Piazze migranti

Piazze migranti

Due giornata, la prima principalmente a Roma la seconda in  tutto il Paese, in cui un pezzo considerevole di società organizzata, di forze politiche e di attiviste/i convergerà in appuntamenti che rimandano alla gravità di una situazione non solo italiana ma  sopratutto europea. Rifondazione Comunista sostiene e partecipa ad  entrambe le giornate partendo da un presupposto netto. Bisogna realizzare uno  spazio pubblico in cui associazionismo migrante e antirazzista, forze politiche e sociali che intendono rompere radicalmente con le modalità con cui si è finora trattata la moltitudine di tematiche racchiuse sotto il cappello “immigrazione”, trovi modo di confrontarsi. Si tratta di un urgenza che non riguarda solo la necessità di contrastare le due destre, quella xenofoba e quella del mercato, ma quella che  richiama al bisogno  di creare un modo alternativo di raccontare e percepire una società che cambia. Una  società che ha bisogno di leggi efficaci e rispettose dei diritti di tutti, che faccia propria la necessità di garantire l’universalismo dei servizi sociali e del welfare, che si misuri con la realtà e non con quanto ne viene raccontato dai fabbricanti della paura. Ci fanno credere che è in atto una guerra fra poveri, dobbiamo disvelarla per quello  che è, una guerra contro i poveri, di qualunque nazione per difendere i privilegi di pochi.

Pubblichiamo a seguire gli appelli delle due mobilitazioni a cui invitiamo iscritti e simpatizzanti a partecipare numerose/i

Stefano Galieni

 

A Roma hanno acceso il fuoco dei razzismi ma i problemi della città non sono i migranti. È ora di riconoscere che nessuna persona è illegale.

Il prodotto interno lordo della città di Roma non cresce dando la caccia ai profughi, migranti e rom. Il taglio al trasporto pubblico locale, che isola le periferie ed i suoi abitanti, non è opera di rom e profughi. La carenza di case popolari, la perdita dei posti di lavoro e la crescente disuguaglianza sociale non sono dovuti alla presenza dei migranti. Neanche la cementificazione, l’inquinamento dell’aria e l’abbandono in cui vengono lasciate le periferie sono una loro responsabilità.

Scaricare le proprie inadeguatezze sui cosiddetti “diversi” è accendere il fuoco dei razzismi. Quando anche le istituzioni centrali e locali decidono di alimentare la decadenza ed il degrado culturale e tutto viene banalizzato senza pudore, ne fanno le spese la verità e la giustizia sociale.

Non possiamo restare prigionieri della vostra passione per la caccia alle streghe. Perché Roma è di fatto meticcia, anche se la vostra arretratezza vi condanna alla miopia politica.

Italiani e migranti, tutti romani di vecchia e di nuova generazione, abbiamo altri problemi ed è ora di cominciare a risolverli.

Mobilitazione in piazza del Campidoglio

Giovedì 13 luglio ore 17.30

Fraternitè

 

Il 14 luglio la Francia celebra la presa della Bastiglia, simbolo dei valori fondanti del paese: libertà, fraternità e uguaglianza. Valori che si svuotano di senso davanti alle recenti parole e azioni del neo Presidente Macron sull’immigrazione. Dopo aver respinto – tra il 27 e il 28 giugno scorso – 400 migranti alla frontiera di Ventimiglia, Macron rifiuta un sostegno all’Italia affermando che l’80% delle persone che giungono sulle nostre coste sarebbero dei migranti economici, avvallando l’idea della suddivisione tra “buoni” e“cattivi” migranti.  Idea che viene rapidamente ribadita anche da Minniti con l’annuncio dell’apertura di nuovi hotspot e centri per il rimpatrio nell’obbiettivo di facilitare le espulsioni.

Il recente Summit di Tallin ha evidenziato il prevalere di egoismi elettorali e calcoli interni, dimostrando l’incapacità di mettere in campo una risposta unitaria e solidale della UE al fenomeno dell’immigrazione, di fronte alle richieste dell’Italia. Un’unità che emerge solo nel criminalizzare chi salva vite umane e nella pericolosa collaborazione con la Libia e i paesi Africani.

L’Unione Europea e i governi nazionali hanno evidentemente smarrito il riferimento ai principi veicolati dalla Rivoluzione Francese che sono alla base della democrazia degli stati membri e della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.   L’Europa deve diventare una comunità politica, per costruire ponti e non muri, o non conterà più nulla nel mondo.

Per questo, il prossimo 14 luglio -  data simbolica non solo per la Francia ma anche per gli altri paesi europei – saremo davanti alle rappresentanze francesi in Italia e ai porti di sbarco per esprimere il nostro dissenso alle recenti proposte del Governo Italiano e alle gravi dichiarazioni degli altri governi europei e del Consiglio europeo.

 


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