Acerbo: Vergognoso l’assurdo rimpatrio di Leila Khaled, simbolo della resistenza palestinese

Acerbo: Vergognoso l’assurdo rimpatrio di Leila Khaled, simbolo della resistenza palestinese

ACERBO (PRC-SE): VERGOGNOSO L’ASSURDO RIMPATRIO DI LEILA KHALED, SIMBOLO DELLA RESISTENZA PALESTINESE

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Marco Consolo, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea dichiarano:

Con una decisione gravissima e illegittima, le forze di polizia italiane hanno impedito l’ingresso in Italia alla compagna palestinese Leila Khaled, dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Leila avrebbe dovuto prendere parte a pubbliche iniziative, già comunicate agli organi di informazione, a Milano, Napoli e Roma. Ma è stata bloccata all’aeroporto di Fiumicino, e costretta a prendere il primo volo di ritorno per la Giordania, paese in cui si era regolarmente imbarcata.
Questa decisione contraddice quanto invece registrato in occasioni precedenti, in cui Leila Khaled è stata protagonista di importanti conferenze in altri paesi europei, e presso lo stesso Parlamento Europeo, su invito del Partito della Sinistra Europea e del Gruppo GUE/NGL, di cui anche Rifondazione Comunista fa parte.
Leila Khaled è un simbolo della resistenza palestinese, una sua foto negli anni ’70 la rese celebre in tutto il mondo. Negarle l’ingresso in Italia è vergognoso e dà l’idea di quanto il nostro paese negli ultimi anni con i governi di centrodestra e centrosinistra abbia abbandonato la linea di impegno per la pace in Medio Oriente fondata sul riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
E’ emblematico che a protestare contro l’arrivo dell’esponente palestinese sia stato un coro che va dal PD a Forza Italia senza distinzioni tra maggioranza e opposizione.
Questo unilateralismo filo-israeliano della politica italiana fa rimpiangere la “prima repubblica” quando l’Italia manteneva spazi di autonomia nella politica estera soprattutto nel Mediterraneo e generale era il riconoscimento della legittimità della resistenza palestinese.
Al governo ricordiamo che la Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, del dicembre scorso, condanna Israele come «potenza occupante»; esprime «grave preoccupazione» per «le continue attività di colonizzazione»; e ribadisce che «la costituzione, da parte di Israele, di colonie nel territorio palestinese occupato dal 1967, compresa Gerusalemme Est, costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale».

Roma 28 novembre 2017

leila khaled


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