Palermo: l’esperienza di Sinistra Comune

Palermo: l’esperienza di Sinistra Comune

 di Antonio Marotta* 

Da quasi un anno centinaia di donne e uomini a Palermo hanno dato vita ad un’esperienza politica importante: Sinistra Comune, un nuovo soggetto plurale che ha unito non solo le forze organizzate della sinistra,  Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L’Altra Europa, ma anche sindacati di base, esperienze amministrative e associazioni, le reti per l’acqua pubblica, i comitati contro la “buona scuola”, le esperienze ecologiste, i percorsi di antimafia sociale, il campo dei diritti e dei movimenti lgbt, le comunità migranti, il terzo settore.
A Palermo siamo riusciti a unire quei pezzi di sinistra che erano da tempo divisi e che invece adesso non solo hanno costruito un percorso comune ma si pongono l’ambizione di creare un’aggregazione che possa diventare esempio. Rifondazione comunista, in questa fase cruciale, ha svolto un ruolo determinante agendo da collante delle varie realtà in campo, costruendo il terreno fertile per una contaminazione fra soggetti diversi .

Sinistra Comune non solo si è contraddistinta da subito come un’esperienza di civismo democratico e di sinistra, ma soprattutto è stata l’espressione concreta di un nuovo modo di  ispirarsi alla sinistra antiliberista  che si sta diffondendo in Europa e in Italia, affermandosi come la vera alternativa ai populismi.

Il soggetto si è fondato sul principio della partecipazione dal basso, individuando come unico luogo di decisione  l’Assemblea cittadina permanente, costituita da tutte e tutti  gli iscritti ed aperta ai cittadini.

Quattro portavoce, due donne e due uomini, ne rappresentano le decisioni ed un coordinamento costituito dai rappresentanti dei gruppi di lavoro tematici ne gestisce gli aspetti organizzativi. In tutti gli organismi  è sempre praticata  la parità di genere che diviene prassi e valore assoluto.

La pratica della ricerca della soluzione delle controversie attraverso il confronto di idee inizialmente differenti e l’utilizzo del voto solamente come ultima possibilità hanno cementato un corpo di militanti fortemente coeso e solidale che ha trovato e costruito nell’ attuazione di un percorso di cooperazione la sua forza.

Anche la scelta del luogo dove celebrare l’assemblea  fondativa di Sinistra Comune ha assunto un significato fortemente simbolico: Palazzo Cefalà, dove  nel maggio del 1893, si svolse il congresso fondativo del Partito socialista dei lavoratori italiani e del Movimento dei fasci dei lavoratori siciliani.

A sostegno dell’esperienza di Sinistra Comune si sono schierati subito importanti figure della sinistra, come Moni Ovadia, Yanis Varoufakis,  Celia Mayer, Letizia Battaglia, Luciana Castellina, Luisa Morgantini, e numerosi altri uomini e donne della sinistra palermitana, intuendo il forte valore innovativo della proposta politica e le sue potenzialità.

Il movimento sin dalla sua  nascita si è riconosciuto nell’esperienza amministrativa del sindaco Leoluca Orlando, anomalia politica che ha reso Palermo capitale della cultura e dell’accoglienza, rappresentando  l’unico argine ad oggi possibile al ritorno della “vecchia politica” legata alla mafia.

Amministrazione nella quale i compagni di Rifondazione Comunista Giusto Catania e Barbara Evola da assessori hanno svolto un ruolo importante, riuscendo più volte ad indirizzarne la linea.

La gestione dei servizi acqua, rifiuti e trasporti  totalmente pubbliche, unica amministrazione in Italia che non ha appaltato alcun servizio a privati, Palermo città aperta, dove chi vive anche se proveniente da qualsiasi parte del mondo  può sentirsi pienamente cittadino, le politiche per l’inclusione scolastica, questi, fra i tanti, sono stati i temi centrali che hanno caratterizzato l’azione dell’amministrazione Orlando, anche se resta ovviamente ancora molto da fare.

Sinistra comune si è posta da subito come forza che vuole contribuire al governo della città, in continuità con quanto realizzato dalla giunta Orlando, ma con una visione alternativa, ha costruito un progetto dalla forte valenza innovativa: Una citta partecipata e solidale, inclusiva ed ecologica che individua nel lavoro e nei diritti i capisaldi della democrazia.

 Su tali presupposti si è dato vita ad una lista  elettorale con l’obbiettivo di eleggere una rappresentanza della sinistra al consiglio comunale, obiettivo che non era stato centrato, per pochi voti, dalla lista di  Rifondazione comunista- verdi nelle precedenti elezioni. Una rappresentanza necessaria per costruire un legame fra lotta istituzionale e bisogni provenienti dal basso, che non si esaurisca nella delega ma che sia al servizio di scelte ed obiettivi maturati nella società in costante sintonia con i cittadini, i movimenti e le associazioni.

Il Comune inteso come luogo della condivisione, come laboratorio permanente, come terreno dove poter praticare, a sostegno delle lotte e delle vertenze territoriali , iniziative che contrastino la disgregazione del tessuto sociale prodotto dalle politiche liberiste.

Questa competizione elettorale è stata una esperienza straordinaria che ha visto la sinistra palermitana lavorare unita come mai per raggiungere l’obiettivo comune, una campagna gioiosa e creativa che ha abbracciato l’intera città riportando all’ordine del giorno  la questione sociale e del lavoro, dando valore alle istanze provenienti dalle periferie urbane.

Con le parole d’ordine “ideali per lottare e “ ideali per governare” si è costruita una campagna di comunicazione efficace per divulgare il progetto di Sinistra Comune per la città.

Il bisogno di una sinistra unita , la necessità di superare posizioni  minoritarie e precostituite, di costruire qualcosa di concreto che vada al di là di sterili appelli, è stato inoltre  un’ulteriore elemento di forza che ha trovato in Sinistra Comune una risposta reale, un punto di riferimento, che ha permesso di realizzare un risultato elettorale difficilmente intuibile per chi non aveva vissuto direttamente l’esperienza di Palermo.

Oggi Possiamo parlare di un risultato importante, che raggiunge percentuali di consenso mai così alte per la sinistra alle amministrative dopo lo scioglimento del PCI.

Sinistra Comune raggiunge il 6,94% pari a 16.333 voti contribuendo in modo determinante all’affermazione al primo turno ed al conseguimento del premio di maggioranza per  Leoluca Orlando, che supera il 46% di consensi.

Ma dall’analisi del voto il dato appare ancor più significativo per i consensi registrati nei quartieri popolari, nelle periferie urbane, dove Sinistra Comune riesce quasi sempre a superare la soglia del  5% anche nei seggi dove il candidato del centro destra ha più voti di Orlando.

In  particolare nel centro storico, ampia e popolosa parte della città, Sinistra Comune è la prima lista in con il 14,71% dei voti  ed elegge a presidente di circoscrizione il compagno Massimo Castiglia rappresentante dell’associazione SOS-Ballarò.

Possiamo affermare che questo risultato è il riconoscimento di un impegno sociale e politico incarnato dai candidati, dalle candidate e dai militanti  di Sinistra Comune a difesa di quell’area di giovani e meno giovani precari e disoccupati, lavoratori immateriali, artigiani, migranti, commercianti pizzo free che vivono nel centro della nostra città.

Il cuore della Palermo antica batte a sinistra scegliendo di difendere la propria anima popolare dai processi di  gentrificazione e cancellazione della memoria.

Sinistra comune elegge quattro consiglieri comunali, tra cui i compagni di Rifondazione Comunista Giusto Catania, Barbara Evola e Katia Orlando da sempre vicina al nostro Partito. Fra i consiglieri di circoscrizione viene riconfermato all’ottava anche  il nostro compagno Eddy Governale.

Questo percorso non si concluderà dopo il voto dell’11 giugno ma vuole crescere e consolidarsi non solo a livello cittadino, avendo l’ambizione di proporsi come riferimento anche per il popolo della sinistra siciliana.

Le complessità derivanti dal quadro politico regionale sono rilevanti ma l’esperienza di Palermo, anche se non esportabile tout court, costituisce un solido punto di partenza per il percorso da intraprende per le elezioni dell’Assemblea regionale. Siamo in forte ritardo ma la consapevolezza del valore del risultato di Sinistra Comune  ci dà la speranza per  affrontare le enormi difficoltà che solo una sinistra unita, antiliberista ed alternativa al Partito Democratico, può tentare di superare.

 

 * direzione nazionale PRC-Se

 

sinistra comune

 

 

 

 

 



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