 2018 quando si terraà il processo di secondo grado contro Lula nella città di Porto Alegre. Il giudizio monocratico di condanna di primo grado è avvenuto in assenza di prove e in base a “convizioni” del giudice; il giudizio di secondo grado è stato fissato in tempi brevissimi, non rispettando il calendario regolare dei processi né le pratiche consuetudinarie di assegnazione delle sedi processuali. Gli organi di controllo giudiziario tacciano. Ma un interessante articolo pubblicato il 22 dicembre in traduzione da El Clarín del Cile  su Carta Major dal titolo “Gli Stati Uniti manovrano la Lava Jatio per distruggere il Brasile e l’America Latina” porta informazioni sull’uso politico-giudiziario dei processi anticorruzione. 

Si traduce una dichiarazione rivolta alla diplomazia internazionale e anche una notizia concernente il calcio, sempre internazionale. T.I.

 

Il mondo deve lottare per la democrazia in Brasile

 

Il giornale on-line O Cafezinho ha avuto l’onore di ricevere venerdì 22 dicembre il senatore Roberto Requião e l’ambasciatore Samuel Pinheiro Guimarães par il lancio della campagna internazionale in difesa 1) della democrazia in Brasile; 2) della realizzazione di elezioni libere, giuste e con la più ampia partecipazione popolare per la scelta del capo del potere esecutivo nel 2018 in base ai dettati costituzionali; 3) del diritto della cittadinanza brasiliana, qualora lo voglia, di votare Luiz Inácio Lula da Silva come suo presidente.

In tale occasione è stato lanciata una dichiarazione che raccoglierà le firme di dirigenti e personalità internazionali. Se ne riporta il testo.

 

Per elezioni libere, giuste e trasparenti in Brasile

 

La democrazia è un governo del popolo in cui la maggioranza dei cittadini sceglie i propri rappresentanti per fare le leggi e per applicare tali leggi.

In Brasile la Costituzione stabilisce la realizzazione dell’elezione per Presidente della Repubblica, capo del potere esecutivo, e per parlamentari ogni quattro anni.

Le elzioni sono dirette, con voto segreto, oltre 100 milioni di cittadini esercitano il diritto di scegliere i propri governanti.

Le campagne per elezioni dirette per Presidente della Republica sono occasioni importanti per il dibattito sul Brasile che la maggioranza della popolazione desidera per sé e per i suoi figli, un Brasile più democratico, più sviluppato, meno diseguale, più sovrano, più tollerante, meno violento.

Le forze più conservatri e beneficiarie dell’ attuale situazione politica, economica e sociale di straordinarie diseguaglianze cercano di creare tutti gli intralci possibile per evitare l’espressione sovrana del popolo.

Luiz Inácio Lula da Silva è il candidato con maggiore approvazione popolare e ha contro di sé tutta la garnde stampa -giornali, radio. televisioni-, il potere economico e parte el giudiziario. Contro la sua candidatura si uniscono tutte le astuzie.

In questo momento cruciale della storia brasiliana in cui è minacciato il processo politico fondamentale delle elezioni convochiamo tutti i cittadini del nostro paese: a difendere l’esercizio della democrazia in Brasile; a proclamare il ruolo essenziale di elezioni con la più ampia partecipazione popolar; a dichiare il diritto di tutti i cittadini di competere nelle elezioni, incluso l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

(Fonte: https://www.ocafezinho.com/2017/12/22/. Traduzione di Teresa Isenburg)

 

José Maria Marin condannato dalla giustizia statunitense

L’ex presidente della Confederazione brasiliana di football/CBF è stato condannato dalla giustizia statunitense per sei dei sette crimini a lui imputati, far i quali cospirazione per oranizzazione criminale, frode finanziaria nelle Coppe America, Libertadores e del Brasile, lavaggio di denaro. Solo per il crimine di lavaggio di denarionelle negoziazioni dei diritti di trasmissioni della Coppa del Brasile è stato assolto. In attesa della divulgazione della sentenza, la giudice Pamela Chen ha chiesto l’ incarcerazione immediata nella prigione federale di New York.

 

(Fonte: https://blogdopaulinho.com.br/2017/12/22/ Traduzione di Teresa Isenburg)

 

Io non so nulla di calcio e non è per questo che riporto questa notizia, anche se spero che l’immenso turbinio di soldi, più che di palloni, che gira intorno al calcio mondiale venga rimesso su binari decenti.

Ma è per i crimini politici di Marin che ricodo questa vicenda: anche se non si tratta di giustizia, ma forse di nemesi. Marin, oltre che sportivo e uomo potente nel mondo degli affari sportivi, è stato un politico. Inizia la sua carriera poltica nel 1963 come consigliere comunale della città di San Paolo per il Partito di Rappresentanza Popolare fondato dal Plínio Salgado, ideologo e organizzatore dell’integralismo degli anni ’30,il fascimo brasiliano sostenuto anche da Mussolini. Avrà poi diverse cariche politiche di nomina o indirette negli anni della dittaura militare (1964-1984). Come deputato statale di San Paolo per il partito governativo Arena pronunciò un violente discorso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello Sato di San Paolo il 9 ottobre 1975 che criticava l’assenza della TV Cultura nella coportura dell’attività del partito e esigeva misure affinchè la “tranquillità” tornasse a regnare nella Stato. In base a questa indicazione poltica il giornalista Vladimir Herzog, arrestato, morirà 16 giorni dopo “suicidato” sotto tortura nelle segrete del Doi-Codi di San Paolo. Il suo funerale nella Cattedrale di San Paolo fu un atto liturgico interreligioso di massa che non fu possobile reprimere. La carriera di Marin continuò come modesto anello della macchina politica della dittaura e da lì passò a contaminare il calcio. T.I.

 

(Fonte: https://blogdopaulinho.com.br/2017/12/22/ Traduzione di Teresa Isenburg)

Precedenti articoli su www.rifondazione.it e www.latinoamerica-on-line.it

 

 

 

 

 

 

 

 



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