Le differenze tra fascismi e comunismi

Le differenze tra fascismi e comunismi

di Guido Liguori

Come denunciavo giorni fa, è iniziata la canea delle destre tendente a equiparare comunismo e fascismo. Polemiche strumentali, senza dubbio, ma che hanno antenati illustri e soprattutto rischiano di trovare terreno di coltura in un senso comune destrorso e privo di memoria storica. (Per questo la proposta Fiano forse era da non presentare, e sottolineo forse, ma ora il suo ritiro sarebbe cosa peggiore). È sulla polemica in sé però che voglio dire qualcosa.

Ho già detto che i comunisti in Italia sono stati tra i principali protagonisti della lotta per la democrazia. Aggiungo due elementi: (1) i due sostantivi vanno usati al plurale, per evidenziare il ventaglio di esperienze storiche che si sono rifatte in vari modi ai due bagagli politico-ideologici. (2) la differenza tra le due esperienze storiche è anche (non solo: anche) in questo: i fascismi, specie quello tedesco e in buona parte quello italiano, nei loro momenti peggiori hanno realizzato ciò che avevano promesso: nel Mein Kampf trovate già previste le linee fondamentali del nazismo. I comunismi invece, nei loro momenti peggiori (ve ne sono stati) hanno tradito gli ideali di liberazione ed eguaglianza che si trovano nei loro “testi sacri”, in quelli di Marx ma anche in gran parte di quelli di Lenin. Le vicende storiche hanno determinato altri esiti. Non voglio solo giustificare storicisticamente, non basta. Se ne discuta apertamente.

Ma resta questa fondamentale differenza tra fascismi e comunismi: i primi hanno realizzato i loro programmi, i secondi (se e quando hanno realizzato momenti di oppressione, comunque spiegabile e non sempre giustificabili) hanno tradito i loro programmi. Ciò provoca altri problemi sugli stessi ideali di partenza: erano realizzabili, avventati, ecc.? Ma rende non paragonabili “fascismo” e “comunismo” come alcuni vorrebbero.

[riproduciamo col consenso dell'autore un post dello storico Guido Liguori apparso oggi su fb]

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