Aiuto! Hanno aperto una banca!

Aiuto! Hanno aperto una banca!

Maria R. Calderoni

Sì- come dice uno slogan “rivoluzionario” di Rifondazione – i soldi ci sono. Eccome. Secondo dati recenti, abbiamo a che fare con un Pil mondiale di oltre 70000000000000 (settantamila miliardi) di dollari (se sono riuscita a decifrare). E che abbiamo anche a che fare con un debito mondiale di oltre 200000000000000 (duecentomila miliardi) di dollari (sempre se sono riuscita a decifrare). Navighiamo su un oceano mo etario e noi poveracci nemmeno ce ne accorgiamo. Già, ma dove vanno a finire tutti questi soldi?

Il più grande e imprendibile succhiapil in circolazione si chiama Banca. Per esempio in Italia, tanto per stare ai fatti di casa nostra.

Un recente rapporto di Federcontribuenti (aprile 2017) ci rende edotti sul fatto che negli ultimi  35 anni gli scandali di cui sono state protagoniste le banche italiane, hanno divorato “il 13% del Pil con conseguenze gravissime sull’economia nazionale”. Sono stati cioè, dice sempre Federcontribuenti, “35 anni di denaro pubblico prestato a privati senza alcuna garanzia”. Tanto per dire, solo loro due, le ultime salvate, <la Popolare di Vicenza e la Veneto Banca, hanno bruciato il 3,4% del Pil veneto>. E ci costeranno, a noi poveracci, un 17 miliardi.

in parole povere, le banche ci derubano a man salva e ci impoveriscono, noi cittadini “normali”. Solo gli ultimi 35 anni, cioè «dall’Ambrosiano alle banche venete: storie di speculazione tra potere politico e poteri deviati, in compagnia di mercenari e mafiosi. Omicidi e suicidi senza giustizia».

Non ne abbiamo mai saputo niente?Ce ne siamo dimenticati? Ecco che sempre la stessa Federcontribuenti ce li mette in fila, quei ben riusciti “colpi” bancari.

1982, Banco Ambrosiano.1987, Cassa di Risparmio di Prato.1992, Montedison (crisi finanziaria del maggiore gruppo chimico privato, con perdite stimate in 30.000 miliardi di lire. E quel che rimase confluì gradualmente nel gruppo Intesa alla fine di un complicato processo di assorbimento protrattosi fino al 2014).1995, Banco di Napoli;Casse di Risparmio meridionali (operanti in Puglia, Campania, Calabria, Sicilia). 1998, Bipop di Brescia. 2002, Collocamento di prodotti bancari tossici denominati My way e Four you da parte del Monte dei Paschi di Siena e sue controllate. 2003, Cirio, Parmalat e titoli di stato argentini (le banche lucrarono commissioni collocando questi titoli senza avvertimenti particolari circa i relativi rischi nei confronti di sottoscrittori del tutto impreparati). 2006, Banca Italease (era la più grande banca italiana specializzata nel leasing immobiliare). 2006, Banca popolare italiana. 2008, Monte dei Paschi, la più grave e la più lunga crisi bancaria. 2011, crisi finanziarie di Alitalia e Ilva. 2012 Carige, (decima banca italliana per dimensione); Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Carichieti (5 miliardi di euro i costi sostenuti dallo Stato). 2013, crisi di tutte le ex casse di risparmio delle quattro province abruzzesi, fino alle più recenti Casse di risparmio di Cesena, di Rimini e di San Miniato. 2014-2017, Banca Popolare di Vicenza e Veneto banca; crisi di numerose banche di credito cooperativo. Ricapitalizzazione indispensabile di Unicredit.

Si direbbe una predestinazione. All’insegna dei Savoia e delle banche-rotte, il Regno d’Italia è un suggestivo campionario.

Il primo scandalo é quello della Banca Romana, il più grande istituto del Regno: autorizzata a stampare circa 60 milioni di lire, l’ineffabile Banca fa circolare, abusando del mandato, un volume quasi doppio di milioni con identici numeri di serie.

Per carità, niente di disonesto, trattasi di banconote assolutamente “regolari”, alle quali sono “solo” apposti numeri di serie di vent’anni prima, quando la banca faceva parte dello Stato Pontificio…

Beh, pazienza, scherzetto da banche; e però lo scandalo è così scandaloso da fare scalpore, tanto che il governo Giolitti è costretto a porre in liquidazione Banca Romana e a creare addirittura Banca d’Italia, la nota e vegeta Bankitalia: addirittura a nostra tutela!

Da banca nasce banca. Siamo in mani sicure.

 

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